Trivelle Alle Tremiti: Effetti Negativi Dell’airgun A Decine Di Km

Trivelle alle Tremiti: effetti negativi dell’airgun a decine di km

[da ilrestodelgargano.it] Lo ammettono ISPRA e Ministero Ambiente. Il giallo delle Linee guida ISPRA del 2012 imposte in altri decreti sull’airgun, ma non a quello della Petroceltic.

Con un comunicato stampa i movimenti Coordinamento No Ombrina, Trivelle Zero Molise e Trivelle Zero Marche, lanciano l’allarme sugli effetti negativi dell’airgun, la tecnica di ricerca di idrocarburi autorizzata dal Governo di fronte alle Tremiti, e sulle linee guida ISPRA del 2012 non imposte alla Petroceltic Italia, la società che ha ottenuto la concessione.

“L’airgun, la tecnica di ricerca di idrocarburi che il Governo ha autorizzato di fronte alle Tremiti, può avere effetti a decine di chilometri di distanza, almeno 50. Le Tremiti sono solo a 24 km dal permesso rilasciato dal MISE.
Basta leggere, infatti, il rapporto tecnico dell’ISPRA del Maggio 2012 in cui si ritiene, richiamando studi effettuati all’estero, che la distanza minima tra due imbarcazioni che stanno conducendo rilievi sismici in contemporanea debba essere di ben 100 km. Questo perché le esplosioni producono fortissimo rumore che possono investire gli organismi a grandissima distanza. Alleghiamo l’estratto del rapporto del massimo organo scientifico per l’ambiente del nostro paese (l’ISPRA) e, per chiarezza, il testo completo in quanto evidenzia molto bene l’impatto che tale tecnica di ricerca molto invasiva ha sulla vita acquatica, con effetti su cetacei, tartarughe, pesci (compreso il pescato) e anche crostacei. Consigliamo caldamente di leggere le pagine 16, 17, 18, 19 e 20 del rapporto.

Ora, in un ambiente vulnerabile come quello dell’Adriatico e in vicinanza ad una delle più belle aree protette marine del Mediterraneo, è già incredibile che venga autorizzata questa attività per soli scopi di ricerca di idrocarburi.

Ancora più grave che le linee guida dell’ISPRA siano uscite a Maggio 2012 e che il Decreto interministeriale di V.I.A. positivo per questo permesso di ricerca emanato tre mesi dopo il 7 agosto 2012 (qui tutta la documentazione) non riporti le precauzioni ritenute utili dall’ISPRA.

Infatti tra le prescrizioni del Decreto rilasciato a favore della Petroceltic si può leggere che sarà la società stessa a valutare la distanza tra le barche mentre nei decreti rilasciati ad altre società successivamente il Ministero ha imposto la prescrizione più dettagliata. Stiamo parlando della stessa attività.

Pertanto i cetacei e i pesci attorno alle Tremiti (che sono teoricamente un’area protetta) dovranno votarsi al buon cuore della Petroceltic. Cioè sarà la società a valutare che distanza potranno essere svolte due attività di ricerca con airgun in contemporanea. Negli altri decreti due navi che fanno airgun in contemporanea dovranno posizionarsi ad almeno 55 miglia (100 km) l’una dall’altra! Alleghiamo il confronto tra gli estratti del decreto di VIA della Petroceltic e di uno rilasciato alla Northern Petroleum nel 2015. Anche le altre prescrizioni sono molto meno restrittive di quelle imposte nei decreti di V.I.A. più recenti che pure rimangono assolutamente inaccettabili.

Infatti nei vari decreti il Ministero ammette che i cetacei e la restante fauna vengono disturbati e allontanati dalle esplosioni. I cetacei hanno, sulla carta, lo stesso livello di protezione internazionale di un’Aquila reale. Se un qualsiasi cittadino italiano entra in un parco nazionale e inizia a gettare petardi sotto un nido del rapace viene arrestato dalla Forestale. Qui invece è lo stesso ministero a permettere il disturbo che gli animali in riproduzione o in foraggiamento possono essere allontanati dal loro ambiente. Un Capodoglio avrà le sue ragioni per aver scelto di vivere in quell’area o no, caro Ministero dell’Ambiente (sic!)?

Questo fa comprendere, tra l’altro, quanto sia ridicolo il limite delle 12 miglia in queste vicende. Evidenziamo che il Ministero dell’Ambiente sembra non essersi accorto che riconoscere che gli effetti possono arrivare a decine di km (almeno 50; 100 km diviso due) vuol dire ammettere di inserire prescrizioni che devono poi trovare applicazione sul mare di competenza di un altro paese, la Croazia! Ne consegue che doveva essere effettuata una Valutazione di Impatto transfrontaliero, come impongono le norme comunitarie in materia di V.I.A.

Questo è il livello delle Valutazioni di Impatto Ambientale nel Paese di cui dovremmo fidarci secondo il Ministro Guidi, tanto che recentemente il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dei Beni Culturali hanno ritenuto opportuno emanare un surreale Decreto interministeriale rivolto a loro stessi che definisce come scrivere un…decreto di V.I.A. (qui il testo)

I ministeri farebbero quindi bene a ritirare, anche in autotutela rispetto ad evidenti violazioni del diritto comunitario che espongono il paese al rischio di procedure di infrazione, i vari decreti di VIA rilasciati negli ultimi anni a favore dei petrolieri, compreso quello in favore di Petroceltic. In ogni caso sembrano sussistere numerosi motivi per impugnare il provvedimento davanti al TAR del Lazio.”

 

Pubblicato il 9 gennaio 2016