TAV: Riprendono I Lavori. Manifestazione Il 23

TAV: riprendono i lavori. Manifestazione il 23

«Benedetta sia la Tav»: questo il senso di un recente intervento del cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, che ha collocato di fatto le pecorelle smarrite notav tra coloro che meritano l’inferno.

Nel giorno in cui Torino scendeva in piazza per manifestare contro il Tav e contro i sondaggi, nel giorno in cui «ignoti» davano fuoco al presidio di Bruzolo, il fronte bipartisan si tav raccoglieva nuovamente il sostegno convinto della curia torinese. Il cardinale infatti rivolgeva pubblicamente un invito al sindaco di Torino Sergio Chiamparino e ai due candidati per la poltrona di governatore della regione Piemonte [Mercedes Bresso e Roberto Cota]: «Sulla Tav andate avanti, non lasciatevi intimidire», precisando poi che, per carità, la chiesa è super partes e non avrebbe partecipato alla «manifestazione bipartisan» pro-tav indetta da Chiamparino e benedetta questa volta dal ministro Matteoli.

Di fronte a quest’ultima assicurazione del cardinale, la Madonna del Rocciamelone [la montagna che sovrasta Susa e Venaus] avrà tirato un sospiro di sollievo: una sua effige accompagna da anni tutte le manifestazioni notav, nei giorni scorsi era al presidio di Susa ad impedire i sondaggi rischiando anche lei le denunce e le botte ed era sicuramente rimasta sconvolta dall’invito rivolto ai politici dal rappresentante del regno di Dio distaccato presso la curia di Torino. Ma a queste intemperanze la Madonna del Rocciamelone e i suoi fedeli valsusini sono abituati: il santo vescovo è recidivo e già un anno fa aveva detto che «la Nuova Linea Torino Lione è indispensabile. L’opera deve essere costruita e deve essere fatta bene. La Chiesa ha il dovere di educare e quindi deve spiegare e far capire ai fedeli l’utilità di questa grande opera pubblica».

Certo è che sono proprio messi male questi simpatici fedeli di centro destra e di centro sinistra uniti nella lotta contro il Male e costretti a mendicare l’aiuto divino: non avendo ragioni da spiegare e bandiere da sventolare ricorrono ai crocefissi quasi si trattasse di una nuova crociata contro gli infedeli. Beh, a ben vedere, il paragone non è poi tanto strampalato: per portare il verbo usano i blindati, per tentare di convertire sindaci miscredenti promettono il paradiso [o quantomeno compensazioni] e minacciano scomuniche, le ragioni della loro fede sono un grande mistero ma non fanno mistero delle loro intenzioni: andare avanti, sottomettere, distruggere, devastare in nome del progresso e della civiltà.  E anche, perché no, in nome di Dio.

I notav stanno all’erta ma non si scompongono più di tanto, dalla storia qualcosa hanno imparato e le ragioni della loro fede non sono un mistero per nessuno: nei giorni scorsi hanno incassato la solidarietà di tanti altri fedeli sparsi per l’Italia e pronti a partire per un nuovo pellegrinaggio in valle. I notav ringraziano di cuore tutti e promettono che «sarà dura», in valle nessun sondaggio è stato effettuato, e anche l’avvertimento mafioso dell’incendio del presidio di Bruzolo  si è trasformato in occasione per rilanciare la resistenza: in meno di 24 ore oltre 5 mila persone sono scese in piazza con le fiaccole e le torce a illuminare una valle che altri vorrebbero spegnere. Poi, prima di andare a letto, hanno promesso che sabato 23 gennaio saranno molti di più, e magari ci saranno anche molti di quelli che nei giorni scorsi, da ogni parte d’Italia, hanno espresso solidarietà ai presidi contro i sondaggi.

I notav giocano d’anticipo: il 23 gennaio non è una data qualsiasi: è la vigilia della «grande manifestazione bipartisan» si tav indetta dal sindaco di Torino e dai suoi colleghi. Ognuno interpreta il «grande» a modo suo, sarà per questo che non ci si capisce: la capienza della sala del centro congressi del Lingotto in cui si terrà la «grande» manifestazione in effetti non è poi così scarsa, addirittura qualche centinaio di poltrone: ma devono avere qualche problema a riempirla visto che stanno spedendo messaggi email a raffica ai torinesi invitando a visitare il loro sito web per dare l’adesione. Evidentemente non credono nei miracoli, nonostante le assicurazioni del cardinale.

Intanto i sindaci miscredenti della nuova comunità montana [miscredenti nel senso della fede in Virano, Chiamparino, Bresso, Cota, Casini, Berlusconi, Bersani ecc. ecc] hanno detto chiaramente che loro non ci stanno a recitare omelie al Tav in un osservatorio tecnico in cui sono ammessi solo i fedeli che giurano fedeltà: in 23 su 24 si sono tirati indietro, manca solo il comune del sindaco Ferrentino, quello folgorato dalla fede sulla strada di Damasco o forse sulla statale che da S. Antonino in Val di Susa porta chissà dove…
La Val di Susa non cessa mai di stupire, ogni giorno un nuovo miracolo, per chi ci crede, e per chi non crede.

Manco a farlo apposta a S. Antonino è nato oggi un nuovo presidio permanente: solo ieri ne era stato inaugurato uno in Val Sangone, al di là della collina morenica che la separa dalla Val di Susa. Domani è un altro giorno e si vedrà, giovedì e venerdì non si sa, ma una delegazione di notav [una decina] si prepara per una trasferta in una località al confine con i Paesi Baschi: una dozzina di ore di viaggio [solo andata] per partecipare ad una iniziativa notav organizzata dai francesi. I nostri eroici viaggiatori non riusciranno purtroppo ad essere di ritorno per la manifestazione di sabato prossimo a Susa: a tutto c’è un limite, anche ai miracoli.
Sarà dura. Amen.


AGGIORNAMENTO: Marcoledi 20 Gennaio 2010

No Tav. Bloccati i treni sulla Torino-Bardonecchia

E’ stata interrotta a scopo precauzionale la circolazione ferroviaria sulla linea Torino-Bardonecchia. La decisione è stata presa in seguito alla presenza di alcuni manifestanti No Tav alla stazione di Sant’Antonino di Susa. I No Tav hanno apposto bandiere sulla linea ferrata. L’interruzione della circolazione ha coinvolto anche un treno Tgv proveniente dalla Francia, che è stato fermato all’imbocco della stazione ferroviaria.

 

23 GENNAIO: MANIFESTAZIONE

 

da: Carta.org