Venezuela: Pichetto Fratin raschia il fondo del barile. Il commento di A Sud
A Sud: Inaccettabili le dichiarazioni del Ministro su Italia hub del gas a commento dell’aggressione al Venezuela
“L’Italia ha la possibilità di rafforzare la propria produzione nazionale di gas e petrolio per sostenere le imprese e migliorare la sicurezza energetica”. A dirlo è il Ministro dell’ambiente Pichetto Fratin in un’intervista rilasciata il 5 gennaio a Il Messaggero.
La prima dichiarazione del 2026 del Ministro dell’ambiente Pichetto Fratin è un concentrato di inesattezze e di affermazioni irricevibili: nel commentare l’attacco statunitense ai danni del Venezuela, il Ministro non mostra preoccupazione per le violazioni del diritto internazionale ma parla di occasione per l’Italia di “spingere il ruolo di hub del gas” annunciando nuove trivellazioni e parlando di semplificazioni per utilizzare i giacimenti di petrolio.
Raschiare il fondo del barile
Invece di inaugurare l’anno con una tabella di marcia utile a rispettare gli impegni presi dall’Italia a livello internazionale – tra tutti i piani di decarbonizzazione e l’abbandono delle energie fossili – il Ministero dell’ambiente sceglie di dare nuovo slancio all’insensata ricerca di idrocarburi nel Paese.
Pichetto Fratin continua a parlare di rilancio della produzione nazionale di idrocarburi come strategia utile per l’indipendenza e la sicurezza energetica evitando di menzionare i dati che arrivano dal suo stesso Ministero. Infatti, secondo le stime diffuse nel 2023 le riserve certe sarebbero sufficienti a garantire appena otto mesi di consumi nazionali di gas e diciotto mesi di petrolio. Anche ampliando lo sguardo e includendo le riserve probabili e possibili, si arriva a malapena a un anno e mezzo per il gas e a tre anni e otto mesi per il petrolio.
Una strategia utile soltanto ai colossi dell’oil & gas come Eni e Snam, che continuano a decidere di fatto le nostre politiche energetiche indebolendo gli sforzi e gli impegni sulla neutralità climatica e sulla riconversione ecologica.
Invece di lavorare per un’Italia libera dal fossile e sostenere la decarbonizzazione delle nostre economie, Fratin vuole letteralmente raschiare il fondo del barile.
“Ai tentativi di golpe energetici come quello ai danni del Venezuela, le istituzioni chiamate a realizzare la transizione ecologica dovrebbero rispondere con politiche climatiche ambiziose, con nuovi investimenti per le energie rinnovabili e con un grande piano di risanamento ambientale. Le parole di Fratin non stupiscono nessuno, ma restano irricevibile perché non dicono nulla su una inaccettabile violazione del diritto internazionale compiuta dagli Usa e lasciano l’Italia stretta nella morsa delle grandi compagnie fossili, esponendo migliaia di persone ai rischi della crisi climatica e alle nocività degli impianti estrattivi. Altro che indipendenza energetica, l’Italia come hub del gas, oltre a essere uno scenario irrealizzabile, è pura subordinazione politica ed economica”, è il commento di Laura Greco Presidente di A Sud.