America Latina: vertice Unasur tra tensioni e paure

Sarà un vertice regionale caratterizzato dal alcune tensioni quello che vedrà protagonisti a partire da oggi a Bariloche (Argentina) i leader dei paesi dell'Unasur (Unione delle nazioni sudamericane). Il summit è stato convocato per discutere dell'accordo militare tra Colombia e Stati Uniti e sarà l'occasione per una serie di confronti che si preannunciano estremamente accesi. L'apertura di almeno sette basi colombiane alle forze armate Usa sarà sotto i riflettori, non solo per il valore assoluto dell'accordo, che mira a combattere narcotraffico e guerriglia, ma anche per le conseguenze che ha avuto e avrà sulle relazioni diplomatiche di Bogotà. Il deteriorarsi del già difficile rapporto tra il presidente Alvaro Uribe e i suoi colleghi Hugo Chavez (Venezuela) e Rafael Correa (Ecuador) rischia di avere pesanti ripercussioni economiche sul suo Paese e l'intesa con Washington ha fatto storcere la bocca anche a Brasile, Cile, Argentina e Bolivia.

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Vertice Unasur discute su basi militari Usa in Colombia

 Sudamerica in stato d’allerta - In Sudamerica non si spegne la polemica sulla decisione della Colombia di permettere agli Stati Uniti l’uso delle sue basi militari. Durante il summit dei presidenti dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) una netta opposizione all'accordo è stata espressa dal venezuelano Hugo Chávez e dal boliviano Evo Morales, che aveva chiesto un pronunciamento dell’Unasur contro l’accordo tra Bogotá e Washington. La condanna unanime non è arrivata, soprattutto perché Argentina, Brasile e Paraguay hanno scelto una linea più conciliante.

 

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Unasur: verso il vertice di Quito

 

 

L’Unasur, il blocco geopolitico delle nazioni sudamericane si appresta a celebrare a Quito un vertice di particolare delicatezza. La convocazione del prossimo 10 di agosto servirà formalmente a sancire il passaggio di consegne della presidenza di turno dal Cile all’Ecuador. E, nella sostanza, sarà teatro di discussione dei due temi portanti dell’attualità politica regionale: la crisi honduregna e le tensioni tra la Colombia e l’asse bolivariano.

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ECUADOR Plurinazionale

Dopo 516 anni finalmente i popoli indigeni dell’Ecuador recuperano la piena sovranità sui loro territori: lo prevede la nuova costituzione. E' di pochi giorni fa la notizia che i parlamentari ecuadoriani di Alleanza Paese, assieme ai parlamentari del Movimento Pachakutik e del Movimento Popolare Democratico, hanno deciso in via definitiva di riconoscere in sede costituente la natura plurinazionale e interculturale dell'Ecuador, che viene definito nella nuova Costituzione del Paese come «stato plurinazionale, unico ed indivisibile».
 

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Giornata mondiale in difesa della Mangrovia: per la sovranità alimentare e l’ecosistema

Sono iniziate il 24 Luglio a Muisne, Ecuador, le attività nazionali in occasione del Giorno Internazionale della Difesa dell'Ecosistema della Mangrovia, che dal 2000 si celebra ogni 26 Luglio. Il 25 Luglio ed il 26 è la volta di Cearà, in Brasile. In Ecuador, i popoli delle mangrovie hanno realizzato una vigilia di celebrazione presso l'estuario del Fiume Muisne ed un atto simbolico di re-forestazione dell'ecosistema. La campagna prevista per quest'anno si conclude il 26 ed ha come tema: “Mangrovia: vita, amore e lavoro dei popoli”. A Cearà, enti a difesa delle Mangrovie hanno fatto una visita tecnica alla comunità di Curral Velho, nella città di Acaraù.

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Ecuador: offensiva golpista contro Correa

di Kintto Lucas - Negli ultimi giorni si è verificato un grave attacco contro il governo dell'Ecuador e, in particolare, contro il presidente Rafael Correa. Una campagna  mediatica internazionale è stata ordita da alcuni settori dell'opposizione per gettare discredito sull'operato di Correa e sulla sua persona. Tutto questo avviene nel quadro di una più generale offensiva mossa dalle forze di destra a livello regionale per frenare l'avanzata dei governi progressisti o di sinistra. Questa strategia è evidente in Honduras, dove lo scorso 28 giugno un golpe civico-militare ha deposto il presidente costituzionalmente eletto: si tratta di una nuova tipologia di colpo di stato, che potrebbe facilmente essere usata in altri paesi, a esempio in Ecuador, con l'obiettivo di mettere i bastoni fra le ruote ai governi che provano a farsi promotori di istanze di cambiamento. La diffusione di un video nel quale il capo delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia), Jorge Briceño, meglio conosciuto col nome di Mono Jojoy, racconta di un presunto finanziamento da parte dell'organizzazione guerrigliera per la campagna elettorale di Correa del 2006, è un chiaro intento di gettare fango sulla figura di Correa ed è parte della campagna di discredito di cui parlavamo. A questo va aggiunta l'apparizione improvvisa di Lucio Gutierrez, per chiedere il ritiro di Correa dalla vita politica.

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Ecuador: mandato delle Nazionalità Amazzoniche

E' nata alla fine di maggio l'Unità delle Nazioni Originarie dell'Ecuador, riunitasi in congresso per discutere degli impatti delle politiche governative nelle zone indigene e portare avanti le proposte del movimento indigeno per la gestione di risorse e territori. "Le Nazioni originarie della regione amazzonica si dichiarano Governi Territoriali Autonomi, in difesa dei nostri diritti millenari. Rifiutiamo energicamente le politiche che minacciano i diritti consuetudinari, collettivi e costituzionali riconosciuti dallo Stato dell'Ecuador". Alleghiamo la dichiarazione finale del congresso.

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Ecuador e Bolivia: Buen Vivir, Identità e Alternative al modello


Le nuove costituzioni di Ecuador (2008) e Bolivia (2007) considerano il concetto di buen vivir o sumak kawsay come uno dei principali assi tematici dei rispettivi testi costituzionali. Il sumak kawsay rappresenta un modello di vita improntato su un nuovo tipo di relazione tra gli esseri umani e la natura e propone un nuovo orizzonte di vita e un'alternativa di fronte alla visione monoculturale della civiltà occidentale.
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