Focus Eni 4 luglio, 2018 | Redazione A Sud

FOCUS ENI

 

Un osservatorio sulle attività di esplorazione, estrazione e trasformazione del greggio, sulla responsabilità sociale di impresa di Eni, sugli impatti sociali ed ambientali generati e sulle reazioni delle istituzioni e della società civile, in Italia e nel mondo.

 

RASSEGNA STAMPA

 

PUBBLICAZIONI

 

A SUD ALL’ASSEMBLEA AZIONISTI DI ENI

 

Il 10 maggio partecipato oggi all’Assemblea degli Azionisti dell’Eni, svoltasi a Roma. Prima dello svolgimento dell’assemblea abbiamo posto, di concerto con Fondazione Culturale Responsabilità Etica, una serie di domande per iscritto elaborate in collaborazione con comitati e associazioni attive in alcuni dei territori interessate da attività operate da Eni.

Approfondimento

 

 

IN ITALIA:

 

  • Val D’Agri

Nel territorio della Val D’Agri, area interna dell’Appennino lucano, è ubicato il più grande giacimento di idrocarburi dell’Europa continentale, il cui sfruttamento da parte di ENI (ex Ente Nazionale Idrocarburi) ha preso il via negli anni ’90. Nel 1998 è stato siglato l’accordo tra governo nazionale e regionale sullo sviluppo del programma petrolifero e di seguito è stata sottoscritta la prima intesa tra Stato, Regione e ENI per lo sfruttamento del giacimento, che ha visto un aggiornamento nel 2012.
Ad oggi le attività estrattive di ENI – secondo i dati forniti dall’Unmig (Ufficio nazionale mineraria per gli idrocarburi e le georisorse) interessano 38 pozzi di cui 22 in produzione e 16 produttivi non eroganti. Secondo i dati forniti dal report aziendale nel 2014 la produzione giornaliera in Basilicata è di 3.98 milioni di metri cubi di gas e di circa 83’000 barili di olio al giorno Presso il Centro Oli Val D’Agri (COVA), creato nel 1996 ed ampliato negli anni successivi, avviene il trattamento dell’olio prodotto dai pozzi della Concessione “Val d’Agri”. Il petrolio estratto viene inviato alla Raffineria ENI di Taranto tramite un oleodotto di 136 km da Viggiano a Taranto (entrato in funzione nel 2001), il gas viene immesso nella rete Snam e l’acqua residua (acque industriali / acque di strato) viene iniettata nel pozzo di reiniezione “Costa Molina 2” ed, in parte, trasportata presso un centro di trattamento – Tecnoparco – ubicato in Val Basento, in provincia di Matera.

 

Aggiornamenti

 

Rassegna stampa

 

Editoriali

 

Guarda la scheda del Conflitto sull’Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali

 

 

NEL MONDO:

 

  • Ecuador

In Ecuador la tensione tra comunità indigene ed ENI sta continuando a salire.

Nel 2010 il governo ha rinegoziato il contratto con ENI – Agip per lo sfruttamento petrolifero del Blocco 10 nella foresta amazzonica, senza applicare il diritto di consultazione previa, libera e informata dei popoli, delle comunità e delle nazionalità indigene. Tale diritto è espressamente riconosciuto e tutelato dalla Costituzione ecuadoriana (art.57) – oltre che dalla Convenzione n.169 dell’ILO – e riguarda tutti i processi decisionali relativi all’implementazione di piani e programmi di prospezione, sfruttamento e commercializzazione di risorse non rinnovabili presenti nei territori indigeni e che possano avere impatto dal punto di vista ambientale o culturale sulle comunità ivi insediate.

 

Aggiornamenti

 

Guarda la scheda del conflitto sull’Atlante Mondiale dei Conflitti Ambientali

 

  • Nigeria

Il 5 aprile 2010 una conduttura di proprietà della Nigerian Agip Oil Company (NOAC), società nigeriana controllata da ENI, si è rotta, riversando una marea nera nell’ambiente circostante. La vita della popolazione locale, basata sulla pesca e sullo sfruttamento delle palme, ne è stata fortemente danneggiata.

La comunità ha cercato in precedenza di raggiungere un accordo con la multinazionale per ottenere un risarcimento e soprattutto per la bonifica del territorio inquinato, ma le negoziazioni non sono andate a buon fine. Da qui la decisione di intentare una causa contro ENI nel suo Paese di origine, l’Italia, sperando di ottenere giustizia.

 

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Guarda le schede dei conflitti di Eni in Nigeria sull’Atlante Mondiale dei Conflitti Ambientali

 

 

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