Dichiarazione di Quito: un’Agenda Post-Copenaghen

Nell'ottobre scorso  (nei giorni tra l’8 e 11) si sono riunite a Quito diverse organizzazioni e reti sociali per ascoltare, conversare e discutere riguardo la stretta relazione che c’è tra i progetti per l'approvvigionamento energetico, il debito estero ed ecologico, il cambiamento climatico, l’espropriazione dei territori, la repressione e la resistenza. Dalla Assemblea è emersa una agenda di azione e proposte dal basso che guarda oltre il vertice di Copenaghen che - nonostante le aspettative - si annuncia già come l'ennesimo fallimento della politica. La riunione di Quito è stata celebrata nell'ambito della settimana di azione in difesa della Madre Terra, lanciata dai movimenti sociali - in particolare indigeni - durante l'ultimo FSM di Belem,all'inizio del 2009.
 
Resistenza, Buen Vivir
 
Dichiarazione dell' Assemblea internazionale sui progetti per l'approvvigionamento energetico  come causa di criminalizzazione e debito ecologico
 
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Ecuador: ultimatum alle compagnia petrolifere

Rafael Correa, il presidente ecuadoriano, ha posto un ultimatum alle compagnie petrolifere straniere operanti nel paese avvertendo che dispongono di 45 giorni per modificare i loro contratti con lo Stato rispettando la legge di ottobre che riduce drasticamente i loro margini di guadagno, altrimenti dovranno sospendere le loro attività. Lo scrive il quotidiano El Comercio di Quito. In accordo con la politica di un più attivo intervento dello Stato nell'economia, Correa ha disposto il 4 ottobre per decreto che il 99% dei proventi straordinari delle vendite di petrolio effettuate dalle compagnie straniere vadano ora dall'Erario, quando prima andavano 50% all'impresa e 50% allo Stato.
 

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Il sì dell’Ecuador all’assemblea Nazionale Costituente

Un assoluto SI è stato dato dal “popolo ecuadoriano che non si lascia più ingannare”, secondo le parole di un Presidente entusiasta per la vittoria nazionale, proprio nel giorno in cui compie tre mesi di mandato. 78,1% per il sì e 11,5% per il NO è il risultato provvisorio della consultazione popolare convocata dal Presidente Rafael Correa il 15 Aprile scorso per chiedere al popolo sovrano se voleva o meno una Assemblea Nazionale Costituente, con pieni poteri, per riformare il quadro istituzionale dello Stato. Sconfitta storica per la partitocrazia neoliberale. Il processo ecuadoriano sta avanzando fermamente verso la sua seconda indipendenza. Il passo successivo sarà la costituzione di una “forza patriota che guidi l’Assemblea Costituente”. Questo permetterà di tagliare definitivamente con il passato.
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Ecuador: Incidente petrolifero ai limiti del Parco Nazionale Yasuni

Il 1 febbraio del 2008 l'impresa Repsol ha dato notizia in una nota informativa, di uno spargimento petrolifero avvenuto il 30 gennaio, nel Blocco 16, al limite con il Parco Nazionale Yasuni. La Repsol ritiene che la situazione sia sotto controllo. Il ministero dell'industria mineraria e petrolifera, sulla base della relazione redatta dalla Repsol, ha dichiarato che la portata della perdita è di 100 barili. Dopo la prima ispezione da parte del Sottosegretariato di Protezione Ambientale e del Ministero dell'Energia e delle Miniere, effettuata il 31 gennaio, sono state fatte delle precisazioni:
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