La repressione contro i Sem nel Rio Grande do Sul

Si fa sempre più aspra in Brasile l’offensiva contro il movimento dei Sem Terra, il più grande movimento sociale latinoamericano, che e raccoglie in sé molto più della rivendicazione di diritto al territorio e cultura contadina. In un comunicato stampa diffuso questa settimana, il Mst denuncia il tentativo degli organi giudiziari dello Stato di Rio Grande do Sul di criminalizzare il movimento attraverso una serie di misure coercitive. Secondo uno dei leader del movimento «la repressione contro il Mst è un dato reale in tutto il Brasile, ma attualmente sta divenendo più acuta e pericolosa proprio a Rio Grande do Sul, le forze reazionarie, stanno tentando in ogni modo di ottenere che il governo statale, attraverso la magistratura, dichiari illegale il movimento, invocando la legge per la sicurezza nazionale [la stessa che permise l’instaurazione della dittatura nel ‘64, ndr]».

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Il governo colombiano contro i movimenti indigeni

Il governo colombiano ha deciso di giocare la carta della repressione per impedire le mobilitazioni sociali lanciate in questi giorni. Ventisette indigeni sono stati uccisi e la tensione è molto alta in diversi dipartimenti del paese. Torna a scorrere il sangue in Colombia. Forze armate e esercito stanno infatti reprimendo nel sangue le mobilitazioni generali indette dal 14 al 19 ottobre dalla Comosoc, la Coalizione dei movimenti e delle organizzazioni sociali della Colombia.
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