ENI E IL BOOM DEL GNL IN ITALIA - Tutto quello che c’è da sapere sul GNL
Negli ultimi anni il Gas Naturale Liquefatto (GNL) è stato imposto come soluzione rapida alla crisi energetica. Dopo il 2022 l’Italia ha aumentato in modo drastico le importazioni via mare, diventando uno degli hub europei del GNL. Un cambio di rotta veloce, accompagnato dalla costruzione di nuovi rigassificatori e dall’espansione delle infrastrutture fossili, spesso contro la volontà delle comunità locali.
Al centro di questo processo c’è Eni, oggi primo fornitore di GNL in Italia e protagonista di una strategia globale che rafforza la dipendenza dal gas, stringendo accordi con Paesi segnati da conflitti ambientali e violazioni dei diritti. Il GNL non è un combustibile “pulito”: l’intero ciclo di vita – estrazione, liquefazione, trasporto e rigassificazione – genera emissioni elevate e nuovi rischi ambientali, dai territori di estrazione alle aree portuali di approdo.
La contraddizione è evidente: mentre le infrastrutture GNL aumentano, i consumi di gas in Italia diminuiscono. A crescere sono invece i profitti delle aziende fossili, che continuano a fare business sfruttando l’emergenza climatica ed energetica. Questo factsheet smonta la narrazione della “transizione a gas” e riportare al centro una verità scomoda: il GNL prolunga il modello fossile e allontana una transizione ecologica giusta.
Questo factsheet è stato pubblicato nell’ambito del progetto Osservatorio Eni, l’osservatorio permanente di A Sud e CDCA che monitora le attività di esplorazione, estrazione e trasformazione delle fonti fossili.
Osservatorio Eni è sostenuto dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e dal Patagonia International Grants Program