Ecuador: ultimatum alle compagnia petrolifere

Rafael Correa, il presidente ecuadoriano, ha posto un ultimatum alle compagnie petrolifere straniere operanti nel paese avvertendo che dispongono di 45 giorni per modificare i loro contratti con lo Stato rispettando la legge di ottobre che riduce drasticamente i loro margini di guadagno, altrimenti dovranno sospendere le loro attività. Lo scrive il quotidiano El Comercio di Quito. In accordo con la politica di un più attivo intervento dello Stato nell'economia, Correa ha disposto il 4 ottobre per decreto che il 99% dei proventi straordinari delle vendite di petrolio effettuate dalle compagnie straniere vadano ora dall'Erario, quando prima andavano 50% all'impresa e 50% allo Stato.
 

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La Exxon Mobil cospira contro il Venezuela

La Exxon Mobil non è solamente la compagnia che ha apportato la maggiore quantità di denaro alla campagna elettorale di George W. Bush e che ha lavorato per farlo diventare presidente nel gennaio del 2001, ma è anche un'impresa che ha grande influenza nelle decisioni in materia di politica estera degli Stati Uniti. Le azioni compiute dall'impresa multinazionale statunitense Exxon Mobil contro il Venezuela, non ha effetti nelle operazioni o nelle finanze dell'industria petrolifera nazionale. La compagnia petrolifera statale venezuelana (PDVASA) si è preparata ad affrontare questo tipo di situazioni da due anni a questa parte, dopo l'avviamento del processo di nazionalizzazione di 33 complessi petroliferi dei quali ora il maggior azionista è il Venezuela.    
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Ecuador: Incidente petrolifero ai limiti del Parco Nazionale Yasuni

Il 1 febbraio del 2008 l'impresa Repsol ha dato notizia in una nota informativa, di uno spargimento petrolifero avvenuto il 30 gennaio, nel Blocco 16, al limite con il Parco Nazionale Yasuni. La Repsol ritiene che la situazione sia sotto controllo. Il ministero dell'industria mineraria e petrolifera, sulla base della relazione redatta dalla Repsol, ha dichiarato che la portata della perdita è di 100 barili. Dopo la prima ispezione da parte del Sottosegretariato di Protezione Ambientale e del Ministero dell'Energia e delle Miniere, effettuata il 31 gennaio, sono state fatte delle precisazioni:
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Nigeria: l’Agip deposita rifiuti tossici

 
Secondo quanto dichiarato alle agenzie di stampa, circa 40 bidoni di sostanze chimiche, sospettate di essere rifiuti altamente tossici , sono stati depositati nella comunità di Emu-Unor nello stato nigeriano del Delta , dalla NAOC (Nigerian Agip Oil Company). I cittadini della comunità hanno già protestato con il governo statale sollevando timori per la loro salute, mentre altri enti interessati chiedono l’immediata rimozione della sostanza velenosa.
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Nigeria: altri 30 giorni di cessate il fuoco

«Il governo usi questo tempo per fare la cosa giusta, senza parlare di pace mentre arma l’esercito per una guerra che non potrà mai vincere», ha dichiarato in un comunicato dei giorni scorsi il leader del Mend Gbomo. Secondo l’African Security Research Project - ASRP di Washington, l’esercito Nigeriano “si starebbe preparando ad un’offensiva su vasta scala alla scadenza del cessate il fuoco”.

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Nigeria: Mend condanna scontri nel nord. No al “Gruppo di negoziazione”.

Il Mend “deplora” gli attacchi contro i cristiani e le esecuzioni sommarie che hanno già causato oltre 600 morti negli stati del Nord del Paese.
“Solo due persone negozieranno con il governo la pace nella regione del delta” dice Jomo Gbomo.
 Sono cessati ieri mattina a Maiduguri gli scontri tra gli aderenti alla setta radicale islamica Boko Haram, che dichiara di battersi per l’introduzione della legge islamica e contro un modello culturale di tipo occidentale, e l’esercito e la polizia nigeriana.


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Nigeria: il Mend libera 6 ostaggi. Intervista alla signora Okah

Sei ostaggi, tre russi, due filippini e un marinaio indiano (tutti parte dell'equipaggio della Sichem Peace) sono stati liberati martedì sera dopo aver trascorso 18 giorni con i militanti del delta del Niger. La Sichem Peace era stata attaccata da un gruppo armato il 4 Luglio a circa 30 chilometri al largo di Escravos, nel Delta State. I sei ostaggi, tre russi due filippini e un marinaio indiano, sono stati portati a Lagos per un check-up medico prima di tornare nei loro paesi. Il Movimento per l’emancipazione del delta del Niger ha detto che i sei sono stati rilasciati nel quadro del cessate il fuoco di 60 giorni annunciato la scorsa settimana.

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Nigeria: liberato Henry Okah

Henry Okah è stato rilasciato oggi, lunedì 13 luglio a Jos. dopo l'annuncio diramato nei giorni scorsi della sua intenzione di accettare l'amnistia offerta dalla Nigeria. Intanto  i guerriglieri del Mend hanno attaccato ieri sera un terminale di carico delle petroliere nel porto dell’ex capitale nigeriana Lagos. La Julius Berger:  “cinque operai sono morti”. Nel comunicato di rivendicazione dell’attacco un saluto al “fratello” Barack Obama in viaggio in Africa.

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Nigeria: secondo Amnesty Shell e Eni responsabili di violazioni di diritti umani

Secondo il rapporto pubblicato recentemente da Amnesty International Shell e Eni sarebbero fra le compagnie petrolifere responsabili delle ripetute e gravi violazioni di diritti umani nel paese africano.
L'inquinamento ha causato una "tragedia dei diritti umani sul Delta del Niger". Le responsabilità principali sono del governo e delle compagnie petrolifere. Amnesty Italia ha scritto a riguardo all'ENI. Amnesty International ha dichiarato che una tragedia dei diritti umani e' in atto nel Delta del Niger. I diritti umani della popolazione vengono violati dalle compagnie petrolifere, che il governo nigeriano non puo' o non vuole chiamare a rispondere del proprio operato.

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