Terra Dei Fuochi, Comitati Contro L’inchiesta: “Lettere Mai Arrivate”

Terra dei fuochi, comitati contro l’inchiesta: “Lettere mai arrivate”

terradei fuochi[su Il Desk]

 

Il Coordinamento comitati fuochi contesta Il Mattino: “Campagna mediatica senza precedenti”. Caldoro: “Solo chi è in malafede vede nella campagna di comunicazione della Regione solo una parte e non l’altra”.

 

 

Napoli – La Regione, benemerita, e il governo, premuroso, stanziano 100 milioni per testare la salute degli abitanti nella Terra dei fuochi, col piano di screening gratuito dei tumori. E i cittadini che fanno? Solo uno su dieci risponde all’appello. Come dire: tanto rumore per nulla. I numeri sono pubblicati dal Mattino, quotidiano di sempre robusta indipendenza. Ma il Coordinamento comitati fuochi contesta le cifre. “Con questo articolo vogliono per forza dire che la colpa è nostra, mentre i milioni degli screening li stanno dissipando tra i soliti noti – afferma il portavoce Lucio Iavarone – Vorrei proprio sapere della popolazione chi ha ricevuto queste famose lettere (fantasma?) di convocazione agli screening. Vorrei proprio sapere la modalità e la percentuale di raggiungimento di questi inviti da parte delle ASL”. Il giornale di Caltagirone aggiunge che in dodici mesi gli screening sono quasi raddoppiati, raggiungendo quota 60mila. Ma comunque cifre modeste, per un territorio in piena catastrofe ambientale. E nel titolo (“Esami disertati”) sembra implicita l’accusa ai residenti. Troppo, per i comitati. Che ritengono di essere sottoposti “ad un attacco mediatico senza precedenti”. Anche riportandosi alle polemiche degli ultimi giorni, con l’acuto in diretta tv di Gigi D’Alessio sull’1% di siti inquinati nella Terra dei fuochi. Pure sui numeri si gioca la partita della sopravvivenza.

 

 

Caldoro – Chi critica, vede il mondo con “lenti manichee”. E un “richiamo all’equilibrio non guasta per evitare di cercare polemiche anche quando non servono”. Il governatore Caldoro reagisce agli attacchi sulla campagna Campania SiCura con un appello al “non disturbate il manovratore”. Sulla pagina Facebook, afferma: “Solo chi è in malafede vede nella campagna di comunicazione della Regione solo una parte e non l’altra!”. Al centro delle polemiche, gli spot per promuovere la sicurezza alimentare dei prodotti della Terra dei fuochi. “Si è deciso prima di tutto  – scrive Caldoro – di ricordare con attualità ‘Terra dei fuochi’ e la sua emergenza (il video del nonno e del nipote è molto chiaro) con tutto quello che Governo e Istituzioni locali hanno messo in compo su bonifiche controlli e sanità – centinaia di milioni di euro – e poi evidenziare come i nostri prodotti sono sani oltre che buoni e soggetti a controlli di qualità come nessuno in Europa”. “Questa – aggiunge – è la verità piaccia o no. Verità che, come sempre, non sta mai dalla parte di chi vede il mondo con lente manichee”. In realtà, non solo i video sono nel mirino dei contestastori. Ma anche la sortita di Gigi D’Alessio dal palco napoletano del concerto di Capodanno, sbandierando la rassicurante cifrà di appena l’1% di siti inquinati. “Le forze sane  – conclude il givoernatore – devono rimanere unite e continuare il duro lavoro. Se le dividiamo vince chi ha inquinato”. Ma prima di continuare il lavoro, sarebbe necessaria una verifica sul metodo con cui lo si porta avanti: lo chiedono i cittadini, perché il tempo delle deleghe in bianco è finito.

 

 

Repliche al post – Al post di Caldoro arrivano molte repliche. ‘Sia chiaro – risponde il presidente, tramite lo staff – Parlo di Terra dei fuochi perché sia sempre alta l’attenzione. Perché il problema esiste e in troppi se ne dimenticano, noi no’. ”Prima del 2010 non un euro, non una bonifica. Oggi ci sono le risorse e con le autorità competenti dobbiamo evitare che arrivi chi ha inquinato. I numeri sono lì, basta leggere un bilancio per avere idea delle risorse”. Sulla questione screening, però non scioglie il nodo sollevato dall’articolo del Mattino, che ha suscitato un’ondata di proteste tra i cittadini. ”Gli screening per i tumori partiti, in ogni casa stanno arrivando le lettere”. Ma le lettere stanno arrivando dopo che sono partiti, o come logica imponeva avrebbero dovuto essere spedite prima? Ai chi muove rilievi sul fenomeno dei roghi, Cadoro replica che la Regione ”sostiene i Comuni, con risorse e progetti come mai si è fatto. Poi ad altri tocca il controllo del territorio”.

 

 
*Articolo pubblicato su ildesk.it, titolo originale: “Terra dei fuochi, comitati contro l’inchiesta sugli screening disertati: “Lettere mai arrivate””, 5 gennaio 2015