Caldo estremo e scuole in difficoltà: incerta la ripresa delle attività educative
Un’estate da record climatico, con +2,79°C rispetto alla media 1991-2020, si trascina fino a settembre con picchi di 37-38°C. In Puglia e Sicilia si chiede di rinviare l’apertura delle scuole: solo l’11% degli istituti ha l’aria condizionata.
L’estate del 2026 in Europa è stata segnata da ondate di calore intense, temperature che hanno superato i record precedenti e fenomeni naturali di grande impatto. Tutti questi elementi hanno messo in evidenza, ancora una volta, la gravità della crisi climatica. Secondo il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (C3S), la temperatura media di giugno e luglio nell’Europa occidentale ha raggiunto i 21,62 °C, un valore che rappresenta la media combinata delle temperature giornaliere nei paesi considerati. La criticità di questo dato emerge dal confronto con la media climatica del periodo 1991-2020 per gli stessi paesi: si registra un aumento di 2,79 °C, superando addirittura il precedente record del 2022, che era di 20,73 °C.

Ad agosto, le alte temperature sono state accompagnate da incendi in vaste aree del continente e da una siccità così diffusa da causare il prosciugamento di alcuni dei principali corsi d’acqua. In Italia, il caldo di agosto ha superato il record del 2003. Uno studio condotto dal meteorologo Mario Giuliacci in 15 città italiane, ha evidenziato una media delle temperature massime di 33,4 °C, con un aumento di oltre 1 °C rispetto ai dati di agosto 2024. La situazione non migliora a settembre: è stata prevista un’ulteriore ondata di calore tra il 4 e il 9 settembre, con picchi di 37-38 °C in diverse località.
Il caldo estremo, oltre a danneggiare l’ambiente, ha un impatto diretto sulla salute e sulla qualità della vita delle persone, soprattutto di quelle che appartengono alle categorie più vulnerabili, come persone anziane, i bambini e le bambine, le persone migranti e rifugiate, i lavoratori e lavoratrici all’aperto e le persone in condizioni di povertà. Per affrontare questo problema, a giugno 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di emergenza e ha pubblicato le “Linee guida per i Piani di Azione Caldo-Salute” (HHAP), proponendo un nuovo approccio alla gestione del caldo estremo che prevede sia interventi immediati sia misure di prevenzione a lungo termine.
In Italia gli effetti del caldo si manifestano anche nel mondo della scuola. È cresciuto il malcontento generale riguardo alla ripresa delle attività educative in un momento in cui le temperature restano ancora molto elevate. Particolare attenzione è stata rivolta alle scuole che accolgono i bambini e le bambine più piccoli. In alcune regioni come la Puglia e la Sicilia, dove il caldo è più estremo, docenti, medici e sindacati hanno chiesto di posticipare l’inizio dell’anno scolastico, sostenendo che le condizioni attuali mettono a rischio la salute degli studenti e delle studentesse.
Già tra maggio e giugno 2026, molte scuole avevano vissuto situazioni difficili, con diversi casi di malori e disidratazione tra gli studenti e le studentesse. Ora il problema si ripresenta all’inizio del nuovo anno accademico, quando le temperature superano ancora i 36 °C in molte regioni. La situazione è aggravata dal fatto che le infrastrutture scolastiche non sono preparate ad affrontare il caldo: solo l’11% degli istituti dispone di aria condizionata. In aule affollate e poco ventilate, si crea un ambiente inadatto sia per l’apprendimento degli studenti e delle studentesse sia per il lavoro di docenti e personale Ata. Un’affermazione sostenuta anche dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che ha condiviso la richiesta di posticipare l’avvio del nuovo anno scolastico. Nel Sud Italia, alcune proposte puntano a mantenere chiuse le scuole fino all’equinozio d’autunno, tra il 21 e il 23 settembre, per tutelare il benessere psicofisico di tutte le persone coinvolte.
In un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti, l’Italia si dimostra in diversi ambiti poco preparata ad affrontare la crisi, e il settore scolastico non fa eccezione. Invece di soluzioni tempestive e decise, il Ministero dell’Istruzione propone interventi provvisori e insufficienti rispetto alla gravità della situazione. Emerge quindi la necessità di progetti che promuovano l’efficientamento energetico e che adattino le strutture scolastiche ai mesi più caldi. Di fronte alle risposte deboli del governo, si fa sentire la voce di una comunità che denuncia le difficoltà e chiede risposte più forti e concrete.
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Ambientenonsolo (2026), Copernicus: luglio 2026 tra i più caldi di sempre, oceani ai massimi storici e incendi alimentati da caldo e siccità, 10 agosto. Disponibile su: https://ambientenonsolo.com/copernicus-luglio-2026-tra-i-piu-caldi-di-sempre-oceani-ai-massimi-storici-e-incendi-alimentati-da-caldo-e-siccita/
Corriere Adriatico (2026), Meteo, Giuliacci: settembre bollente dopo agosto da record, cosa succede, 3 settembre. Disponibile su: https://www.corriereadriatico.it/schede/meteo_giuliacci_settembre_bollente_ondate_calore_agosto_record_cosa_succede-9737259.html
Il Fatto Quotidiano (2026), Caldo torrido nelle scuole, dalla Puglia alla Sicilia i sindaci chiedono di posticipare le lezioni: “A rischio salute degli studenti”, 3 settembre. Disponibile su: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/03/caldo-scuole-italiane-rinvio-lezioni-notizie/8495730/
RomaToday (2026), Caldo anomalo, a Roma il rientro a scuola è un inferno: “Inaccettabile, servono interventi strutturali”, 7 settembre. Disponibile su: https://www.romatoday.it/politica/allarme-caldo-scuole-protesta-studenti-roma.html
Sky TG24 (2026), Meteo, arriva l’anticiclone delle Azzorre: nuova ondata di caldo a settembre, 2 settembre. Disponibile su: https://tg24.sky.it/cronaca/2026/09/02/meteo-anticiclone-azzorre-ondata-caldo