Il cambiamento dal basso

[di Raúl Zibechi su Comune-Info]     Dallo Stato del Venezuela non ricevono alcun contributo, tutto è autofinanziato. Cecosesola, scrive Raúl Zibechi che è andato a vederla in primavera, è una rivoluzione culturale. Un’organizzazione in movimento, dicono con più modestia in questa…

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La Exxon Mobil cospira contro il Venezuela

La Exxon Mobil non è solamente la compagnia che ha apportato la maggiore quantità di denaro alla campagna elettorale di George W. Bush e che ha lavorato per farlo diventare presidente nel gennaio del 2001, ma è anche un'impresa che ha grande influenza nelle decisioni in materia di politica estera degli Stati Uniti. Le azioni compiute dall'impresa multinazionale statunitense Exxon Mobil contro il Venezuela, non ha effetti nelle operazioni o nelle finanze dell'industria petrolifera nazionale. La compagnia petrolifera statale venezuelana (PDVASA) si è preparata ad affrontare questo tipo di situazioni da due anni a questa parte, dopo l'avviamento del processo di nazionalizzazione di 33 complessi petroliferi dei quali ora il maggior azionista è il Venezuela.    
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America Latina: vertice Unasur tra tensioni e paure

Sarà un vertice regionale caratterizzato dal alcune tensioni quello che vedrà protagonisti a partire da oggi a Bariloche (Argentina) i leader dei paesi dell'Unasur (Unione delle nazioni sudamericane). Il summit è stato convocato per discutere dell'accordo militare tra Colombia e Stati Uniti e sarà l'occasione per una serie di confronti che si preannunciano estremamente accesi. L'apertura di almeno sette basi colombiane alle forze armate Usa sarà sotto i riflettori, non solo per il valore assoluto dell'accordo, che mira a combattere narcotraffico e guerriglia, ma anche per le conseguenze che ha avuto e avrà sulle relazioni diplomatiche di Bogotà. Il deteriorarsi del già difficile rapporto tra il presidente Alvaro Uribe e i suoi colleghi Hugo Chavez (Venezuela) e Rafael Correa (Ecuador) rischia di avere pesanti ripercussioni economiche sul suo Paese e l'intesa con Washington ha fatto storcere la bocca anche a Brasile, Cile, Argentina e Bolivia.

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Venezuela: Parlamento approva legge su educazione “bolivariana”

L'Assemblea nazionale venezuelana ha approvato la due giorni fa l'attesa riforma dell'educazione promossa dal presidente Hugo Chavez. Il voto è arrivato nella notte, dopo che per l'intera giornata migliaia di persone avevano marciato in due cortei paralleli per le strade della capitale Caracas, l'uno per sostenere l'altro per protestare contro quella che è stata definita la legge per l'educazione “bolivariana”.

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Vertice Unasur discute su basi militari Usa in Colombia

 Sudamerica in stato d’allerta - In Sudamerica non si spegne la polemica sulla decisione della Colombia di permettere agli Stati Uniti l’uso delle sue basi militari. Durante il summit dei presidenti dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) una netta opposizione all'accordo è stata espressa dal venezuelano Hugo Chávez e dal boliviano Evo Morales, che aveva chiesto un pronunciamento dell’Unasur contro l’accordo tra Bogotá e Washington. La condanna unanime non è arrivata, soprattutto perché Argentina, Brasile e Paraguay hanno scelto una linea più conciliante.

 

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Chavez rivede relazioni con Colombia dopo nuovi accordi con Usa

Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha dato istruzioni al cancelliere Nicolas Maduro per revisionare le relazioni diplomatiche con la Colombia a causa della recente accettazione da parte della colombia ai nuovi accordi militari con gli USA. Il governo colombiano ha dato informazione, all'inizio di luglio, circa la sua volontà di firmare un accordo di cooperazione con gli Stati Uniti, accordo che comprende l'installazione di 5 basi militari statunitensi sul territorio colombiano.

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Venezuela: Chavez nazionalizza 60 compagnie petrolifere

di Roberto Zanini, uscito su Il Manifesto del 10 maggio 2009 - Alla fine sono state 60 le imprese espropriate dal governo del Venezuela, dopo l'approvazione - inattesa e rapidissima - della nuova legge sugli idrocarburi, votata dal parlamento e firmata dal presidente venerdì. Hugo Chavez è andato personalmente a un terminal petrolifero sul lago di Maracaibo a celebrare la «riconquista» di 300 imbarcazioni e 39 installazioni di servizio all'industria estrattiva. Era circondato da militanti in camicia rossa e dai soldati che 24 ore prima del voto avevano messo sotto controllo pontili, barche e stazioni di pompaggio per impedire - ha detto il presidente - che le compagnie espropriate si portassero via tutto.

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Produzione socioecologica per un nuovo modello socialista

L’ecosocialismo del ventunesimo secolo dovrà basare la sua proposta su nuove forme di coscienza produttiva. La forza produttiva non deve più risiedere nella terra, né nel capitale e neanche nel lavoro, bensì nel grado di coscienza collettiva, ecologica e sociale dei lavoratori. Una coscienza planetaria e di specie umana ulteriore a quella di classe. Per costruire questa nuova razionalità socioambientale è necessario, come dice Enrique Leff, «riesumare le condizioni ecologiche di sostenibilità e risvegliare dal letargo le sensibilità culturali, negate e ripudiate dall’egocentrismo e dalla megalomania della razionalità economica capitalista» (E. Leff).
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Venezuela: Chavez vince il referendum

La rivoluzione bolivariana continua. Ha vinto, anzi ha stravinto. Hugo Chavez trionfa nel eferendum venezuelano in cui gli elettori erano chiamati a dire «si» o «no» alla riforma costituzionale che permette all’attuale presidente, in carica dal 1998, di essere rieletto indefinitamente. Una vittoria straordinaria, secondo i suoi sostenitori, una sconfitta pesante per i suoi avversari, convinti che il Paese continui a scivolare sul piano inclinato della debolezza democratica.

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