Vecchie Strategie, Nuove Minacce: Fracking E Accaparramento Di Terre

Vecchie strategie, nuove minacce: Fracking e accaparramento di terre

fracking[J. Franco, T. Feodoroff, A. M. Rey Martinez su Transnational Institute] Collegando l’attuale boom di tecnologie estrattive non convenzionali di recente e  rapida diffusione al più ampio schema di accaparramento di terre e risorse idriche, questo report vuole evidenziare il collegamento esistente tra fracking e land grabbing a livello sia locale che globale, individuando contemporaneamente i luoghi di maggior incisione del fenomeno, gli attori che se ne fanno promotori e quelli che vi si oppongono.

 

A fronte di una domanda crescente di risorse provenienti dalla terra, anche per quanto riguarda il settore energetico, il fenomeno chiamato universalmente land grabbing continua ad avere grande slancio. L’accaparramento di terreni e di risorse idriche implica l’acquisizione di controllo sulla terra e su altre risorse ad essa associate, come acqua e materiali presenti nel sottosuolo ma, soprattutto, sul potere di decidere il modo in cui verranno utilizzate, per quali scopi e a beneficio di chi.

 

In molte parti del mondo, sulla spinta del capitale transnazionale e del desiderio di profitto, un’ondata di privatizzazioni di terreni ha compromesso le capacità di controllo democratico dei popoli sul proprio ambiente. Ora questa tendenza sta ulteriormente espandendo la sua portata, questa volta attraverso lo sviluppo di tecniche non convenzionali di estrazione del gas. Una delle forme assunte da questa nuova minaccia si chiama fracking, termine comune per indicare la fratturazione idraulica, una tecnologia non convenzionale in rapida diffusione, in grado di estrarre gas naturale intrappolato in riserve di difficile accesso.

 

Il fracking viene dipinto come un’opportunità innovativa e da non perdere al fine di raggiungere la sicurezza energetica nazionale. Ma, proprio a causa dei suoi obiettivi, la “rivoluzione del fracking” rappresenta un pericoloso nuovo passo all’interno della vecchia strategia di accaparramento di risorse naturali da parte delle corporations: lo sfruttamento di giacimenti di gas non convenzionali e difficili da raggiungere.

 

Anche se si pensa che il fracking costituisca una fonte economica di gas naturale, esso porta ad una devastazione ambientale irreparabile e alla perdita del controllo comunitario su terre e risorse idriche, a favore delle principali società del settore petrolifero e del gas, responsabili della deviazione, dello sfruttamento eccessivo e della contaminazione delle acque. Oggi il boom del fracking sta quindi minando il potere dei cittadini e delle comunità nel determinare come terra e acqua devono essere utilizzate e in che modo l’ambiente deve essere gestito.

 

I punti chiave da tenere in considerazione sono:

  • Il fracking comporta una forma relativamente nuova di controllo su territori e risorse idriche da parte del grande capitale e l’applicazione di un modello di sviluppo basato sull’ipersfruttamento delle risorse naturali.
  • Questa forma relativamente recente di estrazione di gas si sta espandendo in tutti i continenti, minacciando di sfruttare vaste aree e grandi quantità di acqua.
  • Questa presa di controllo tramite l’utilizzo del fracking è realizzato attraverso una rete variegata di attori, coalizioni di interessi e contesti istituzionali.
  • Il grande capitale coinvolto nel boom del fracking è spesso associato al capitale globale già operante, attraverso consistenti flussi finanziari, nell’accaparramento di risorse naturali altrove.
  • L’impiego del fracking per l’estrazione di gas non convenzionale significa il raggiungimento di un livello ulteriore di temerarietà ecologica, soprattutto in termini di contaminazione delle acque.

 

La resistenza dei popoli sta emergendo parallelamente all’emergere della nuova minaccia.

 

Per consultare e scaricare il report completo vai sul sito del Transnational Institute