Colombia in piazza contro la violenza

Il Polo Democratico Alternativo ha indetto per oggi 4 febbraio una giornata di mobilitazioni per l’Accordo Umanitario, contro la guerra e il sequestro, assieme alla Centrale Unitaria dei Lavoratori, la Federazione Colombiana di Educatori - FECODE, le amministrazioni di Bogotá e Cali e i governatori delle province di Nariño, Santander e Cesar. Si tratta di una reazione alla contestata manifestazione convocata da governo e mezzi di comunicazione contro le Farc, che cerca per l’ennesima volta di attirare l’attenzione sui gruppi di guerriglia addossando loro la colpa della violenza colombiana e distogliendola da altri fattori condizionanti, come la presenza massiccia e la ferocia dei gruppi paramilitari e gli abusi commessi dall’esercito e dalle forze pubbliche, che hanno fatto spesso parlare di “terrorismo di stato”.

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Oggi Colombia in piazza contro paramilitarismo e crimini di stato

Durante gli ultimi anni in questo paese sono stati sfollati circa quattro milioni di persone per la maggior parte sotto l’azione dei gruppi para militari. Questi, soli o con l’aiuto delle forze armate, hanno causato la scomparsa di almeno 15.000 colombiani, i cui cadaveri sono stati sotterrati in più di 3.000 fosse comuni o gettati nei fiumi. Hanno ucciso più di 1.700 indigeni, 2.550 sindacalisti e circa 5.000 membri dell’Unione Patriottica. Torturano sistematicamente le loro vittime prima di ucciderle. Tra il 1982 ed il 2005 i paramilitari hanno commesso più di 3.500 massacri e sequestrato più di sei milioni di ettari di terre. Dal 2002, dopo la loro presunta “smobilitazione”, hanno assassinato 600 persone ogni anno e sono arrivati a controllare il 35 % dei membri del Parlamento.
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Colombia: Condannata la Coca Cola per intossicazione

Il giudice del Distretto di  Medellín, José Manuel Cuervo, ha condannato la Coca Cola a risarcire economicamente, entro tre mesi, i consumatori per i danni causati e a realizzare gli accorgimenti necessari nel processo di imbottigliamento, al fine di evitare la presenza di corpi estranei nei prodotti della transnazionale.  "Il ricorso legale è stato avanzato con l'aiuto della Personería (ente pubblico che difende i diritti umani) di questa città, da una persona intossicata nell'agosto del 2003, dopo aver bevuto una Coca Cola. Il fatto ha comportato una lesione dei diritti collettivi della sicurezza e della salute pubblica, così come dei diritti dei consumatori”; "Questi fatti costituiscono un'indicazione delle mancanze che rappresentato un rischio nel processo d'imbottigliamento del liquido nello stabilimento di Medellín, situazione che ha causato un danno al querelante.
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Colombia: gravi minacce alla Leader indigena della ONIC Silsa Arias

A Sud, ambasciata politica in Italia della ONIC – Organizzazione Nazionale Indigena di Colombia, informa e richiama l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni italiane sulle gravi minacce ricevute dalle autorità di Governo Indigeno della Colombia
 
14  Marzo del 2008.
 
Denunciamo a livello nazionale ed internazionale le minacce arrivate nelle ultime ore alla leader indigena Kankuama Silsa Arias, responsabile della comunicazione della ONIC, da parte dei gruppi paramilitari. Si tratta della quarta grave minaccia ricevuta da membri del governo indigeno.
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Colombia: Ucciso un’organizzatore della marcia del 6 marzo

La manifestazione avvenuta il 6 marzo contro il paramilitarismo, che ha visto per strada migliaia di colombiani, ha generato gravi conseguenze. Il Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato e le organizzazioni promotrici, hanno organizzato una conferenza stampa per denunciare la scomparsa ed il conseguente omicidio di uno dei coordinatori della giornata in onore delle vittime, e per far conoscere le azioni giudiziali che si hanno intenzione di prendere. I fatti e le frequenti minacce alle organizzazioni promotrici hanno richiamato l’attenzione della sede colombiana dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che si è preoccupato per la sicurezza degli esponenti degli enti organizzatori della manifestazione. 
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Colombia: La “guerra mediatica” di Uribe

"Si cattura più velocemente un bugiardo che un ladro", recita un detto popolare che si può perfettamente applicare a Alvaro Uribe Vélez e alla sua "guerra mediatica", con la quale vuole alzare una cortina di fumo per nascondere il bombardamento di un villaggio delle FARC in territorio ecuadoriano, nella violazione della sua sovranità. Ancora è fresco il fallimento della XXV Riunione dei Ministri degli Affari Esteri della OEA, dove i diplomatici colombiani hanno distribuito una foto, pubblicata nel giornale colombiano EL TIEMPO, nella quale teoricamente appariva il Ministro della Sicurezza Interna ecuadoriano Gustavo Larrea insieme all'ex Nº 2 delle FARC, Raúl Reyes. La foto rappresentava in realtà il dirigente comunista argentino Patricio Etchegaray, che ha immediatamente smentito l'inganno.
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Appello Amnesty International sulla Colombia

Il 22 aprile 2008, alcuni componenti del sindacato Central Unitaria de Trabajadores (CUT), dipartimento di Santander, nel nord-est della Colombia, hanno ricevuto una lettera con delle minacce di morte da parte del gruppo paramilitare Nueva Generación de Águilas Negras de Santander. La minaccia, datata 18 aprile, aveva lo scopo di mettere in guardia il sindacato da qualsiasi tipo di manifestazione o dimostrazione in vista del 1° maggio, Giornata Internazionale dei Lavoratori. La lettera diceva: “E’ stato disposto un distaccamento di uomini che eseguiranno i nostri ordini e faranno pulizia di tutti voi servi della guerriglia”.
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