Perù: Continua la resistenza dei Contadini

Lo sciopero nazionale agrario convocato dalle organizzazioni contadine, rurali, ed indigene del Perù, iniziato il 18 febbraio ha avuto successo in tutto il paese. La protesta organizzata ha avuto forti risonanze in tutte le regioni. Il Governo, invece di costruire un dialogo, ha risposto con la repressione indiscriminata, la dichiarazione di stato di emergenza di otto provincie del nord e l'ordine d'intervento dell'Esercito. Il bilancio al momento è di almeno quattro morti. Per assurdo è questo stesso governo che diffonde messaggi di democrazia e di partecipazione, mentre crea leggi per favorire le imprese multinazionali, la privatizzazione delle acque, la concessione dell'Amazzonia e delle zone archeologiche, così come la vendita delle terre per favorire gli investimenti stranieri. Mentre chi lotta per i propri diritti subisce repressione e vengono processati.

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Panama: comunità indigene in ostaggio della polizia

Il Coordinamento Popolare dei Diritti Umani di Panama (Copodehupa) denuncia la situazione degli abitanti del Nonyí nel territorio Naso, Bocas del Toro, che resistono contro la pressione dell'impresa idroelettrica Medellín. Più di cento membri della Polizia Nazionale si trovano stanziati nella zona, con il risultato che il 27 febbraio vari contadini ed indigeni sono rimasti feriti e sono stati arrestati. Secondo quanto dice il Coordinamento "la popolazione ha bloccato pacificamente le vie d'accesso alla comunità per impedire l'entrata di macchinari che avrebbero distrutto i raccolti e le abitazioni".
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Oggi Colombia in piazza contro paramilitarismo e crimini di stato

Durante gli ultimi anni in questo paese sono stati sfollati circa quattro milioni di persone per la maggior parte sotto l’azione dei gruppi para militari. Questi, soli o con l’aiuto delle forze armate, hanno causato la scomparsa di almeno 15.000 colombiani, i cui cadaveri sono stati sotterrati in più di 3.000 fosse comuni o gettati nei fiumi. Hanno ucciso più di 1.700 indigeni, 2.550 sindacalisti e circa 5.000 membri dell’Unione Patriottica. Torturano sistematicamente le loro vittime prima di ucciderle. Tra il 1982 ed il 2005 i paramilitari hanno commesso più di 3.500 massacri e sequestrato più di sei milioni di ettari di terre. Dal 2002, dopo la loro presunta “smobilitazione”, hanno assassinato 600 persone ogni anno e sono arrivati a controllare il 35 % dei membri del Parlamento.
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Guatemala: Primo processo per Scomparsa Forzata

CHIMALTENANGO, Guatemala, 10 mar (IPS) -
"Mio marito era andato sulla montagna a prendere una mucca, e un plotone dell'esercito se lo è portato via. E' scomparso per 25 anni, fino a che due anni fa hanno scoperto il suo cadavere", ha raccontato Maria Magdalena C., un'indigena del villaggio Choatalum, nella regione di Chimaltenango, nel centro del Guatemala. Maria Magdalena, di 52 anni e con tre figli, ha assistito lo scorso lunedì insieme ad una ventina di abitanti di Choatalum al primo processo che si celebra in Guatemala per la scomparsa di sei indigeni dell'etnia maya kaqchiquel, avvenute tra il 1982 ed il 1984.
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Colombia: Condannata la Coca Cola per intossicazione

Il giudice del Distretto di  Medellín, José Manuel Cuervo, ha condannato la Coca Cola a risarcire economicamente, entro tre mesi, i consumatori per i danni causati e a realizzare gli accorgimenti necessari nel processo di imbottigliamento, al fine di evitare la presenza di corpi estranei nei prodotti della transnazionale.  "Il ricorso legale è stato avanzato con l'aiuto della Personería (ente pubblico che difende i diritti umani) di questa città, da una persona intossicata nell'agosto del 2003, dopo aver bevuto una Coca Cola. Il fatto ha comportato una lesione dei diritti collettivi della sicurezza e della salute pubblica, così come dei diritti dei consumatori”; "Questi fatti costituiscono un'indicazione delle mancanze che rappresentato un rischio nel processo d'imbottigliamento del liquido nello stabilimento di Medellín, situazione che ha causato un danno al querelante.
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Colombia: gravi minacce alla Leader indigena della ONIC Silsa Arias

A Sud, ambasciata politica in Italia della ONIC – Organizzazione Nazionale Indigena di Colombia, informa e richiama l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni italiane sulle gravi minacce ricevute dalle autorità di Governo Indigeno della Colombia
 
14  Marzo del 2008.
 
Denunciamo a livello nazionale ed internazionale le minacce arrivate nelle ultime ore alla leader indigena Kankuama Silsa Arias, responsabile della comunicazione della ONIC, da parte dei gruppi paramilitari. Si tratta della quarta grave minaccia ricevuta da membri del governo indigeno.
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Colombia: Ucciso un’organizzatore della marcia del 6 marzo

La manifestazione avvenuta il 6 marzo contro il paramilitarismo, che ha visto per strada migliaia di colombiani, ha generato gravi conseguenze. Il Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato e le organizzazioni promotrici, hanno organizzato una conferenza stampa per denunciare la scomparsa ed il conseguente omicidio di uno dei coordinatori della giornata in onore delle vittime, e per far conoscere le azioni giudiziali che si hanno intenzione di prendere. I fatti e le frequenti minacce alle organizzazioni promotrici hanno richiamato l’attenzione della sede colombiana dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che si è preoccupato per la sicurezza degli esponenti degli enti organizzatori della manifestazione. 
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Brasile: La polizia reprime le donne di Vía Campesina


L’Impresa svedese-finlandese Stora Enso ha istallato piantagioni di eucalipto nello stato di Rio Grande do Sul, lungo la frontiera con l’Uruguay. Tutto ciò rappresenta una violazione delle disposizioni legali che proibiscono l’acquisizione di terre, da parte di stranieri, nelle zone di frontiera ubicate fino a 150 km dal paese limitrofo. Per denunciare questa situazione, 900 donne facente parte di Vía Campesina hanno occupato il 4 marzo – nel contesto della settimana della Giornata Internazionale della Donna – un appezzamento di 2000 ettari della Stora Enso, ubicato lungo la frontiera. Lo scopo dell’occupazione era denunciare l’approvazione illegale del territorio brasiliano per lo sfruttamento agro alimentare e le sue monocoltivazioni, in difesa della sovranità alimentare.
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Perù: Indigeni detenuti illegalmente

¡SOS INDIGENI DETENUTI NELL'AMAZZONIA PERUVIANA!
 
Iquitos, 28 marzo 2008, Deborah Numpa.
 
LISTA DEGLI INDIGENI KICHWA E ACHUAR DETENUTI ILLEGALMENTE NEI COMMISSARIATI DELLA POLIZIA NAZIONALE DI IQUITOS E NAUTA, NELL'AMAZZONIA PERUVIANA, a seguito delle dimostrazioni di protesta contro l'impresa petrolifera PLUSPETROL il 20 marzo 2008, nelle comunità dei fiumi Corrientes, Tigre e Pastaza. (SONO EVIDENZIATI I MINORI DI ETÀ).
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