Una pratica agricola unica al mondo, il sapere di generazioni di agricoltori e lo sguardo dei più giovani. La mostra di EcCiCoCò all’aeroporto di Pantelleria racconta l’ulivo strisciante e resterà visitabile fino alla fine di settembre.

Chi arriva a Pantelleria, e chi dall’isola riparte, in queste settimane incontra in aeroporto una storia fatta di alberi, pietre, vento e mani.
È “L’Arte dell’Ulivo Strisciante”, la mostra fotografica di Gianpaolo Rampini realizzata nell’ambito di EcCiCoCò – Ecosistemi Circolari di Comunità Cooperante, progetto sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD.

Inaugurata all’aeroporto di Pantelleria l’11 di agosto, con la partecipazione, insieme agli autori, del Parco Nazionale Isola di Pantelleria e del Comune di Pantelleria, la mostra resterà visitabile fino alla fine di settembre e racconta una pratica agricola unica al mondo e il profondo rapporto costruito nei secoli tra la comunità pantesca e il proprio territorio.
Un racconto che parte dal passato, ma guarda soprattutto al futuro.

Un’alleanza tra essere umano e biosfera

L’arte dell’ulivo strisciante nasce da una necessità: riuscire a coltivare in un territorio che, almeno in apparenza, sembra poco disposto a lasciarsi coltivare. Pantelleria è un’isola di vento, siccità, pietra e terreni vulcanici. Nei secoli, osservando attentamente questi elementi, gli agricoltori hanno sviluppato tecniche capaci non di contrastarli, ma di adattarsi ad essi. È da questa relazione che nasce l’ulivo strisciante.

Per proteggere la pianta dai forti venti che attraversano l’isola nei mesi della fioritura, l’ulivo viene allevato basso, all’altezza dei muretti a secco che sostengono i terrazzamenti. Le sue branche vengono guidate in orizzontale, accompagnandole verso terra anche attraverso pietre utilizzate come pesi. Con il tempo alcuni alberi si estendono per metri, attraversano i terrazzamenti e arrivano quasi a trasformare l’uliveto in un prato verde.
Non esiste però una forma standard. Ogni pianta è il risultato di continue scelte: quali rami mantenere, quali potare, in quale direzione accompagnarli. Proprio per questo le forme degli ulivi ricordano, per certi aspetti, quelle dell’arte del bonsai. Ogni albero diventa un’opera irripetibile, modellata dalle caratteristiche del luogo e dalla sensibilità della persona che se ne prende cura.

Il sapere delle mani

La mostra racconta soprattutto questo: una conoscenza che non può essere separata dalle persone che la praticano.
Chi coltiva un ulivo strisciante tiene insieme molti elementi contemporaneamente: il microclima dell’uliveto, la direzione dei venti, il terreno, la quota, le conoscenze tramandate dagli anziani e la necessità di lasciare passaggi per raggiungere il cuore della pianta durante la potatura e la raccolta, ancora svolte interamente a mano.
A tutto questo si aggiunge qualcosa di più difficile da misurare: l’istinto costruito attraverso la frequentazione quotidiana dell’albero.
È un rapporto tra esseri viventi, fatto di osservazione, esperienza e pazienza.
Anche alcune scelte di coltivazione vanno in direzione opposta rispetto all’olivicoltura più diffusa. Nei vecchi ulivi striscianti si tende, per esempio, a conservare il ramo antico invece di sostituirlo con i giovani virgulti. Questo permette alla pianta di mantenere un metabolismo lento e un corso della linfa più pacato, caratteristiche che la aiutano ad affrontare i lunghi periodi di siccità dell’isola.
In alcuni esemplari è stato poi il tempo a completare il lavoro: crescendo lentamente tra le pietre, i tronchi hanno inglobato le rocce fino a creare forme che sembrano sculture, quasi creature marine affacciate sulla terra.

Un sapere antico che parla al presente

Per EcCiCoCò raccontare l’ulivo strisciante non significa però trasformarlo in una testimonianza immobile del passato.
Al contrario, proprio questa capacità di adattamento diventa una fonte di ispirazione per affrontare le sfide di oggi.
Il progetto parte dalla filiera olivicola pantesca per costruire un modello di economia circolare capace di mantenere sul territorio risorse che oggi rischiano di diventare scarti o costi.
Da una pratica costruita nel corso dei secoli per adattarsi alle risorse disponibili nasce una domanda molto contemporanea: come possiamo continuare a produrre valore senza impoverire il territorio che lo rende possibile?
È anche attorno a questa domanda che EcCiCoCò lavora alla costruzione di un’Impresa Sociale di Comunità, capace di condividere risorse e servizi e generare nuove opportunità economiche e lavorative sull’isola.
Perché a Pantelleria la tutela del territorio non è soltanto conservazione. Può diventare una forma di economia e uno strumento per immaginare il futuro.

Lo sguardo delle nuove generazioni

La mostra si integra inoltre con una sezione dedicata agli esiti di un laboratorio di fotografia realizzato grazie alla collaborazione con il progetto Semi di Futuro, sostenuto da Sicily Environmental Fund, che ha coinvolto i più giovani invitandoli a osservare e raccontare attraverso le immagini l’ulivo e il paesaggio dell’isola.
Se l’arte dell’ulivo strisciante nasce infatti dalla trasmissione di conoscenze tra generazioni, la sua sopravvivenza dipende anche dalla capacità di renderla nuovamente visibile e interessante agli occhi di chi oggi cresce a Pantelleria.
La fotografia diventa così uno strumento di esplorazione: permette di avvicinarsi agli alberi, soffermarsi sui dettagli, riconoscere le forme e osservare con uno sguardo nuovo qualcosa che fa parte del paesaggio quotidiano.

Una mostra in un luogo di arrivi e partenze

L’aeroporto il luogo nel quale l’isola incontra il mondo: attraversato da chi arriva per la prima volta, da chi ritorna, da chi parte dopo un soggiorno e da chi Pantelleria la abita tutto l’anno.

Esporre qui le immagini dell’ulivo strisciante significa offrire una chiave di lettura dell’isola che va oltre il paesaggio da cartolina.
Dietro quelle forme che sembrano scolpite dal vento ci sono secoli di osservazione, lavoro manuale e capacità di adattamento. C’è una relazione con la natura nella quale la bellezza non è separata dall’utilità, ma nasce proprio dal sapere che rende possibile la vita. Questa opportunità è stata resa possibile grazie alla proficua collaborazione con ENAC Servizi Aeroporti.

“L’Arte dell’Ulivo Strisciante” resterà visitabile all’aeroporto di Pantelleria fino alla fine di settembre.

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