La crisi climatica non è colpa di tuttə allo stesso modo: il TEDx di Laura Greco a Pordenone
Nel suo TEDx a Pordenone, Laura Greco di A Sud mostra come la crisi climatica non sia colpa di tuttə allo stesso modo, ma il risultato di un sistema economico fondato su estrazione, accumulazione e disuguaglianza sociale.
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La crisi climatica viene spesso raccontata come il risultato delle scelte sbagliate di un’umanità indistinta, come se fossimo tuttə responsabili allo stesso modo del collasso ecologico che stiamo vivendo. Ma questa narrazione, oltre a essere semplicistica, è profondamente fuorviante.
Nel suo intervento al TEDx di Pordenone, Laura Greco di A Sud mette in discussione proprio questa idea tossica: non siamo tuttə ugualmente responsabili della crisi climatica. Al contrario, il disastro ambientale è il prodotto di un sistema economico fondato su estrazione, accumulazione e disuguaglianza.
I dati lo confermano con chiarezza. Secondo Oxfam, l’1% più ricco della popolazione mondiale è responsabile di circa il 15-16% delle emissioni globali, mentre il 50% più povero ne produce meno del 10%. Numeri che smontano il mito della responsabilità indistinta e mostrano invece una realtà precisa: la crisi climatica ha una dimensione di classe.
Mentre milioni di persone in tutto il mondo subiscono gli effetti sempre più violenti del cambiamento climatico – alluvioni, incendi, siccità, insicurezza alimentare e povertà energetica – una ristretta élite continua ad accumulare ricchezza grazie ai combustibili fossili, alla finanza speculativa, al big tech e allo sfruttamento dei territori e delle risorse naturali.
Per questo parlare di giustizia climatica non significa occuparsi soltanto di ambiente. Significa parlare di redistribuzione della ricchezza, di diritti, di democrazia, di accesso equo alle risorse e della possibilità concreta di costruire un futuro vivibile per tuttə.
Il punto centrale del TEDx di Laura Greco è netto: non può esserci transizione ecologica senza giustizia sociale. Se non mette in discussione i rapporti di potere e le disuguaglianze che hanno prodotto la crisi, la transizione rischia di diventare l’ennesimo privilegio riservato a pochə, invece di una trasformazione reale e condivisa.