BUEN VIVIR PER UN ALTRO PARADIGMA DI CIVILTA’

Documento finale di Pueblo A Sud 2009. Rocca di Papa 12-14 giugno. Denunciamo l'illegittimità del G8. Denunciamo come sia il modello di sviluppo economico e sociale dominante ad aver provocato la crisi che investe tutta l'umanità e il pianeta.

Crisi di varia natura ma interdipendenti tra loro. Crisi ambientale, climatica, alimentare,  finanziaria, economica, migratoria, energetica.  Crisi che evidenziano il fallimento delle teorie della crescita, della produzione e del consumo attuate fino ad oggi.

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Venezuela: Chavez nazionalizza 60 compagnie petrolifere

di Roberto Zanini, uscito su Il Manifesto del 10 maggio 2009 - Alla fine sono state 60 le imprese espropriate dal governo del Venezuela, dopo l'approvazione - inattesa e rapidissima - della nuova legge sugli idrocarburi, votata dal parlamento e firmata dal presidente venerdì. Hugo Chavez è andato personalmente a un terminal petrolifero sul lago di Maracaibo a celebrare la «riconquista» di 300 imbarcazioni e 39 installazioni di servizio all'industria estrattiva. Era circondato da militanti in camicia rossa e dai soldati che 24 ore prima del voto avevano messo sotto controllo pontili, barche e stazioni di pompaggio per impedire - ha detto il presidente - che le compagnie espropriate si portassero via tutto.

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Per una dichiarazione universale sui beni comuni dell’umanità

di François Houtart - Sono emerse varie reazioni di fronte all'emergenza sociale e umanitaria causata sia dal disastro finanziario che colpisce  l’economia mondiale che dalle crisi ad esso completari quali quella alimentare, energetica e climatica. Alcuni propongono di sanzionare e sostituire i responsabili (i ladri di polli come li chiama l'ex direttore del FMI, Michel Camdessus), per poi continuare tutto come prima. Altri, come Gorge Soros, sottolineano la necessità di regolamentare il sistema senza però cambiarne i parametri. Infine ci sono quelli che pensano che vada rivista la logica stessa che è alla base del sistema economico moderno per trovare delle valide alternative.
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G20: cronaca di un fallimento annunciato

Il vertice del G20 che si è aperto oggi ufficialmente nella capitale inglese, con un assedio di manifestanti e protetto da migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa, pare essere sin dalle premesse un fallimento annunciato. Profonde spaccature e discrepanze di vedute tra i capi di stato del venti paesi rappresentati, come sui paradisi fiscali, hanno contraddistinto le dichiarazioni preliminari, alla presenza dei leader dei paesi del G8 e di alcuni paesi emergenti chiamati a discutere della crisi globale.  
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Il G20 e i PRAE, paesi ricchi altamente indebitati

Un gruppo formato da sette paesi ricchi altamente indebitati (Países Ricos Altamente Endeudados - PRAE) ha organizzato, a Londra, una riunione tra venti paesi allo scopo di discutere sul futuro delle finanze mondiali. Al tavolo di discussione hanno chiamato alcuni creditori dei paesi in via di sviluppo come il Brasile, l’Argentina, il Messico, alcuni paesi arabi, Cina e India, lasciando da parte tutti gli altri paesi del mondo che presentano un surplus e che sono creditori degli Usa e dell’Europa.

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