Porto Alegre dieci anni dopo

Giuseppe De Marzo A Sud [pubblicato su Carta.org il 15 Gennaio 2010] Sono passati dieci anni dal primo forum sociale mondiale svoltosi a Porto Alegre. Iniziò così, un po’ in sordina, il lavoro di costruzione di un altro mondo possibile. Pochi gli “addetti” ai lavori che credevano fosse possibile stimolare un processo di trasformazione sociale e politico a partire da un luogo privo di “potere” e di organi “direzionali”, tipici delle forme classiche della politica.
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Dieci anni di Forum Sociale Mondiale

Il Forum Sociale Mondiale FSM compie 10 anni. Continua il processo di consolidazione di “ un altro mondo è possibile” Karol Assunção * Adital -  Nel 2001, circa 20 milioni di persone si riunivano a Porto Alegre,  Río Grande do Sul, Brasile, per la costruzione di “ un altro mondo”. Nasceva li Forum Sociale Mondiale ( FSM), che aveva come obiettivo indebolire e decostruire il dominio delle regole economiche imposte da parte dei paesi più ricchi al Forum Economico Mondiale di Davos (Svizzera).

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Honduras: elezioni e conflitto regionale

 

Il giorno delle elezioni illegittime in Honduras ha avuto luogo un incidente significativo nell’Hotel Mariott di Tegucigalpa dove gli autori della farsa elettorale avevano fissato la sede delle loro operazioni. Ascoltando la scrittrice Laura Carlsen esprimere la sua opinione critica sulla questione nella hall dell’hotel, un gruppo della destra borghese l’ha infastidita a tal punto che addetti alla sicurezza hanno dovuta scortarla fuori dall’albergo.

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Ambiente: Morales lancia vertice mondiale delle organizzazioni sociali

Se i paesi industrializzati non vogliono,“ i popoli devono farlo cambiare”. - Domenica scorsa, dopo il fallimento di Copenhagen il presidente Evo Morales, ha annunciato la convocazione di tutte le nazioni del pianeta per una “grande mobilitazione” in difesa dell’ambiente e ad aprile prossimo una conferenza mondiale dei movimenti sociali in Bolivia.
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Clima: accordo ridicolo. Il vertice è un fallimento

Dopo ore di trattative e consultazioni seguite al 'no' di alcuni Paesi in via di sviluppo che minacciavano di far saltare l'intesa raggiunta ieri sera, i delegati alla Conferenza dell'Onu sul clima a Copenaghen hanno approvato una mozione con la quale accettano l'accordo mediato dagli Stati Uniti con Cina, India, Brasile e Sudafrica. «La conferenza decide di prendere nota dell'Accordo di Copenaghen del 18 dicembre del 2009», ha dichiarato il presidente della sessione plenaria della Conferenza che si era aperta nella capitale danese il 7 dicembre scorso. Dopo la forte opposizione al testo da parte di alcuni Paesi in via di sviluppo - tra cui Venezuela, Sudan, Nicaragua e Cuba - i delegati hanno rinunciato alla procedura abituale di votare punto per punto il documento, optando per la formula più soft e meno impegnativa del 'prendere notà dell'accordo.

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