La relazione d’impatto emissivo di Le Parole Giuste 2026, misurata con LUME conta 27.933,19 kgCO2eq totali, il 76,7% dai trasporti e il 19,7% dagli alloggi. Leggi la relazione per saperne di più!


Nell’ambito del programma Cultura Sostenibile abbiamo svolto un assessment del festival di giornalismo d’inchiesta ambientale Le Parole Giuste.

Abbiamo raccolto i dati del festival, li abbiamo sistematizzati e analizzati attraverso la piattaforma LUME, al fine di misurare e restituire una relazione d’impatto emissivo dell’evento.

Ideato da A Sud ed EconomiaCircolare.com, Le Parole Giuste è il festival di giornalismo dedicato all’inchiesta ambientale. Con linguaggi e voci differenti, punta lo sguardo sui conflitti ambientali e sulle sfide del nostro tempo, grazie a chi racconta la crisi climatica, la transizione ecologica e il mondo che cambia.

Negli spazi del MONK, struttura poliedrica nel quartiere di Casal Bertone a Roma, la terza edizione si è articolata in tre giorni di talk, laboratori, proiezioni, ma anche spettacoli, spazio libri e attività per le scuole dedicate all’intreccio tra le sfide ambientali e il mondo dell’informazione.

Il festival ha contato oltre 2.000 ingressi e 80 speaker. Tra le attività: 5 presentazioni di libri, 2 documentari d’inchiesta proiettati, 4 corsi accreditati dall’Ordine dei giornalisti, oltre 80 partecipanti agli eventi formativi e oltre 100 studentə delle scuole medie superiori.

RELAZIONE D’IMPATTO EMISSIVO

Non ci limitiamo a raccontare la sostenibilità: con il festival cerchiamo di metterla in pratica in ogni fase dell’organizzazione, scegliendo una filiera corta e una gestione operativa che riduca al minimo le emissioni. In quest’ottica poniamo particolare attenzione a tre aree: la logistica, il catering, la dematerializzazione.

CARBON FOOTPRINT

La Carbon Footprint ci permette di identificare le attività, le sorgenti e l’intensità delle emissioni dirette e indirette di gas climalteranti legate al festival: una fotografia per comprendere dove intervenire per ridurre ulteriormente queste emissioni, partecipando attivamente alla transizione ecologica.

LE FASI DELLA VALUTAZIONE

La valutazione si è svolta in quattro fasi: individuazione delle aree da monitorare, secondo le linee guida del documento Product Category Rules – Events di Carbon Footprint Italy; raccolta dei dati nella fase organizzativa, durante e dopo il festival; identificazione dei parametri utili al calcolo; calcolo degli impatti e analisi dei risultati.

Le aree monitorate sono state: trasporti, pernottamento, consumi energetici, food & beverage, impatto digitale, produzione di materiali, rifiuti.

I RISULTATI

L’emissione totale del festival risulta pari a 27.933,19 kgCO2eq, così suddivisa:

  • Trasporti: 76,7%
  • Alloggi: 19,7%
  • Food & beverage: 1,64%
  • Rifiuti: 1,46%
  • Impatti digitali: 0,32%
  • Creazione materiali: 0,08%
  • Consumi energetici: 0,02%

Per dare una scala al numero: 27.933,19 kgCO2eq equivalgono a 3,69 giri della Terra in auto a benzina, 0,15 giorni di attività di un data center europeo o 13,6 andata e ritorno Parigi–New York in aereo (comparazioni elaborate con Impact CO2, ADEME). In media, ogni persona partecipante ha generato 13,97 kgCO2eq.

Rispetto al 2025, quando il festival aveva contato 450 partecipanti e 5.657,87 kgCO2eq di emissioni totali, il dato assoluto cresce insieme a un pubblico più che quadruplicato.

 


NET ZERO IS NOT ZERO

Per la nostra organizzazione è importante avviare un processo di riduzione delle emissioni senza ricorrere a strategie di compensazione. Riteniamo essenziale non incentivare nessuna politica o azione che sostenga la monetarizzazione delle emissioni di gas climalteranti. Agli scandali legati alla bassissima qualità di molti progetti di compensazione si aggiunge spesso il colonialismo verde, che si manifesta nello sfruttamento delle risorse e dei territori delle comunità locali di Paesi in via di sviluppo e nell’espropriazione delle terre dei piccoli agricoltori e delle popolazioni indigene, perpetuando in quei territori disuguaglianze economiche e sociali.

Seppure esistano progetti di compensazione qualitativamente migliori di altri, non intendiamo affidare a questi il nostro processo di conversione ecologica, né più in generale l’obiettivo del net zero: dipendere dai progetti di compensazione significa distogliere l’attenzione dalla necessità di ridurre drasticamente e alla fonte le emissioni nei Paesi industrializzati, ritardando le azioni significative di mitigazione del cambiamento climatico. L’obiettivo a cui tendiamo è il real zero: A Sud ha sottoscritto la campagna internazionale omonima, promossa da organizzazioni attive nella giustizia climatica, che punta a una reale riduzione delle emissioni come unica soluzione alla crisi climatica, senza spazio per il colonialismo verde né per il greenwashing legato alla compensazione e al net zero.

SOSTEGNO A REALTÀ ECOLOGISTE E SOCIALI DEL TERRITORIO

Sosteniamo le reti e le realtà ecologiste e civiche in difesa del territorio: riteniamo fondamentale intervenire laddove lasciamo la nostra impronta, promuovendo iniziative che, dal basso, propongono azioni di sensibilizzazione e di lotta al cambiamento climatico, di mantenimento e cura della biodiversità e di protezione di ecosistemi a rischio.

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