Guatemala: Si consolida la cultura della morte

Martedì 13 febbraio 2008, dovrà essere ricordato come il giorno dell'ignominia legislativa. Con 140 voti a favore, su 143 deputati presenti, il parlamento ha approvato il Decreto 6-2008, che restituisce il ricorso all'indulto o alla grazia presidenziale per i condannati a morte. In questo modo, implicitamente si sta ristabilendo la pena capitale in Guatemala. L'ex generale Otto Perez Molina, ex candidato presidenziale del PP, l'ha descritta come "l'unica misura per dissuadere i delinquenti". Questa misura irresponsabile è la prova evidente della cultura della morte che impera in Guatemala. Internazionalmente si da un'immagine pessima, mentre la maggior parte delle nazioni hanno abolito la pena di morte o stanno per farlo. E' una manovra di distrazione, che si avvale della frustrazione cittadina, nei confronti dell'aumento incontrollabile della violenza criminale.
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Ecuador: Appello per la pace

A tutti i movimenti sociali (indigeni, sindacali, ecologisti, artigiani, professionisti, intellettuali ed altri) del mondo, chiediamo l'adesione a questa dichiarazione, in solidarietà con la nostra patria che è stata bombardata dal governo colombiano, con l'appoggio dell'amministrazione nordamericana, in un'aggressione chiara al popolo ecuadoriano. Questo richiamo alla solidarietà è per condannare la politica di morte dell'Impero. Venti di guerra investono la nostra patria ed il latino america. All'alba dello scorso sabato 1 marzo, le forze combinate dell'esercito colombiano hanno invaso il nostro territorio via terra e via aria, per commettere un massacro nel quale sono morti 22 componenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), tra cui Raúl Reyes, membro della segreteria di questa organizzazione.
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Equador: Le acque contaminate

  Mentre la EMAAPQ (Impresa metropolitana di fognatura e acqua potabile di Quito) dichiara pubblicamente la presenza di arsenico nell’acqua superiore allo 0.010 mg/l, il Ministero di Salute Pubblica dichiara lo stesso giorno, il 28 febbraio 2008, che “attualmente la popolazione di Tumbaco consuma acqua di buona qualità”. In questa zona di Quito, il 26% dei corsi d’acqua non rispettano le norme. Sta avvenendo un aggravamento delle condizioni di salute della popolazione, intossicata, indifesa, disinformata. La EMAAPQ ed il Ministero di Salute Pubblica si contraddicono sull’esistenza di arsenico nell’acqua di Tumbaco.
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Colombia: La “guerra mediatica” di Uribe

"Si cattura più velocemente un bugiardo che un ladro", recita un detto popolare che si può perfettamente applicare a Alvaro Uribe Vélez e alla sua "guerra mediatica", con la quale vuole alzare una cortina di fumo per nascondere il bombardamento di un villaggio delle FARC in territorio ecuadoriano, nella violazione della sua sovranità. Ancora è fresco il fallimento della XXV Riunione dei Ministri degli Affari Esteri della OEA, dove i diplomatici colombiani hanno distribuito una foto, pubblicata nel giornale colombiano EL TIEMPO, nella quale teoricamente appariva il Ministro della Sicurezza Interna ecuadoriano Gustavo Larrea insieme all'ex Nº 2 delle FARC, Raúl Reyes. La foto rappresentava in realtà il dirigente comunista argentino Patricio Etchegaray, che ha immediatamente smentito l'inganno.
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Ecuador: Liberi dalle miniere transnazionali

All'interno della cornice del processo di unità dei popoli, con le risoluzioni dell'Assemblea dei Popoli del 4 aprile, svoltasi a Quito, dove si è costruita una piattaforma di lotta di varie organizzazioni sociali del paese, tra le quali la CONAIE, la Confeunassc, e la Feunassc, il movimento nazionale per dichiarare il paese libero dalle miniere industriali di media e grande scala e l'Assemblea Nazionale Ambientale, tra le altre e dell'incontro del 14 aprile, a Cuenca, dove si è decisa la realizzazione di uno sciopero nazionale, per la revisione di tutte le concessioni minerarie, la revisione delle concessioni idriche nei luoghi dove si pretende sviluppare o si stanno attuando progetti idroelettrici, che generano conflitti sociali, e per la chiusura definitiva di Porto El Cobre.
 
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Ecuador: La Base Militare di Manta


La base militare statunitense a Manta, Ecuador, torna ad essere tema di attualità. L'Assemblea Costituente ha approvato, lo scorso 1 aprile, un articolo da includere nella nuova Costituzione: "L'Ecuador è un territorio di Pace dove non è permessa la dislocazione di basi militari straniere nè di installazioni straniere con fini militari". Allo stesso tempo, vari membri del movimento Acuerdo País hanno pianificato la realizzazione di un consiglio che giudichi il Puesto de Operaciones de Avanzada (FOL, dalla sua sigla in inglese), in considerazione delle notizie sulla partecipazione nei fatti del 1 marzo durante i quali i militari colombiani entrarono in territorio ecuadoriano per bombardare un accampamento delle FARC.
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Ecuador: accordo in sei punti tra CONAIE e governo

CONAIE raggiunge accordo con il governo ecuadoriano - Istituzionalizzazione del dialogo, rafforzamento dell'educazione bilingue, commissione mista per discutere della Legge sull'Acqua, condanna dei responsabili della morte del cittadino shuar Bosco Wisum, analisi della riforma della Ley de Minería sono solo alcuni dei punti più importanti dell'accordo raggiunto il 5 ottobre scorso tra il presidente ecuadoriano Rafael Correa e la CONAIE (Confederazione di Nazionalità Indigene dell'Ecuador).
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CAOI: stop alla repressione del movimento indigeno in Ecuador

Mobilitazione Globale per la Madre Terra: 12 - 16 ottobre. COORDINAMENTO ANDINO DI ORGANIZZAZIONI INDIGENE - CAOI Bolivia, Ecuador, Perù, Colombia, Cile, Argentina - Stop alla repressione in Ecuador! Di fronte all'uccisione di tre indigeni amazzonici ad opera delle forze armate ecuadoriane, le organizzazioni sociali ed indigene dell'Ecuador e di tutto l'asse andino chiedono l'intervento della comunità internazionale.

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Sospendere i negoziati UE-CAN: un freno a ingiustizia e diseguaglianza

Si stanno svolgendo in questi giorni a Bruxelles - dal 21 al 25 settembre - i negoziati tra Peru', Colombia e Unione Europea, nonostante il rifiuto di Bolivia e Ecuador - questi ultimi, insieme a Colombia e Perù, membri della Comunità delle Nazioni Andine (CAN) di firmare un accordo commerciale giudicato iniquo e contrario ai diritti umani. Questa divisione in seno alla CAN rappresenta un ulteriore ostacolo al processo di integrazione della regione andina e pone un freno all'avvio di uno sviluppo sostenibile per le popolazioni dell'area.

 

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