Terra dei fuochi, le analisi della ex Pozzi-Ginori: alto rischio per la salute

[Di Antonio Musella su fanpage.it] Sono stati resi noti i risultati delle analisi svolte dall’Arpac di Caserta sui campioni di rifiuti prelevati dalla gigantesca discarica abusiva rinvenuta nell’area industriale della ex Pozzi Ginori a Calvi Risorta in provincia di Caserta lo scorso mese di giugno. Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato sequestrarono un’area di oltre 25 ettari di terreno proprio davanti l’ex fabbrica di vernici e ceramiche. Il generale della Forestale Sergio Costa definì quella scoperta alla ex Pozzi Ginori, “la discarica abusiva di rifiuti interrati più grande d’Europa”. Il terreno, evidentemente a causa dei rifiuti interrati, ha raggiunto un dislivello di 7 metri. I risultati delle analisi amplificano il campanello d’allarme già lanciato dagli inquirenti: lì sotto c’è un inferno.

Calvi Risorta l’elenco dei veleni nella discarica

Secondo la perizia firmata dal Dottor Andrea Buondonno, ordinario di Pedologia presso l’Università di Napoli, ed inviata al procuratore capo di Santa Maria Capua a Vetere, Anna Maria Troncone, zinco, piombo ed idrocarburi sono gli elementi più presenti nei campioni prelevati nella discarica abusiva nell’area della ex Pozzi Ginori. Su 24 campioni analizzati, 13 sono stati definiti “rifiuti pericolosi”, quindi il 54% del totale. Lo zinco è un elemento molto utilizzato nelle industrie di vernici – come lo era la ex Pozzi Ginori – ed il suo limite per l’assunzione nel corpo umano è di 0,1 mg al giorno per chilo di massa corporea. Come scrive il perito Buondonno nella sua relazione datata 10 settembre: “lo zinco in dosi eccessive si trasforma in elemento nocivo favorendo l’insorgere di carcinomi”. Oltre allo zinco, anche il piombo e gli idrocarburi sono stati gli elementi maggiormente riscontrati nei campioni. Tra i rifiuti più pericolosi rilevati dalle analisi dei tecnici ci sono l’ acido ftalico, il clorometano, il cromo esavalente, gli idrocarburi pesanti ed il PCB. Lo scorso 22 giugno, dopo un vertice presso il Ministero dell’Ambiente, l’area ex Pozzi Ginori fu inserita all’interno della legge 6/2013 ovvero la legge sulla “Terra dei Fuochi”, come una delle zone dove effettuare indagini tecnico-scientifiche per la verifica della destinazione ad uso agricolo dei terreni.  Il dottor Buondonno, nella sua relazione finale, non ha dubbi: “è necessario provvedere alla rimozione e messa in sicurezza dei rifiuti, a partire da quelli più pericolosi contenenti cromo o clorometano”

“I rifiuti vanno rimossi ma non ci sono soldi”

I rifiuti pericolosi ritrovati nella discarica abusiva ex Pozzi Ginori vanno dunque disotterrati e portati via da lì secondo la relazione inviata alla Procura dal perito Buondonno. Ma portare via i rifiuti dall’inferno di Calvi Risorta rischia di essere un’impresa impossibile. Lo scorso 9 luglio la Commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie si recò nell’area della ex Pozzi Ginori per effettuare un sopralluogo nella vasta zona di rinvenimento dei rifiuti. Fu in quella occasione che il presidente della commissione, Alessandro Bratti del Partito Democratico, dichiarò alle telecamere di Fanpage che: “pensare di portare via un milione di metri cubi di tonnellate di rifiuti non è possibile ed economicamente realizzabile”. Portare via quei rifiuti richiederebbe centinaia di milioni di euro di investimenti e soprattutto un processo di trattamento e smaltimento in discariche specializzate assai complesso. “La nostra parola d’ordine è bonifica sotto il controllo popolare e speriamo che i Sindaci camminino nel solco tracciato dalle loro stesse comunità” hanno fatto sapere gli attivisti del Comitato per l’Agro Caleno in un comunicato stampa. Appare chiaro che senza un intervento diretto del governo con uno stanziamento di fondi adeguato, difficilmente i rifiuti tossici saranno portati via dalla ex Pozzi Ginori come sostiene la perizia della Procura.

Pubblicato il 17 Settembre 2015 su fanpage.it