P.E.A.C.E.

P.E.A.C.E. - Protect Eco Activists and Civil Engagement

Fare rete, contro criminalizzazione e repressione del dissenso. In risposta al crescente restringimento degli spazi civici e di partecipazione democratica, P.E.A.C.E. mira a rafforzare gli strumenti a tutela di attivistə, giornalistə e organizzazioni minacciate.

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Spazi di libertà sempre più ridotti. Azioni non violente trattate come minacce. Attivismo ambientale (e non solo) sotto attacco. È in questo contesto che nasce P.E.A.C.E.: per difendere chi difende tuttə.


Contesto

Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a un progressivo e preoccupante restringimento dello spazio civico, che va limitando progressivamente le libertà fondamentali di espressione, manifestazione e partecipazione della società civile alla vita pubblica. Questa deriva autoritaria ha colpito l’insieme della società civile, ma in modo particolarmente duro chi è impegnatə nella difesa dell’ambiente, dei diritti umani, della giustizia climatica e sociale, dei diritti delle persone migranti e della comunità LGBTQIA+ e nella solidarietà internazionale.

In questo quadro si inseriscono provvedimenti come il cosiddetto “decreto ecovandali” del 2024, che ha introdotto sanzioni penali e pecuniarie sproporzionate contro azioni dimostrative non violente legate all’emergenza climatica, e il “decreto sicurezza” del 2025, che ha ulteriormente inasprito le pene per manifestanti e attivistə, ampliando i poteri delle forze dell’ordine e creando nuovi reati legati, ad esempio, all’occupazione di spazi pubblici. L’effetto complessivo è una crescente criminalizzazione del dissenso.

Attivistə ecologisti sono oggi tra i soggetti più colpiti: il movimento Ultima Generazione conta decine di procedimenti penali aperti; organizzazioni impegnate nel soccorso in mare come Sea-Watch e Mediterranea sono state oggetto di restrizioni legali, sequestri e campagne di delegittimazione pubblica. Parallelamente, si registra un aumento degli attacchi alla libertà di stampa e al giornalismo indipendente, incluse minacce fisiche, procedimenti giudiziari abusivi (SLAPP) e forme di sorveglianza digitale, come emerso nel caso Paragon-Graphite.

Diversi rapporti e missioni di organismi internazionali – tra cui ONU, OSCE e Consiglio d’Europa – hanno evidenziato il deterioramento dello stato di diritto in Italia, l’assenza di un’autorità nazionale indipendente per i diritti umani e l’uso sproporzionato del diritto penale e della forza pubblica contro il dissenso. Il Civicus Monitor 2025 ha declassato l’Italia a “democrazia ostruita”. Questa narrazione securitaria tende a rappresentare l’attivismo come una minaccia all’ordine pubblico anziché come una forma legittima di partecipazione democratica, in un momento storico attraversato da crisi ambientali, sociali e democratiche interconnesse.

Allo stesso tempo, la stretta repressiva ha prodotto una risposta collettiva: mobilitazioni diffuse, nuove alleanze e un rafforzamento delle reti della società civile, impegnate a difendere lo spazio civico e a costruire strumenti comuni di protezione, denuncia e advocacy.


Progetto

In questo contesto si colloca il progetto P.E.A.C.E. – Protect Eco Activists and Civil Engagement, cofinanziato da Global Climate Legal Defense e Civitates.

Il progetto mira a rafforzare l’organizzazione della rete In Difesa di e del Protection Hub e le misure a protezione di attivistə e organizzazioni minacciati da episodi di criminalizzazione / repressione, soprattutto in riferimento al campo della mobilitazione per la giustizia ambientale e climatica (eco attivisti), ma aspirando a coinvolgere anche attivisti attivi su altri temi.

Attraverso il rafforzamento delle competenze e l’organizzazione di training mirati, declinati sulla base delle esigenze formative emerse tramite una capillare rilevazione dei bisogni dei gruppi target (attivisti, giornalisti, organizzazioni, legali) il progetto ha l’obiettivo di fornire strumenti teorici e pratici per aumentarne le capacità di difesa. Il rafforzamento e consolidamento dei contatti tra legali impegnati nella difesa dell’attivismo e di attivistə minacciatə è ulteriore risultato cui il progetto mira. Il progetto prevede anche di pubblicare e diffondere un handbook per attivistə orientato alla pratica, dedicato a strumenti, misure e standard di protezione e l’organizzazione di workshop territoriali per capillarizzare la rete di sostegno ad attivisti, attiviste ed organizzazioni. Infine, verrà pubblicato un report sulla situazione dello spazio civico in Italia, con particolare riferimento alle novità introdotte dal decreto sicurezza.

Tutto il corso del progetto prevede infine un’intensa attività di comunicazione sia per la promozione delle attività e degli output che per contribuire a sollevare l’attenzione sul processo di criminalizzazione in atto.


ATTIVITÀ

Le attività del progetto sono tese a rafforzare la rete, a promuovere attività di formazione e protezione per attivisti e organizzazioni minacciate e a promuovere attività di reporting sullo stato dello spazio civico in Italia. Nello specifico  le attività sono divise nei quattro macro ambiti dettagliati di seguito.

Rafforzamento organizzativo rete In Difesa di e Protection Hub
Il progetto prevede il coordinamento stabile del gruppo di lavoro nazionale che riunisce avvocatə, attivistə e organizzazioni, il rafforzamento della segreteria della rete e la creazione di strumenti condivisi, come archivi e sistemi di raccolta dati, per migliorare la capacità di risposta rapida ai casi di repressione.

Capacity building e formazione
A partire da una capillare rilevazione dei bisogni formativi – realizzata tramite una survey rivolta ad attivistə, giornalistə, organizzazioni e difensorə legali – vengono progettati e realizzati moduli formativi mirati. I moduli includono, tra gli altri: nuovi reati e strumenti di tutela legale e di difesa da episodi di repressione e nei contesti di detenzione, sicurezza digitale (anche alla luce dei recenti casi di sorveglianza), supporto psico-sociale. Le attività formative coinvolgono avvocatə, ONG, centri antiviolenza ed esperti.

Per consultare il programma formativo visita questa pagina.

Strumenti pratici di protezione
Uno degli output centrali è la pubblicazione e diffusione di un handbook pratico per attivistə, orientato all’uso concreto e quotidiano, che raccoglie strumenti legali, strategie di autodifesa e standard di protezione.

Territorializzazione e workshop regionali
Per contrastare la concentrazione dei servizi di tutela nelle grandi città, il progetto prevede l’organizzazione di workshop e momenti formativi in diverse regioni italiane, coinvolgendo realtà locali, comitati cittadini e attivistə. Questi incontri sono pensati sia come spazi di formazione sia come luoghi di scambio e costruzione di alleanze tra attivismo e mondo legale.

Monitoraggio e reporting
Il progetto lavora alla creazione di un dataset nazionale sui casi di criminalizzazione del dissenso, sistematizzando le mappature già esistenti e unificando criteri e indicatori. Questo lavoro alimenta la pubblicazione di report periodici sullo stato dello spazio civico in Italia, con particolare attenzione alle conseguenze dei decreti repressivi.

Advocacy e networking
Sono previste attività di networking con organizzazioni nazionali e internazionali impegnate nella difesa dello spazio civico, oltre a incontri di advocacy con istituzioni a livello nazionale, europeo e delle Nazioni Unite, per portare evidenze, dati e testimonianze nei luoghi decisionali.


REALTÀ COINVOLTE

Il progetto è coordinato da A Sud ma pensato e promosso dalle diverse realtà che integrano la rete In Difesa di, nata 10 anni fa e che raccoglie organizzazioni sociali impegnate nella difesa dei difensori dei diritti umani. Nei primi anni di attività la rete si è occupata soprattutto di attivisti minacciati a livello internazionale e di programmi di protezione e relocation in Italia nonché della creazione di una rete di città rifugio (shelter cities). Negli ultimi anni il focus si è doverosamente spostato, visto il contesto nazionale, sul monitoraggio degli episodi di repressione e sulla protezione dellə attivistə italianə, a partire dallə eco attivistə, oggetto di una crescente criminalizzazione e stigmatizzazione mediatica.  

Tutte le realtà che aderiscono alla rete In Difesa di sono anche tra le promotrici del Protection Hub che raccoglie attorno a sé anche collettivi di avvocati e altre organizzazioni attive nel campo dei diritti umani, e che mira a costruire uno spazio permanente di monitoraggio, protezione, denuncia e advocacy a difesa di attivisti, realtà associative, giornalisti e chiunque sia oggetto di episodi di criminalizzazione e repressione. 


Scheda

Annualità: 2025 – 2026

Finanziamento: Global Climate Legal Defense, Civitates

Promotore: A Sud, In Difesa Di, Protection Hub

Realtà coinvolte: Rete In Difesa di (Un Ponte per, Osservatorio Repressione, Yaku, COSPE, Amnesty Italia, HRIC, Greenpeace, Giuristi democratici, Terra Nuova, AOI, Aidos) e Protection Hub

Beneficiari: attivistə, giornalistə, organizzazioni della società civile, avvocatə

 

 

 

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