Un incontro su come costruire oggi pratiche di resistenza civile. Attivistə, giornalistə e studiosə a confronto su nonviolenza, disobbedienza, giustizia climatica e difesa degli spazi democratici.


12 marzo 2026
alla Città dell’Altra Economia

Largo Dino Frisullo, snc, Roma | h.16.30

Il 12 marzo alle 16:30 alla CAE – Città dell’Altra Economia di Roma si terrà un incontro pubblico dedicato a una domanda sempre più urgente: come restare in piedi di fronte a un mondo attraversato da guerre, crisi climatica e restringimento degli spazi democratici?

Dalle mobilitazioni contro la violenza dell’ICE a Minneapolis fino alle azioni del movimento per la Flotilla verso la Palestina, negli ultimi anni è emerso un nuovo protagonismo civico capace di attraversare i confini e occupare la scena globale. In questi contesti si sono spesso verificati confronti profondamente asimmetrici: da una parte persone disarmate, dall’altra apparati di sicurezza militarizzati. I corpi, la presenza collettiva, la forza simbolica della disobbedienza civile contro la brutalità della violenza armata.

In un tempo in cui la guerra rafforza processi autoritari e legittima nuove forme di dominio e violenza istituzionale, assistiamo sempre più spesso all’uso della legislazione emergenziale come strumento ordinario di governo. Il diritto internazionale viene violato in modo sempre più aperto e sistematico. In questo scenario diventa urgente riaprire uno spazio di riflessione e organizzazione sulle forme di opposizione sociale e sulle mobilitazioni necessarie a difendere diritti fondamentali, libertà democratiche e giustizia sociale.

Dalle strade di Minneapolis alle manifestazioni globali per denunciare il genocidio del popolo palestinese, si sta delineando un nuovo modello di resistenza civile. Una mobilitazione che nasce dal basso, che coinvolge anche chi storicamente è rimastə lontanə dalle piazze, e che si fonda su pratiche di solidarietà, presenza collettiva e rifiuto della violenza.

Dentro queste mobilitazioni è già possibile intravedere un modello diverso di relazioni sociali e politiche: una forma di opposizione che si fonda su cooperazione, nonviolenza e difesa dei diritti umani, sociali e civili.

Da qui nasce l’idea di costruire un laboratorio di confronto e approfondimento sulle pratiche di resistenza civile pacifica. Uno spazio per analizzare strumenti, esperienze e strategie che permettono di mantenere vivo l’orizzonte democratico e di contrastare la brutalità dei tempi che stiamo attraversando.

“Come restare in piedi” è l’espressione utilizzata dal giornalista statunitense Robert F. Worth per descrivere il modello di resistenza democratica emerso a Minneapolis. Con Roma Città di Pace vogliamo partire da questa domanda per discutere pratiche e azioni capaci di affrontare gli scenari politici e sociali che già attraversano il nostro presente.

Coordinano e moderano

Paola Bevere, Alessandro Bonanni, Alexander Winter


Decreto sicurezza e diritto di protesta. Cosa cambia e come difendersi

Antonello Ciervo – Giuristi Democratici
Marica Di Pierri – A Sud

Quali sono le implicazioni del Decreto Sicurezza sul diritto di protesta? Quali strumenti legali e politici esistono per difendere il diritto alla mobilitazione in un contesto di crescente criminalizzazione dei movimenti sociali?


Presenza, osservazione e denuncia

Stefano Bertoldi – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

Monitorare, documentare e diffondere informazioni è oggi una pratica fondamentale di opposizione. Dal contrasto al riarmo alla denuncia della militarizzazione dell’educazione, fino alla critica alla normalizzazione della guerra come soluzione politica.


Informazione come presidio democratico

Marino Bisso – Rete No Bavaglio

Testimonianza diretta, diffusione delle informazioni e vigilanza democratica: il ruolo di giornalistə e operatorə dell’informazione è centrale per difendere gli spazi di dissenso e mantenere viva la mobilitazione sociale.


Parola agli studenti

Pietro Clementelli – Rete Studenti Medi
David Colautti – Unione degli Studenti

Scuole e università restano luoghi cruciali di formazione politica e partecipazione. Il protagonismo delle nuove generazioni è una leva fondamentale per alimentare mobilitazione, coscienza critica e capacità di organizzazione.


Presidio del territorio e comunità

Elisa Sermarini – Casa della Solidarietà Stefano Rodotà

Mutualismo, servizi sociali e solidarietà dal basso rappresentano una risposta concreta alla crisi sociale. Esperienze come la Casa della Solidarietà mostrano come spazi confiscati alla mafia possano diventare luoghi di co-progettazione tra istituzioni e movimenti per sostenere persone marginalizzate e impoverite.

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