Wto, Accordo Approvato. Il Miracolo Di Bali

Wto, accordo approvato. Il miracolo di Bali

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[di Alberto Zoratti e Monica Di Sisto su comune-info] “La notte porta consiglio” si dice spesso. Ma in questa ministeriale indonesiana ha portato molte riunioni. Ed uno scontro che avrebbe potuto pregiudicare l’esistenza stessa della Wto. Un tour de force del Direttore Generale e le pressioni sui recalcitranti salvano il tutto. Quello che rimane a rischio è la possibilità di dare gambe ad una società più giusta e sostenibile.

 

Una nottata di incontri al vertice, di ripensamenti, di pressioni ed i Paesi dell’Alba decidono di soprassedere. Quello che otterranno è una sottolineatura nella dichiarazione Ministeriale che tutti i Paesi membri della Wto godono dello stesso diritto di non discriminazione. Un chiaro riferimento all’illegalità dell’embargo statunitense a Cuba.

 

La Wto si riconvoca alle 10 del mattino ora di Giakarta (le 3 del mattino italiane) per l’assemblea degli Head of Delegation in cui i Paesi dell’ALBA prendono la parola uno dopo l’altro, sottolineando il senso di responsabilità e di flessibilità dei Paesi in via di sviluppo e il forte sbilanciamento del Bali Package (per una prima analisi vedi articolo seguente NdA), che i Paesi membri da lì a poco andranno ad approvare.
E’ un mondo “sottosopra” dichiara la Bolivia. Così come il Venezuela sottolinea l’iniquità dell’accordo oramai portato a casa. Sarà la Cina a chiudere gli interventi, a dimostrare una presenza del gigante asiatico anche in questa situazione.

 

Il Bali Package viene approvato all’unanimità ed è un passaggio storico, perchè è il primo accordo a passare alla Wto dopo la conclusione dell’Uruguay Round nel 1995. Non passò il Millennium Round, caduto a Seattle nel 1999, non si è ancora concluso il Doha Development Round, lanciato in Qatar nel 2001. Ora tutti canteranno al miracolo ed al grande accordo. Quello che esce dall’Indonesia è in realtà un deciso consolidamento dell’agenda multilaterale, del ruolo della Wto, del ruolo dei Paesi emergenti come il Brasile (patria del Direttore Generale Roberto Azevedo) non solo nel mantenere solida la governance globale ma anche nel mantenere vive le agende liberalizzatrici che sembravano appannaggio del solo Nord capitalista.

 

Nei prossimi mesi la palla passerà a Ginevra, dove il Pacchetto verrà istruito, ratificato e applicato nell’arco di un anno. Nel frattempo la Commissione Europea lavorerà assiduamente per portare a casa anche altri accordi di liberalizzazione, a questo punto bilaterali, non ultimo il TTIP tra Unione Europea e Stati Uniti. Un appuntamento importante per tutti i movimenti sociali, in attesa della prossima Ministeriale della Wto e del negoziato TISA sui servizi.

 

A rischio sono molti dei diritti acquisiti e gli standard delle nostre società, a cominciare da quelli su prodotti, farmaci, sicurezza alimentare.
Una prospettiva che chiede un serio ripensamento delle strategie delle reti nazionali ed internazionali.

 

[Titolo originale: Wto. Il miracolo di Bali]