Ecuador: il governo espelle il capo della CIA

L’espulsione di Mark Sullivan, primo segretario dell’Ufficio Affari Regionali dell’Ambasciata degli Stati Uniti in  Ecuador,  ha un significato molto più trascendente di quello che segnalano i mezzi di comunicazione, che hanno ridotto il fatto ad una controversia diplomatica. Il motivo profondo di questa espulsione dobbiamo ricercarlo nel legame di Sullivan con la CIA e l’ingerenza di questa in determinati ambiti della sicurezza ecuadoriana.

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L’Ecuador caccia la Repsol

La multinazionale spagnola Repsol rompe con il governo ecuadoriano. Il governo di Raffael Correa, presidente dell’Ecuador, continua a portare avanti la propria politica di trasformazione del paese, a partire ovviamente da una nuova gestione delle relazioni politiche ed economiche con le grandi corporations che per quaranta anni hanno fatto il bello ed il cattivo tempo, arrivando persino a spartirsi l’Amazzonia in blocchi numerati e delimitati con il righello così come si faceva per spartirsi l’Africa da parte delle potenze colonialiste europee nei secoli passati. Quelle linee troppo rigide e innaturali stridono con la straordinaria bellezza dell’Amazzonia.

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Nel parco di Yasunì, un anno dopo

E’ passato un anno dal lancio della proposta del governo ecuadoriano di non estrarre petrolio nel Parco dello Yasunì, una delle zone a più alto grado di biodiversità del pianeta, dichiarata dall’Unesco Riserva mondiale della biosfera. Invocando un principio di responsabilità ambientale condivisa, il governo ecuadoriano ha scelto la via della non estrazione in cambio dell’acquisto – da parte dei paesi industrializzati – dei bond sul greggio non estratto per compensare l’Ecuador di una parte del mancato guadagno. La proposta originaria era molto semplice: si comprava petrolio che non poteva essere estratto mentre il compito di gestire il processo era affidato al governo ecuadoriano.

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