Massacro in Amazzonia: la guerra per i beni comuni

Estratti dell'analisi di Raùl Zibechi* sulla repressione governativa in Perù - Il massacro perpetrato il 5 giugno, Giornata Mondiale dell'Ambiente, contro le comunità indigene dell'Amazzonia peruviana è solo l'ultimo capitolo di una lunga guerra per l'accaparramento delle risorse naturali, nel quadro della firma del trattato di libero commercio sottoscritto dal Perù con gli Usa. Protagonisti di questa guerra: Alan Garcìa e le multinazionali da un lato, le comunità indigene in resistenza dall'altro. Le versioni sul numero di morti e feriti non sono concordi. L'unico dato sicuro è che il governo di Alan Garcìa ha inviato le forze armate per reprimere una protesta pacifica che durava da 57 giorni, in particolare nei cinque dipartimenti amazzonici di Amazonas, Ucayali, San Martìn, Cusco e Loreto. (...)

 

 

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Violenta Repressione delle forze armate nell’Amazzonia Peruviana

Tra i dieci e i venti i morti causati dalla dura repressione del levantamiento (sollevamento) indigeno nell'Amazzonia del Perù. Le autorità indigene e le organizzazioni sociali chiedono che si intraprenda un giudizio internazionale contro il governo di Alan García Pérez per la criminalizzazione dei movimenti sociali e le reiterate violazioni di diritti umani.
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Il dilemma esistenziale della Comunità Andina

di Ramiro Escobar
 - Da circa 10 anni a questa parte, l’entusiasmo politico per la Comunità Andina (CAN) è andato via via  diminuendo.  Questa fiacchezza integrazionista non è nuova, anche se recentemente si è iniziato a parlare un’altra volta di “reinventare” l’organismo o di dissolverlo in un colpo solo. 

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa è stato colui che, lo scorso 13 aprile, ha lasciato fluttuare nell'aria questa idea.

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Cumbre del Puno: lavori del Vertice sulle sponde del Titicaca

da Puno, Perù Laura Greco - Questa volta sulle sponde del Titicaca, per la quarta volta i popoli di Abya Yala si sono dati appuntamento per discutere i punti dell'agenda comune di mobilitazione per i prossimi anni. Il 27 e 28 maggio per la prima volta hanno trovato spazio le donne e i giovani indigeni, che hanno dato vita rispettivamente alla "Cumbre de mujeres" e alla "Cumbre de juventud y ninez".

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