Miniere: ricchezza e povertà dell’America latina

Marica Di Pierri [pubblicato su Carta.org il 15 Gennaio 2010] - Nonostante l’affermarsi di governi progressisisti e di sinistra in America Latina e la forte componente ecologista e di tutela ambientale che tali forze politiche – spesso espressione di processi sociali – hanno portato nel dibattito politico e nei programmi di governo, il problema dell’espansione delle frontiere dello sfruttamento minerario nel continente rimane uno dei principali banchi di confronto e di scontro tra poteri pubblici, imprese private e società civile.

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Lo scandalo degli agrocombustibili nei paesi del Sud

Come sempre, in un progetto capitalista, vengono ignorate le cosiddette esternalità, ossia tutto ciò che non è compreso nelle logiche di mercato. Per contribuire a soddisfare la domanda energetica mondiale, verranno sacrificati centinaia di milioni di ettari di terra coltivabile - la maggior parte dei quali si trovano nei paesi del sud del mondo - destinati alla produzione di agrocombustibili.  Secondo le stime ufficiali, almeno 60 milioni di contadini verranno cacciati dalle loro terre. Il prezzo di queste "esternalità" - pagato dalle comunità e dagli individui e non dal capitale - è spaventoso.

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Messico: Alimentazione. Un mondo con più cibo e più fame

“La nostra terra è stata trascurata, il raccolto non è sufficiente e dobbiamo reperire i prodotti dall’esterno”, queste sono le parole dell’indigena nahua, Brígida Chautla, pronunciate di fronte al relatore speciale delle Nazioni Unite sul Diritto all’Alimentazione in Messico, il belga Olivier de Schutter. Alle voci della donna indigena, originaria dello stato meridionale di Guerriero, uno dei più poveri del paese, e membro dell’organizzazione Todas las Mujeres como Una Sola, si sono sommate quelle dei rappresentanti di alcune organizzazioni sociali.

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Nigeria: altri 30 giorni di cessate il fuoco

«Il governo usi questo tempo per fare la cosa giusta, senza parlare di pace mentre arma l’esercito per una guerra che non potrà mai vincere», ha dichiarato in un comunicato dei giorni scorsi il leader del Mend Gbomo. Secondo l’African Security Research Project - ASRP di Washington, l’esercito Nigeriano “si starebbe preparando ad un’offensiva su vasta scala alla scadenza del cessate il fuoco”.

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