Crisi climatica e giustizia: il confronto europeo di CAN Europe
Anche quest’anno A Sud ha seguito da vicino i lavori dell’assemblea generale primaverile di CAN Europe, tenutasi come di consueto a Bruxelles dal 21 al 23 aprile, nella cornice di Les Ateliers des Tanneurs.
Sono state tre giornate intense e ricche di scambi, durante le quali abbiamo condiviso il lavoro svolto a livello nazionale insieme agli altri partner europei, discutendo al contempo le priorità e le principali questioni destinate a orientare l’agenda climatica dei prossimi anni.
Un confronto reso ancora più urgente dal contesto attuale, segnato dai conflitti geopolitici e dall’aggravarsi della crisi energetica e climatica globale.
Le sessioni hanno affrontato numerosi temi centrali: dalla necessità di rafforzare il quadro delle politiche climatiche ed energetiche dell’UE oltre il 2030, alla promozione di una reale just transition, capace di sostenere un cambio di paradigma a favore delle energie rinnovabili.
Ciò implica anche una riduzione strutturale della dipendenza dai combustibili fossili e dei sussidi pubblici al settore, incluso il GNL, come evidenziato nei PNIEC nazionali recentemente trasmessi alla Commissione europea.
Affrontare la crisi climatica significa inoltre adottare strumenti innovativi, anche sul piano fiscale: tra questi, la tassazione degli extra-profitti delle grandi aziende fossili, che, insieme allo sviluppo di fonti energetiche pulite, può contribuire a rafforzare la sicurezza energetica, migliorare l’accessibilità economica e accrescere la resilienza climatica dei Paesi membri.
L’assemblea ha rappresentato anche un’importante occasione per rilanciare tematiche trasversali: dall’integrazione di un approccio di genere nelle politiche climatiche, alla tutela dei diritti umani, fino alle crescenti preoccupazioni legate alla criminalizzazione dell’attivismo ambientale e ai tagli ai finanziamenti, che rischiano di ridurre il ruolo della società civile nei processi decisionali.
In questo contesto, durante l’ultima giornata, A Sud ha avuto l’opportunità di intervenire nel dialogo con il Commissario europeo per il clima, Wopke Hoekstra.
L’intervento si è concentrato sul tema dell’adattamento climatico, particolarmente rilevante per l’Italia, uno dei Paesi più esposti agli impatti della crisi climatica.
La presidente Laura Greco ha posto una domanda sull’approccio che la Commissione intende adottare per integrare il quadro giuridico europeo in materia di adattamento, resilienza e gestione dei rischi climatici, chiedendo inoltre quali garanzie siano previste per assicurare un reale coinvolgimento del pubblico e della società civile.
Il Commissario ha richiamato i recenti progressi verso la definizione di un quadro europeo integrato per la resilienza climatica e la gestione dei rischi, in continuità con la strategia UE del 2021, attualmente in fase di consultazione pubblica.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di approcci differenziati e partecipativi, capaci di coniugare le specificità nazionali con la necessità di un coordinamento a livello europeo.
L’assemblea ha confermato ancora una volta il ruolo cruciale della cooperazione tra organizzazioni della società civile a livello europeo per affrontare una crisi climatica sempre più complessa e interconnessa.
In un contesto globale in rapido mutamento, il rafforzamento del dialogo, della partecipazione e dell’ambizione politica resta una condizione imprescindibile per costruire risposte efficaci, giuste e condivise.