Vertice Unasur Discute Su Basi Militari Usa In Colombia

Vertice Unasur discute su basi militari Usa in Colombia

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Breve video di presentazione del Centro di Documentazione della ONIC – Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia, che raccoglie materiali, foto, video etc. sulle popolazioni indigene colombiane, le loro lotte e le loro rivendicazioni. Il Centro di Documentazione è stato realizzato anche grazie al contributo di A Sud e fa parte del SICO: il sistema integrato di comunicazione indigeno della ONIC.

Secondo il presidente venezuelano, l’installazione di 7 basi militari Usa in Colombia rischia di essere “l’inizio di una tragedia per la regione”, aggiungendo che il suo paese si sente minacciato dall’accordo e che il Venezuela non permetterà che le truppe colombiane entrino nel suo territorio. Anche il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, che ieri ha assunto il suo secondo mandato, ha dichiarato che la concessione delle basi è una provocazione per l’intera regione.

Dalla riunione è arrivato l’invito al leader colombiano Alvaro Uribe, assente per la rottura dei rapporti diplomatici con il governo ecuadoriano che ospitava il vertice, a prendere parte a un nuovo incontro in cui discutere dell’intesa militare con Washington, che si dovrebbe tenere in Argentina. Una proposta sostenuta dalla “presidenta” argentina Cristina Fernandez Kirchner e dai suoi colleghi Luiz Inacio Lula da Silva (Brasile), Evo Morales (Bolivia), Fernando Lugo (Paraguay), Hugo Chavez (Venezuela) e Rafael Correa (Ecuador).

L’apposito vertice straordinario dovrebbe tenersi a Buenos Aires il prossimo 24 agosto.  

Un messaggio importante al presidente americano Barack Obama è arrivo dal leader brasiliano Lula da Silva, che ha invitato i suoi colleghi di Unasur e il leader statunitense a incontrarsi per discutere delle relazioni tra Usa e America Latina, a partire proprio dalle tensioni provocate dall’accordo militare con la Colombia. Anche la Kirchner ha fatto riferimento a Washington nel corso del suo intervento, in toni però meno diplomatici: “Non possiamo permettere che dopo aver esportato nella nostra regione la crisi economica ora – gli Usa – determinino una situazione bellicosa. Sarebbe estremamente mortificante per le nostre società e per i nostri governi”

In apertura del vertice è avvenuto il passaggio di consegne della presidenza pro tempore dell’organizzazione dalla cilena Michelle Bachelet al capo di Stato ecuadoriano Correa, che ieri è anche stato investito del suo secondo mandato come presidente dell’Ecuador. Nel suo discorso di apertura ha richiamato l’attenzione sul colpo di Stato che il 28 giugno ha deposto il presidente eletto di Honduras Manuel Zelaya, invitando Unasur a “ condannare nella maniera più forte” il golpe, chiedendo “la restituzione immediata e senza condizioni” della presidenza a Zelaya. Un concetto evidenziato anche da Bachelet che ha spiegato: “La crisi in Honduras ci ha ricordato che la democrazia nella regione non si è ancora completamente consolidata”. Unasur ha anche ribadito nel documento che non riconoscerà i rappresentanti del Paese centroamericano eletti nel corso di votazioni indette dal governo golpista. Nel documento si esprime il sostegno “alla missione del segretario generale e dei ministri degli Esteri dell’Osa (Organizzazione degli Stati americani)” e si invita “la comunità internazionale ad adottare nuove misure per assicurare il ritorno di Manuel Zelaya all’esercizio pieno delle sue funzioni e la restaurazione pacifica della democrazia in Honduras, nell’ambito di una riconciliazione nazionale”.

Nella dichiarazione finale del vertice si auspica inoltre il rafforzamento dell’integrazione regionale attraverso la “cittadinanza sudamericana” e la creazione di un Consiglio sudamericano dei Diritti umani. Il summit ha portato anche alla decisione di creare dei Consigli ministeriali su Infrastrutture e Pianificazione, Lotta al narcotraffico, Educazione, Scienza Tecnologia e Innovazione e Sviluppo sociale.

 

Fonti: Internazionale, Velino