Cosa significa il “BUEN VIVIR”?

Marx ecologista - di Rafael Bautista S.* -  Il capitalismo è in grado di sviluppare il processo di produzione e la sua tecnica solo attraverso lo sfruttamento delle uniche due fonti di ricchezza: il lavoro umano e la natura. Il contesto all'interno del quale si sviluppa la riflessione relativa al significato del "buen vivir" è dato dalla crisi mondiale della civiltà e del sistema-mondo moderni. La modernità si presenta come sistema-mondo (a partire dal 1492, con l'invasione e la colonizzazione europea) in cui il pianeta è assoggettato ad un centro di dominio mondiale: l'Europa occidentale.

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Il crepuscolo del capitalismo

di Jorge Beinstein - Al principio di un lungo viaggio  - Il crepuscolo del capitalismo, nostalgie, eredità, barbarie e speranze all'inizio del secolo XXI. Già all’inizio del 2009 Ben Bernanke affermava che prima della  fine dell’anno si sarebbero intravisti chiari sintomi del superamento della crisi e verso il mese di agosto annunciava che “il peggio della recessione era ormai alle spalle". Prima che esplodesse la bolla finanziaria nel settembre del 2008 Bernanke pronosticava che detta esplosione non si sarebbe mai verificata, e quando finalmente esplose la sua nuova prognosi prevedeva un rapido recupero, ora il Presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti ha deciso di non sperare più ed annuncia al mondo il principio della fine dell'incubo.

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“Per vincere il capitalismo dobbiamo organizzarci”

Intervista a Walden Bello, attivista, scrittore e sociologo filippino, fondatore del Focus on the Global South  «Il capitalismo non sparirà a meno che non ci organizziamo per avere un altro sistema»  Dopo i tempi di offensiva neoliberale, in cui i movimenti adottavano una « posizione difensiva », Walden Bello segnala le opportunità di passare all’offensiva nel momento in cui il sistema «è al collasso».

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Ecosocialismo o barbarie?

La Germania premia la lotta di Don Cappio. Non capita molto spesso di ascoltare un vescovo che parli di socialismo e di ecosocialismo. Eppure è questo che è avvenuto a Friburgo, il 9 maggio scorso, durante il conferimento del Premio “Cittadino del mondo” della Fondazione Kant al vescovo brasiliano dom Luiz Cappio, della diocesi di Barra, per la sua lotta in difesa del fiume São Francisco e del popolo che ne abita le sponde. “Credo fermamente che una società internazionale giusta, sostenibile e pacifica – ha affermato il vescovo francescano nel discorso pronunciato alla cerimonia di premiazione - sia possibile solo in una prospettiva ecosocialista. Sono un modello di produzione ecologico e un accesso solidale ai beni necessari, in condizioni socialiste, che ci condurranno al superamento dell’attuale crisi”.

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