Violenta Repressione delle forze armate nell’Amazzonia Peruviana

Tra i dieci e i venti i morti causati dalla dura repressione del levantamiento (sollevamento) indigeno nell'Amazzonia del Perù. Le autorità indigene e le organizzazioni sociali chiedono che si intraprenda un giudizio internazionale contro il governo di Alan García Pérez per la criminalizzazione dei movimenti sociali e le reiterate violazioni di diritti umani.
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Turchia: 243 arresti. In Italia il vicepremier turco per i finanziamenti alle grandi dighe.

*Dura repressione in Turchia* - 243 tra rappresentanti di amministrazioni locali, attivisti e leader delle organizzazioni della società civile e del Mesopotamia Social Foum sono stati arrestati nei giorni scorsi dalla polizia turca. La repressione è contro il DPT (Democratic Society Party) dopo il suo successo alle elezioni locali (il partito ha conquistato 98 municipi ed è attualmente il primo partito in dieci province del sud-est della Turchia). Il DPT è impegnato nel cercare una soluzione democratica alla questione kurda e nel processo di democratizzazione del paese. Per aiutare l'implementazione di questo programma, dopo le elezioni il DPT ha rinnovato l'appello alla sospensione delle attività militari. Il Forum Sociale Europeo ha organizzato e inviato un appello di solidarietà.

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La protesta di San Juan Sacatepéquez

Nuovi scontri nella comunità di San Juan Sacatepéquez, vicino alla capitale del Guatemala, dove la popolazione vive da mesi una situazione di controllo e repressione da parte delle forze dell’ordine. Da oltre un anno la notizia della decisione di stabilire qui una industria di cemento ha causato una escalation di violenza contro le dodici comunità interessate dal progetto, che si oppongono alla sua realizzazione. La produzione di cemento è un’attività altamente inquinante, che produce considerevoli quantità di residui di lavorazione e mette a rischio le falde acquifere e i terreni circostanti. Il progetto per la costruzione della fabbrica è stato presentato dalla Cementos Progreso, di proprietà della famiglia Novella, tra le più influenti della zona.

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Scatta la repressione contro i maestri messicani

Il Messico è una polveriera. Ormai non manca giorno senza decine di mobilitazioni in tutte le parti del paese. Ed ovviamente non manca giorno che non vi siano tentativi di repressione da parte delle forze di polizia dello Stato, al servizio di un governo sempre più privo di consenso, nelle forme simile a un apparato autoritario e mafioso, garante della cricca di multinazionali che da anni si spartiscono le enormi risorse messicane. La repressione questa volta è scattata contro uno dei movimenti più grandi e ben organizzati del Messico: il movimento dei maestri, ed in particolar modo nello stato di Morelos. Ormai da mesi circa 700 mila maestri sono mobilitati contro la «riforma» che privatizza l’educazione: Ace, che sta per Alleanza per la qualità nell’educazione.

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