Vertice Delle Americhe: Cambio Di Prospettiva Nelle Relazioni Con Gli USA?

Vertice delle Americhe: cambio di prospettiva nelle relazioni con gli USA?

obama1Contrariamente al suo predecessore George W. Bush, il presidente statunitense Barack Obama ha mantenuto un profilo basso circa il vertice. Ancora si aspettano i suoi commenti sul riallaccio o meno del dialogo, sospeso dal 2003, sulla nascita di un’Area di libero Commercio delle Americhe (ALCA). Obama ha dichiarato a metà di febbraio che non lancerà nuove politiche né farà commenti, solo assisterà al vertice per ascoltare le opinioni e le proposte dei leaders dei paesi latino americani.

Il presidente aveva espresso il desiderio che nel vertice l’atmosfera fosse di “dignità, uguaglianza e mutuo rispetto” tra lui stesso ed i suoi omologhi latino americani. Durante una visita nell’America centrale e del Sud, il vicepresidente statunitense, Joe Biden, ha affermato il 28 marzo a Santiago, capitale del Cile, che “è già terminata l’era in cui gli USA emettevano ordini unilaterali, l’era in cui solo parlavamo e mai ascoltavamo”. Biden spera che gli USA cooperino e dialoghino con l’America Latina.

Il dialogo circa la creazione dell’ALCA cominciarono nel primo Vertice delle Americhe tenutosi a Miami nel 1994 (USA), nel quale 34 capi di Stato approvarono una risoluzione per dare avvio ai negoziati. I negoziati sono stati sospesi nel 2003, per la volontà espressa da Brasile ed Argentina di esigere dall’accordo l’eliminazione dei sussidi agricoli statunitensi, l’accesso effettivo a mercati stranieri ed una maggiore attenzione alle necessità ed alle sensibilità dei membri dell’organizzazione. Lo scorso vertice si è tenuto a Mar del Plata, Argentina, nel novembre 2005. prima dell’incontro, Bush dichiarò che il dialogo sul tema ALCA doveva essere ripreso.

La proposta è stata però rigettata dal Mercato Comune del Sud (Mercosur) e dal Venezuela. Il leader venezuelano, Hugo Chavez, ha definito l’ALCA “uno strumento dell’imperialismo”. In seguito, ha accusato gli Stati Uniti di aver obbligato gli altri paesi americani a firmare l’accordo. Il vertice si è concluso senza progressi alcuni e le relazioni tra Stati Uniti ed America Latina sono state frenate.

ATTITUDINE FLESSIBILE VERSO WASHINGTON

Dagli attacchi terroristici dell’11 settembre negli USA, la preoccupazione dell’amministrazione Bush si incentrò sul terrorismo, prestando meno attenzione ai paesi latino americani, il che causò un allentamento delle relazioni. Le relazioni degli USA con Bolivia e Venezuela si erano deteriorate al punto che i due paesi latino americani espulsero i loro ambasciatori statunitensi e gli Stati Uniti quelli dei due paesi latino americani.

Chavez ha fondato l’Alternativa Bolivariana per le Americhe al fine di sfidare il progetto ALCA. In seguito è stata fondata un’altra organizzazione, Unasur grazie alla promozione fatta dal presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva. Ad oggi, pochi paesi latino americani mostrano interesse verso l’ALCA. Nonostante questo, alcuni leaders latino americani hanno adottato un’attitudine conciliatoria in vista del vertice. “Siamo in un continente democratico e pacifico, gli Stati Uniti devono notare la produzione e lo sviluppo, non soltanto il traffico di droga ed il crimine organizzato”, ha affermato Lula durante una visita a Washington a febbraio.

Il 4 febbraio, Chavez ha dichiarato: “Desideriamo riuscire ad ottenere un riavvicinamento in qualunque momento. Abbiamo intenzione di regredire al livello di relazioni che abbiamo avuto con l’ex presidente Bill Clinton, che seppure non erano facili, erano per lo meno tolleranti”.  Il presidente venezuelano si è dimostrato molto caloroso con Obama, dicendogli, “voglio essere tuo amico” in inglese e donandogli un libro sull’America latina. Chavez ha proposto anche di nominare un nuovo ambasciatore a Washington con il compito di riavviare normali relazioni tra i due Paesi. Chavez lo scorso settembre ha cacciato l’ambasciatore Usa a Caracas e Washington ha risposto facendo lo stesso con l’ambasciatore del Venezuela nell’ambito di contrasti sulle attività americane in Bolivia.

Anche l’ex presidente cubano Fidel Castro ha espresso il desiderio di ristabilire normali relazioni con gli Stati Uniti, durante la visita di una delegazione di membri del Congresso statunitensi che, all’inizio di questo mese, hanno visitato Cuba. D’accordo con i mezzi di comunicazione latino americani, Obama cambierà la politica applicata dall’amministrazione Bush nella regione, in quanto durante la sua campagna ha manifestato l’intenzione di voler migliorare le relazioni. Da quando ha assunto la presidenza, anche Obama ha adottato una serie di mezzi per distendere le relazioni con Cuba.

OPPORTUNITA’ E DIFFICOLTA’

“Abbiamo fatto molti progressi. Alla luce delle tensioni che c’erano alla vigilia del summit, credo che il fatto che questo incontro abbia avuto toni cordiali sia sufficiente per definirlo un successo”, ha commentato il presidente della Repubblica Dominicana, Leonel Fernandez.

Il tema della prossima visita di Obama non è legato strettamente all’attuale situazione economica e politica dei paesi latino americani dinanzi alla crisi finanziaria. Si spera che le discussioni si concentrino sulle cause delle crisi economica e finanziaria mondiali e nei mezzi per riallacciare la crescita economica.

L’amministrazione Obama sta affrontando la crisi con l’introduzione di meccanismi che stimolino l’economia, con l’incremento degli investimenti da parte del governo e con l’aumento della domanda interna. Tuttavia, la maggior parte dei paesi latino americani, inclusi Brasile ed Argentina, sono d’accordo sul fatto che gli USA dovrebbero riformare le loro politiche economiche ed il loro sistema finanziario, così come dovrebbero rafforzare i meccanismi di supervisione del mercato finanziario.

I paesi latino americani desiderano che gli USA incrementino le importazioni dalla regione per frenare le tendenze protezionistiche che stanno nascendo. Molte economie dipendono fortemente dagli Stati Uniti nel Sud America. Il commercio con gli USA costituisce circa il 50% del volume totale dei commerci della regione. Molti leaders latino americani si aspettano di trovare insieme al presidente Obama una soluzione effettiva alle crisi finanziaria ed economica.

La posizione cubana è altro punto importante del vertice. Obama, che ha dovuto fare i conti con le molte richieste di eliminare l’embargo degli Usa a Cuba, non ha rinunciato a confrontarsi con gli altri 33 capi di Stato sulla crisi economica globale e sulle questioni delle fonti energetiche locali e della sicurezza. Molti paesi latino americani hanno chiesto che gli Stati Uniti pongano fine all’embargo contro Cuba, in quanto il suo status di membro legittimo alll’interno dell’Organizzazione degli Stati Americani OSA) è stato sospeso dagli Stati Uniti a partire dal 1962. il governo venezuelano ha recentemente affermato che il prossimo vertice non potrà evitare l’argomento di Cuba ed al riguardo, la relazione finale dovrà essere chiara e ragionevole. Gli studiosi considerano che come il Partito Democratico statunitense abbia generalmente prestato maggiori attenzioni alle relazioni con l’America Latina in confronto al Partito Repubblicano, così durante il vertice gli USA potrebbero migliorare le loro relazioni con la regione, incluse Venezuela e Bolivia, attraverso il dialogo. “Per il prossimo vertice propongo: perché non lo facciamo a L’Avana?” ha proposto ironicamente il presidente venezuelano Hugo Chavez nel corso della riunione tra Barack Obama e gli altri 11 capi di Stato dell’Unasur.

“Le relazioni con Cuba – ha detto chiaramente il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva – saranno un segno importante della volontà degli Usa di relazionarsi alla regione. Nel nostro continente non c’è posto per le politiche di isolamento”.

Sul tavolo della discussione di Port of Spain c’era anche la questione dei paradisi fiscali, che si trovano in quantità nell’area latinoamericana. Obama ha esortato ad una maggiore trasparenza i paradisi dell’area dei Caraibi pur riconoscendo che per cambiare le cose ci vorrà del tempo. Larry Summers, il consigliere economico della Casa Bianca, ha detto che il tema affrontato al recente G20 di Londra è stato affrontato anche al Vertice delle Americhe. “Alcuni paesi che hanno tratto notevoli vantaggi da questo loro status hanno evidenziato come l’afflusso di capitali fosse importante per la loro economia”, ha detto Summers. “Il presidente comprende benissimo questa situazione e si è detto disponibile a lavorare a meccanismi di transizione – ha aggiunto – ma ha detto anche che questioni come quella dell’evasione fiscale e del segreto bancario devono essere affrontate e risolte per dar vita a un sistema economico e finanziario globale come quello che lui vorrebbe instaurare”.

Obama ha promesso di aprire una nuova era di partnership da pari a pari con tutti i Paesi del continente americano. ”Vi prometto che lavorero’ per una partnership da pari a pari”, ha detto il capo della Casa Bianca parlando ai leader latino-americani e caraibici presenti al vertice delle Americhe a Port of Spain, a Trinidad e Tobago. ”Non ci sono partner di primo piano e partner di secondo piano nelle nostre relazioni. C’e’ semplicemente un impegno basato sul rispetto reciproco, gli interessi comuni e i valori condivisi”, ha spiegato. ”Percio’ sono qui per lanciare un nuovo capitolo di impegno che sara’ portato avanti per tutta la mia amministrazione”, ha aggiunto.

In definitiva, un primo incontro con alcune promesse, che i paesi latinoamericani attendono di vedere realizzate prima di gridare al cambiamento.