Glossario Ecologista: Economia Circolare
L’economia circolare è un modello economico alternativo a quello lineare “usa e getta”, basato sull’utilizzo intensivo delle risorse naturali, che ha caratterizzato il sistema di produzione e consumo degli ultimi 70 anni. Questo approccio, che si discosta dal funzionamento del mondo naturale, non è adeguato ad un contesto dove la disponibilità di risorse è sempre più limitata e l’impatto ambientale delle attività umane sta spingendo gli ecosistemi al limite delle loro capacità biologiche. Nell’economia lineare la maggior parte delle risorse trasformate in prodotti giacciono inutilizzate per la maggior parte della loro vita o vengono usate per un tempo ridotto prima di diventare rifiuti, senza essere ulteriormente valorizzate.
Al contrario, l’economia circolare punta a ottimizzare l’uso di materiali ed energia, minimizzando gli sprechi e lavorando per ridurre impatto ambientale ed emissioni. Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation, «l’economia circolare è un sistema in cui i materiali non diventano mai rifiuti e ciò che viene dalla natura viene rigenerato. I prodotti e i materiali vengono mantenuti in circolazione grazie alla manutenzione, al riuso, alla rimessa a nuovo, al riciclaggio e al compostaggio. In questo sistema, i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera». Questo paradigma non si concentra solo sulla sostenibilità ambientale ma anche sul benessere sociale e sul valore umano, in linea con i principi su cui si fonda quella che Kate Raworth definisce l’economia della ciambella. La ciambella rappresenta un equilibrio tra le necessità umane e i confini ecologici del pianeta e propone un modello di sviluppo in cui ogni persona può vivere con dignità e senso di comunità senza superare i limiti delle risorse che il pianeta ci mette a disposizione.
L’integrazione di questi principi richiede un cambiamento di mentalità a livello globale, coinvolgendo non solo le aziende, ma anche i consumatori e i decisori politici. Serve un cambiamento culturale in grado di guidare e sostenere una revisione completa di tutte le fasi del ciclo di vita di un bene, dalla progettazione al fine vita, e al modo in cui viene acquistano e utilizzato.
Diversi elementi concorrono a questo cambiamento di sistema.
A partire dalla gerarchia dei rifiuti (vedi lemma dedicato) e dal paradigma delle 9 strategie R – rifiuta, riduci, riutilizza, ripara, ristruttura/ricondiziona, rigenera, ripensa, ricicla e recupera – si deduce che per prolungare la vita utile degli oggetti e ridurre la necessità di nuove risorse, non è possibile affidarsi solo al riciclo o alla sostituzione dei materiali senza sorpassare un modello di consumo usa e getta.
L’eco progettazione (o ecodesign, vedi lemma dedicato), di prodotto e/o di servizio è il primo passo per ripensare gli oggetti in ottica più sostenibile, attraverso la modularità e la versatilità che li rende adattabili a diverse esigenze e condizioni nel tempo, aumentando la loro durata e utilità. Questo permette ai beni di essere riutilizzati, attraverso il passaggio di proprietà (second hand, pre-loved), l’uso condiviso, la riparazione il ricondizionamento. Inoltre, facilita il recupero delle componenti e dei materiali da avviare a riciclo quando un oggetto arriva a fine vita.
La differenza fra materie prime vergini e materie prime seconde (o secondarie) è un altro elemento da considerare. Le materie prime vergini vengono estratte direttamente dalla terra per essere utilizzate nei processi industriali, con una pressione significativa sull’ambiente. Le materie prime seconde invece derivano dal recupero e dal riciclo dei rifiuti e a parità di possono essere usate in sostituzione di quelle vergini. Va sottolineato che il riciclo è un processo industriale che comporta comunque utilizzo di energia ed emissioni; inoltre non può essere applicato con la stessa efficienza a tutti i materiali. Alcuni materiali posso essere rigenerati all’infinito perché mantengo le proprietà delle materie prime vergini. Molti altri, invece, subiscono un processo di downcycling, perdendo le loro proprietà originali e riducendo la loro qualità fino a non poter essere più reimmessi nella catena del valore.
L’approccio ecosistemico, è un ulteriore pilastro fondamentale dell’economia circolare, poiché invita a considerare l’intero sistema, tenendo conto delle interazioni tra le diverse componenti e delle conseguenze a lungo termine delle azioni intraprese.
Ultimo punto, non per importanza, in un sistema rigenerativo come quello circolare, è promuovere la transizione dell’approvvigionamento energetico dai combustibili fossili alle energie rinnovabili.
Per approfondire:
- EconomiaCircolare.com, Cos’è l’economia circolare. risorsa web.
- Ellen MacArthur Foundation, What is circular economy, risorsa web.
- K. Raworth, L’economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo, Edizioni Ambiente, 2017.
- Kirchherr, J., Reike, D., & Hekkert, M.. Conceptualizing the circular economy: An analysis of 114 definitions. Resources, conservation and recycling, 221-232, Science Direct, 2017.
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