Dichiarazione di Quito: un’Agenda Post-Copenaghen

Nell'ottobre scorso  (nei giorni tra l’8 e 11) si sono riunite a Quito diverse organizzazioni e reti sociali per ascoltare, conversare e discutere riguardo la stretta relazione che c’è tra i progetti per l'approvvigionamento energetico, il debito estero ed ecologico, il cambiamento climatico, l’espropriazione dei territori, la repressione e la resistenza. Dalla Assemblea è emersa una agenda di azione e proposte dal basso che guarda oltre il vertice di Copenaghen che - nonostante le aspettative - si annuncia già come l'ennesimo fallimento della politica. La riunione di Quito è stata celebrata nell'ambito della settimana di azione in difesa della Madre Terra, lanciata dai movimenti sociali - in particolare indigeni - durante l'ultimo FSM di Belem,all'inizio del 2009.
 
Resistenza, Buen Vivir
 
Dichiarazione dell' Assemblea internazionale sui progetti per l'approvvigionamento energetico  come causa di criminalizzazione e debito ecologico
 
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Martinelli volta le spalle alle delegazioni indigene

Panama, numerose delegazioni indigene si sono riunite nella capitale panamense lunedì 12 ottobre, per commemorare il Giorno della Resistenza Indigena con una lunga marcia  - da San Felix, provincia di Chiriqui fino a Panamà - diretta verso il palazzo presidenziale. Nel calendario latinoamericano, il 12 ottobre non è il giorno della commemorazione della "scoperta" dell'America o il giorno della "razza". I popoli indigeni stanno portando avanti la loro lotta contro l'invasione europea e la data del 12 ottobre 1492 non é altro che il momento d'inizio della conquista europea dell'America Latina.  
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Perù Plurinazionale: Rinnovamento, smettiamola di essere “scale”

L'annuncio che Alberto Pizango, leader amazzonico, sarà alla guida del Partito Perù Plurinazionale è importante sul piano elettorale, ma anche su molti altri livelli. Ad esempio all'interno del dibattito sulle questioni strategiche del paese, per gli andini, amazzonici o popolazioni costiere, per tutti i peruviani senza distinzione, che siano di campagna o di città, si identifichino o meno, come “popoli originari/indigeni/contadini”.
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Perù: dura repressione delle proteste contadine

Prima ha minacciato di vendere il Paese alle multinazionali, poi a insultato la categoria degli insegnanti e coloro che difendono la sovranità e la dignità del popolo peruviano. Ancora: denigra i medici e a chiunque si permetta di contraddire o esprimere opinioni differenti lo taccia di "estremista" o "comunista pericoloso" e "nemico dello sviluppo del Paese". Perchè, nel suo nuovo credo, solo le multinazionali possono portare capitale privato nel paese, meglio ancora se sono multinazionali minerarie. Il premier del Perù Alan Garcìa sta sfornando una serie di decreti legislativi che convertono in criminali tutti quelli che decidono di ricorrere al loro diritto di protestare democraticamente contro le politiche neoliberali del governo.
 
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Cuba: giovani, nuovi soggetti delle lotte e del cambiamento civile

 

“Il riconoscimento della diversità”, “l'apertura di canali di comunicazione intergenerazionale per dare spazio al dialogo orizzontale, che permetta l'articolazione di strategie comuni, basate sul rispetto e la comprensione” sono le strade che i giovani  devono seguire nelle lotte sociali, hanno segnalato i partecipanti del VIII Congresso sui Paradigmi Emancipatori, tenutosi a La Havana tra il 2 ed il 5 settembre.

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