Organizzazioni ecologiste, movimenti e sindacati lanciano un appello a deputati, senatori ed europarlamentari italiani e si mobilitano a sostegno della Conferenza internazionale di aprile in Colombia. Al centro: l’urgenza di una road map globale per il phase-out da carbone, petrolio e gas.


Roma, 15 aprile 2026

Non solo un appello alle istituzioni, ma l’avvio di una mobilitazione ampia e diffusa. In vista della Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili, che si terrà a Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile 2026, una vasta rete di organizzazioni della società civile italiana ha deciso di attivarsi per sostenere questo appuntamento cruciale per il futuro climatico globale.

In questo quadro, ong ecologiste, movimenti e sindacati hanno inviato un appello a deputati, senatori ed europarlamentari italiani chiedendo un impegno chiaro e coerente sull’uscita dai combustibili fossili e un ruolo attivo dell’Italia e dell’Unione europea nel rafforzare l’ambizione climatica internazionale. L’appello è promosso da una rete ampia e trasversale di realtà impegnate nella difesa dell’ambiente, del clima e dei diritti: A Sud, CGIL, Ecora, Extinction Rebellion Italia, Fridays for Future Italia, Greenpeace Italia, Legambiente, Osservatorio Parigi, Per il clima fuori dal fossile, VAS – Verdi Ambiente e Società, WWF Italia.

Promossa dai governi di Colombia e Paesi Bassi, la Conferenza rappresenta un appuntamento storico a livello globale: il primo dedicato alla costruzione di una coalizione internazionale per accelerare una transizione energetica giusta, equa e in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, che non può che partire dalla definizione di tempistiche certe e obiettivi misurabili per l’abbandono delle fonti fossili. L’iniziativa è collegata alla Fossil Fuel Treaty Initiative, un’alleanza tra Stati e società civile che promuove l’adozione di un trattato internazionale giuridicamente vincolante per la progressiva eliminazione di carbone, petrolio e gas. L’obiettivo è dotare la comunità internazionale di uno strumento capace di governare il phase-out dei combustibili fossili e costruire un futuro sicuro e sostenibile. Un passaggio cruciale, mentre le emissioni globali continuano a crescere e la possibilità di contenere il riscaldamento entro 1,5°C si riduce rapidamente.

Nell’Appello, le organizzazioni denunciano l’insufficienza delle politiche climatiche attuali, sia a livello globale che europeo e nazionale. In Italia, sottolineano, continua a emergere una distanza sempre più evidente tra gli impegni internazionali e le scelte politiche concrete.

A rendere questa contraddizione ancora più evidente è un fatto politico rilevante: secondo comunicazioni ufficiali della presidenza colombiana, il Governo Italiano avrebbe confermato la partecipazione alla Conferenza di Santa Marta. Una notizia che, tuttavia, non trova riscontro né sui canali ufficiali dei ministeri competenti né nel dibattito pubblico nazionale, alimentando interrogativi sulla trasparenza del Governo e sulla reale posizione che l’Italia intende assumere a livello internazionale.

. Le politiche energetiche del governo, poi, appaiono contraddire gli impegni assunti in sede internazionale, a partire dalla “transizione fuori dai combustili fossili” decisa a Dubai nel 2023. L’Italia ha infatti recentemente rinviato il phase-out dal carbone dal 2025 al 2038, posticipandolo di tredici anni rispetto agli obiettivi precedentemente fissati, riaprendo la possibilità di utilizzo del combustibile più inquinante e motivando la decisione con esigenze di sicurezza energetica. Allo stesso tempo, il governo italiano ha sostenuto a livello europeo la necessità di allentare o sospendere il sistema ETS (Emission Trading System), uno degli strumenti chiave della politica climatica europea, indicando chiaramente una direzione orientata alla riduzione dei vincoli ambientali piuttosto che al loro rafforzamento.

In conclusione , le politiche energetiche nazionali continuano a essere fortemente orientate al mantenimento e al prolungamento della dipendenza dalle fonti fossili, con nuovi investimenti nel gas e rallentamenti nello sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. 

A questo si aggiunge un contesto geopolitico segnato da conflitti sempre più legati al controllo delle risorse fossili e da una crescente riallocazione delle risorse pubbliche verso il riarmo, a scapito degli investimenti nella transizione ecologica e nella protezione delle comunità più vulnerabili. E’ proprio di questi giorni l’uscita dell’AD di ENI Descalzi che, di fronte alla crisi energetica scaturita dall’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, suggerisce di riaprire i rifornimenti di gas e petrolio russo, una proposta irricevibile, tesa a costringere a rimanere incatenato ai combustibili fossili e che conferma ancora una volta il legame tra conflitti, dittature e fossili. L’uscita dalle fossili passa invece per una giusta transizione e per l’investimento strutturale verso un sistema basato sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili, sistema su cui investono alcuni paesi come la Spagna, traendone grandi benefici anche in termini di vantaggi concreti per le bollette di famiglie e imprese.  

Per questo,  le organizzazioni firmatarie dell’appello chiedono alle rappresentanze parlamentari italiane ed europee di attivarsi concretamente, utilizzando tutti gli strumenti istituzionali a disposizione. In particolare, l’appello invita a: interrogare il governo sul mandato con cui parteciperà alla Conferenza; a sostenere il percorso politico della Conferenza e delle proposte che ne emergeranno nelle sedi nazionali ed europee; promuovere nel dibattito pubblico l’urgenza di una rapida uscita dai combustibili fossili; rafforzare politiche coerenti con una transizione energetica giusta; costruire una coalizione europea ad alta ambizione climatica.

Le organizzazioni firmatarie chiedono inoltre l’apertura di un confronto diretto con parlamentari italiani ed europei, prima e dopo la Conferenza, per contribuire alla definizione di iniziative politiche capaci di rafforzare l’azione climatica e la cooperazione internazionale.

In un momento storico segnato da crisi climatiche, guerre e disuguaglianze crescenti – si legge nell’appello l’uscita dai combustibili fossili non è solo una necessità ambientale, ma una condizione per la giustizia globale e la costruzione di percorsi di pace”.

La mobilitazione della società civile proseguirà nelle prossime settimane con un’iniziativa pubblica il 21 aprile all’Università La Sapienza di Roma (ore 17.00 presso l’Aula C della Facolà di Chimica) e con un presidio di piazza che si terrà a Piazza Capranica alle 11.00 27 aprile, alla vigilia della sessione di negoziazioni governative che concluderà la Conferenza di Santa Marta, per rilanciare la pressione politica e sociale verso una rapida uscita dai combustibili fossili. 


La Conferenza, che si terrà a fine aprile 2026,  riunirà governi, istituzioni, comunità scientifica e società civile per rafforzare una coalizione internazionale impegnata a superare l’era del carbone, del petrolio e del gas. 

Maggiori informazioni: https://transitionawayconference.com/

Firme:
A Sud
CGIL
Ecora
Extinction Rebellion Italia
Fridays for Future Italia
Greenpeace Italia
Legambiente
Osservatorio Parigi
Per il clima fuori dal fossile
VAS – Verdi Ambiente e Società
WWF Italia

 

A Sud seguirà i lavori della Conferenza di Santa Marta con una delegazione accreditata.
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Per info, contatti e interviste con la delegazione a Santa Marta:
Marica Di Pierri
maricadipierri@asud.net
+39 348 6861204

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