Tariffe Acqua: Le Decisioni Di Atersir Sono Una Doppia Beffa Per Gli Utenti

Tariffe acqua: le decisioni di Atersir sono una doppia beffa per gli utenti

Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento dei Comitati Acqua Bene Comune Emilia-Romagna

 

acqua-rubinettoNonostante le proposte avanzate dai Comitati Acqua Bene Comune emiliano-romagnoli, il 30 dicembre 2013 ATERSIR (Agenzia Territoriale per i Servizi Idrici e Rifiuti) ha deliberato la restituzione-truffa da parte dei gestori del servizio idrico degli introiti derivanti dalla remunerazione del capitale investito, cioè i profitti sull’acqua, aboliti dai referendum del 12 e 13 giugno 2011 votato dalla maggioranza degli italiani. In Emilia-Romagna i gestori, a fronte di circa 40 milioni di euro di remunerazione incassati indebitamente nel 2011, ne dovranno resituire solo 9,6 milioni.

 

A Ferrara la beffa è ancora più pesante, poiché dei 9,6 milioni non un euro andrà agli utenti e questo grazie ad AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) che ha concesso a Hera alcuni “sconti” sulla remunerazione del capitale applicata in bolletta, che nell’anno 2011 ha pesato per il 10,4% della tariffa. Se invece si fosse proceduto all’intera restituzione della remunerazione per il 2011, ma anche per il 2012-2013 come sarebbe giusto fare, il rimborso medio per utente Hera nella nostra provincia sarebbe stato pari circa a 100 euro. Agli utenti Cadf, nei comuni del basso ferrarese, sarà invece riconosciuto un rimborso medio inferiore ai 5 euro, a fronte dei quasi 60 euro che sarebbero stati dovuti se si fosse conteggiata l’intera quota di remunerazione per il periodo 2011-2013.

 

Come se ciò non bastasse, sempre nella stessa riunione del 30 dicembre, in cui era presente la presidente della provincia Marcella Zappaterra, Atersir ha ratificato consistenti aumenti delle bollette per gli anni 2012 e 2013. Le decisioni sono state assunte a maggioranza, con l’astensione del solo rappresentante di Reggio Emilia. Negli stessi giorni infine l’AEEG ha stabilito le nuove tariffe a valere dal 2014, confermando la violazione del referendum.

 

Il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara accoglie quindi con stupore le recenti dichiarazioni di Marcella Zappaterra, la quale sostiene che Hera non ha gravato le bollette con il sovrapprezzo del profitto sull’acqua e mostra di non afferrare che Hera ha applicato tariffe illegittime da luglio 2011 fino ad oggi e che solo grazie ad un artifizio contabile il gestore ha facoltà di non restituire il dovuto.

 

Sono state compiute scelte gravi che non rispettano l’esito del referendum del 2011 e tolgono legittimità al voto popolare garantito dalla Costituzione Repubblicana: si cede agli interessi dei gestori, alla logica di profitto e mercificazione di un bene vitale come l’acqua, invece di tutelare gli interessi presenti e futuri dei cittadini.

 

I Comitati per l’Acqua Bene Comune continueranno a chiedere un diverso modello di sviluppo, che preveda un piano di investimento sulle reti idriche coerente con i principi di tutela degli utenti, dell’ambiente, della risorsa idrica e delle future generazioni, attuabile tramite una nuova finanza pubblica.

 

La mobilitazione per la ripubblicizzazione del servizio idrico, per la sua gestione partecipata, per la democrazia e per sottrarre l’acqua al mercato e alle logiche finanziarie continua.

 

Perchè si scrive acqua ma si legge democrazia.