Perù: sciopero della fame dei popoli indigeni contro il TLC con gli USA

Perù: i Popoli Indigeni andini e dell'Amazzonia annunciano al Congresso peruviano uno sciopero della fame. Chiedono l'approvazione da parte dell'Assemblea Plenaria della deroga ai decreti legislativi del TLC (Trattato di Libero Commercio) con gli Stati Uniti. Quarantadue dirigenti indigeni delle organizzazioni andine e amazzoniche si sono recati nella Sala Bolognesi del Congresso della Repubblica per annunciare che inizieranno immediatamente uno sciopero della fame se l'Assemblea non includerà nell'agenda delle discussioni la deroga ai decreti legislativi riguardanti il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti e che minacciano i diritti territoriali delle comunità indigene.
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Fuochi di rivolta in Perù: comunità contro governo e multinazionali

Dal 9 aprile nelle zone rurali ed amazzoniche peruviana, dilaga l’insurrezione di ben 1350 comunità di diversa etnia, fra le quali: Awajun, Wampis, Shawi, Cocama, Cocamilla, Machiguengas, Kichuas, Arabelas, Achuar, Yaneshas, Matsés, Yines. La rivolta copre aree della foresta a nord, al centro e al sud dell’amazzonia peruviana, che è la regione più estesa e meno popolata, ed è sostenuta dalla popolazione meticcia della zona, rurale, urbana e persino da alcune autorità locali. Ad essa si stanno unendo popolazioni indigene provenienti dalle montagne del centro e del sud.
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Perù, Fujimori condannato a 25 anni

Perù, Fujimori è stato riconosciuto colpevole di essere stato il mandante delle stragi del '91 e del '92 e dei sequestri durante il suo governo durato dal 1989 e il 2000. Rimarrà in carcere fino al 2032, quando avrà 93 anni. La condanna è giunta al termine di un processo durato 15 mesi in una base delle forze di polizia alla periferia di Lima, Fujimori, 70 anni, è stato riconosciuto colpevole di due sequestri e due massacri compiuti dal famigerato gruppo Collina, composto da militari dei servizi d'intelligence controllati da Vladimiro Montesinos, braccio destro di Fujimori. "Tutti e quattro i capi di imputazione sono stati provati al di là di ogni ragionevole dubbio", ha detto il presidente della Corte, Cesar San Martin.
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