Luci e ombre sul futuro Quadro Pluriennale Europeo (QFP) 2028-2034
Il futuro Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 definirà le priorità di investimento dell’Unione europea per il prossimo decennio. In un contesto segnato dalla crisi climatica, dalla volatilità dei mercati energetici, dalle tensioni geopolitiche, le scelte che verranno assunte nei prossimi anni influenzeranno direttamente la capacità dell’Europa e dell’Italia di affrontare le sfide della transizione ecologica e del cambiamento climatico, così come della competitività industriale e della coesione sociale.
In queste settimane, A Sud ha contribuito a promuovere e diffondere le posizioni espresse da numerose organizzazioni della società civile italiana ed europea in vista del dibattito sul prossimo bilancio dell’Unione europea. L’associazione ha sostenuto le iniziative di advocacy promosse dalla società civile in occasione del Consiglio europeo del 18-19 giugno e nell’ambito del negoziato sul QFP 2028-2034, con l’obiettivo di rafforzarne l’ambizione climatica, sociale e democratica. A Sud ha inoltre contribuito a portare all’attenzione di rappresentanti del Governo e del Parlamento le principali proposte avanzate in materia, favorendone la diffusione.
A riguardo, per approfondire le priorità e le raccomandazioni avanzate su questi temi, si segnalano due risorse fondamentali. Il primo è il documento “Un bilancio europeo 2028-2034 per una transizione equa, solidale e globale”, che raccoglie le proposte formulate da un’ampia coalizione di organizzazioni e reti della società civile italiana impegnate sui temi della giustizia climatica, sociale e ambientale, tra cui MIRA Network, ECCO, Kyoto Club, Legambiente, WWF Italia, ActionAid, il Forum Disuguaglianze e Diversità e Concord Italia. Il secondo è la “Letter to EU leaders ahead of the 18-19 June European Council” promossa da Climate Action Network Europe (CAN Europe), che conferma la sostanziale convergenza tra le richieste avanzate sul piano domestico e quelle espresse a livello europeo.
Come si evince nei due report, il negoziato sul futuro QFP assume una rilevanza a dir poco decisiva per l’Italia. Il nostro Paese è infatti tra i principali beneficiari delle risorse europee e, al tempo stesso, uno degli Stati membri maggiormente esposti agli effetti dell’emergenza climatica e alla volatilità dei mercati energetici. Di conseguenza, con la conclusione del programma “Next Generation EU” e l’introduzione dei futuri Piani Nazionali e Regionali di Partenariato (PPNR), il prossimo bilancio europeo sarà chiamato a sostenere investimenti decisivi per la competitività, la sicurezza energetica, la coesione territoriale e la transizione ecologica. Proprio per questo, sia CAN Europe sia la coalizione italiana sottolineano la necessità di preservare e rafforzare la capacità di investimento dell’Unione, evitando che nuove priorità come quelle legate alla difesa, alla sicurezza e alla competitività comportino un ridimensionamento degli obiettivi climatici, ambientali e sociali. In questo scenario, entrami i documenti evidenziano la necessità di una governance più trasparente e partecipativa dei futuri PPNR. Le organizzazioni della società civile ritengono infatti essenziale che la programmazione, l’attuazione e il monitoraggio delle risorse europee avvengano attraverso processi inclusivi, in grado di coinvolgere adeguatamente le autorità regionali e locali interessate, così come le parti sociali, le organizzazioni della società civile e le comunità territoriali di riferimento. Un secondo elemento centrale riguarda il livello di ambizione climatica del futuro bilancio europeo. Le organizzazioni europee e italiane chiedono che l’attuale obiettivo di destinare almeno il 35% della spesa europea a clima e ambiente venga non solo preservato, ma progressivamente rafforzato fino al 50% del QFP. Parallelamente, viene sollecitato il ripristino di un obiettivo specifico per la biodiversità e una revisione dei criteri utilizzati per classificare la c.d. “spesa verde”, così da evitare fenomeni di greenwashing e garantire che le risorse europee sostengano esclusivamente investimenti con benefici climatici e ambientali dimostrabili. Particolare enfasi viene inoltre riservata al principio “Do No Significant Harm” (DNSH), che dovrebbe essere applicato in modo coerente a tutti gli strumenti del futuro bilancio europeo, limitando le deroghe e impedendo il sostegno ad attività incompatibili con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione. Non mancano alcune preoccupazioni in merito al futuro di alcuni strumenti considerati strategici. Tra questi figurano il programma LIFE, dedicato alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e del clima, il c.d. Just Transition Fund, che viene considerato fondamentale per accompagnare territori come Taranto e il Sulcis Iglesiente nei percorsi di riconversione industriale, ma anche gli strumenti destinati all’inclusione sociale e alla cooperazione internazionale. Il rischio principale è che tali priorità vengano progressivamente assorbite all’interno di strumenti finanziari più ampi all’insegna della presunta maggiore competitività economica. Da ultimo, entrambi i documenti evidenziano l’importanza strategica, per l’Italia e l’Unione Europea, di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili attraverso investimenti nelle energie rinnovabili, nell’elettrificazione, nell’innovazione industriale e nel rafforzamento della resilienza territoriale.
Nel complesso, il confronto tra la società civile italiana ed europea restituisce una visione ampiamente condivisa del futuro bilancio dell’Unione e offre elementi chiave per la definizione della posizione italiana nel negoziato sul QFP 2028-2034. Il bilancio europeo viene infatti concepito non come un semplice strumento contabile, bensì come una leva strategica capace di orientare gli investimenti necessari ad affrontare le grandi sfide che ci attendono. Le scelte che saranno compiute nei prossimi anni influenzeranno in modo decisivo la capacità dell’Europa di coniugare competitività, sicurezza energetica, coesione sociale e ambizione climatica, determinando in larga misura il futuro del progetto europeo.
Scarica i report:
- CAN Europe, “CAN Europe letter to EU leaders ahead of the 18-19 June European Council”, 2026;
- MIRA Network, ECCO think tank, Kyoto Club, Legambiente, Fondazione Ecosistemi, Transport & Environment, WWF Italia, Coordinamento FREE, ActionAid, Forum Diseguaglianze e Diversità, Concord Italia e Laudato Sì Movement, “Un bilancio europeo 2028-2034 per una transizione equa, solidale e globale”, 2026.