Usa, immigrazione e colpo di stato in Honduras

“Quando gli americani (statunitensi) sanno di avere il potere di cambiare le cose, è molto difficile trattenerli dal farlo”, Barack Obama, presidente degli USA e Premio Nobel per la Pace.
Appena dopo l'esecuzione del colpo di stato militare in Honduras, dissi in un'intervista pubblicata da Clarìn, Telesur, Rebelión (e molti altri mezzi di comunicazione): "A volte penso che il colpo di stato in Honduras possa essere considerato una specie di laboratorio, visto che a seconda di come si svilupperà questa vicenda in questo piccolo grande paese, si decideranno le azioni da intraprendere in altri paesi a difesa delle loro libertà.
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Honduras, nessuna trattativa tra Micheletti e Zelaya

E' rottura nei negoziati in Honduras tra il governo 'de facto' di Roberto Micheletti e il deposto presidente Manuel Zelaya. I rappresentanti di Zelaya, ancora rinchiuso nell'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, hanno fatto sapere che non tratteranno piu' con l'esecutivo dopo che non e' stata avanzata una nuova proposta entro la scadenza che avevano fissato per la mezzanotte di venerdi'. "Questa fase e' finita", ha affermato il negoziatore di Zelaya, Mayra Mejia. L'esecutivo aveva chiesto altre 24 ore. Lo scontro riguarda il reinsediamento di Zelaya nell'incarico prima delle elezioni presidenziali di novembre, a cui ne' lui, ne' Micheletti si candideranno.
 
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Honduras: revocata sospensione dei diritti civili. Sit-in in Italia

 

TEGUCIGALPA - Il leader di fatto dell'Honduras Roberto Micheletti ha revocato ieri il decreto di emergenza con il quale aveva sospeso le libertà civili e chiuso due emittenti che si erano schierate a favore del deposto presidente Manuel Zelaya.  Micheletti era al centro di pressioni internazionali per revocare le misure d'emergenza, mentre l'Organizzazione degli Stati Americani sta cercando, attraverso negoziati, di porre fine alla crisi provocata dal golpe che a giugno ha rovesciato Zelaya.

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Honduras: torna la repressione. Centinaia di manifestanti arrestati

Arresti, feriti, forse vittime: sono il frutto della repressione del presidente golpista Micheletti nei confronti dei sostenitori del presidente Zelaya, che si trova nell'ambasciata del Brasile. I golpisti hanno tagliato alla sede diplomatica luce acqua e viveri. E hanno trasformato gli stadi in centri di detenzione. Chiesta una riunione d'emrgenza del Consiglio di sicurezza Onu.

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Honduras, missione Osa non ammorbidisce le posizioni dei golpisti

“Nessuno può venire a imporci assolutamente nulla, perché il nostro è un Paese sovrano che ha le proprie leggi”. Lo ha sostenuto il presidente de facto di Honduras Roberto Micheletti, al potere dal 28 giugno scorso dopo il golpe militare che ha deposto Manuel Zelaya. Una dichiarazione che evidenzia l'atteggiamento con cui i golpisti hanno accolto l'arrivo a Tegucigalpa di una delegazione di ministri dell'Organizzazione degli Stati americani.
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Honduras, delegazione governo golpista torna a Washington

Una delegazione del governo golpista di Honduras guidato da Roberto Micheletti è a Washington per incontrare i rappresentanti dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) e del dipartimento di Stato Usa. Già la scorsa settimana i rappresentanti dell'esecutivo avevano raggiunto la capitale statunitense per un incontro con il segretario generale José Miguel Insulza, definito “positivo” da entrambe le parti.

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