L'Olanda multa la Shell per aver nascosto fughe di sostanze contaminanti
Un magistrato olandese ha condannato nei giorni scorsi la Shell al pagamento di una multa di $156,000 per aver nascosto una fuga di gas velenoso il 31 marzo 2004 in un impianto ubicato in Olanda.
Koopman, questo il nome del giudice, assegnato al caso della multinazione petrolifera occupato in diversi paesi di contaminare e versare petrolio durante le perforazioni, ha criticato anche l'amministrazione provinciale delle zona del disastro, sulla quale ricadeva la responsabilità diretta del monitoraggio sulle attività della compagnia "la provincia non ha adempiuto al compito di sorvegliare le attività dell'impresa", ha dichiarato.
Nelle ispezioni investigative realizzate negli impianti della Shell, l'impresa aveva dichiarato che si trattava semplicemente di “una dozzina di chili” fuoriusciti. Dopo le verifiche preliminari è stato invece stimato che si trattava di circa due tonnellate di sostanze inquinanti. Alla fine delle indagini, è stato accertato che il versamento è stato di almeno 5,3 tonnellate.
La Shell ha informato le autorità dell'incidente tre mesi dopo l'accaduto, mettendo in pericolo la vita degli abitanti delle zone circostanti. "Durante lo stesso anno - ha aggiunto il magistrato - ci sono state altre fughe di idrocarburi di tipo PAH… l'impresa ha una lunga storia criminale, che dimostra come operi in modo amatoriale, rasentando la negligenza".
Secondo la Shell le pratiche adottate per le attività estrattive sono in linea con le raccomandazioni delle autorità provinciali, e le perizie di parte sulle emissioni e le fughe di idrocarburi affermano che esse non avrebbero causato alcun danno nè all'ambiente nè alle persone.
La multinazionale petrolifera angloolandese è stata citata in giudizio anche in Irlanda, Nigeria, Filippine, Russia, Inghilterra, Brasile ed Argentina.
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