Bolivia: UNOAMERICA in scena

Pochi giorni fa l'agenzia di notizie ERBOL ha segnalato che Rolando Villena, presidente dell'Assemblea Permanente per i Diritti Umani della Bolivia, ha messo la cittadinanza in allerta per l'arrivo di organizzazioni che si auto-attribuiscono il diritto a investigare sui fatti accaduti l'11 settembre 2008 nel Dipartimento di Pando, con l'obiettivo di travisare la realtà, ingannare la popolazione, e distrarla affinché non identifichi i veri responsabili del massacro occorso nella località di Porvenir, dove almeno undici contadini sono stati assassinati in un piano orchestrato dal governatore di allora (stando ai rapporti dell'UNASUR, delle Nazioni Unite, di una commissione della Camera dei Deputati e la stessa APDH).
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Bolivia: Morales consegna 17.000 ettari di terre al popolo Guarani

Intervenendo ad Alto Parapetì la scorsa settimana, Evo Morales ha pubblicamente comunicato che 17.000 ettari di terreni incolti verranno destinati tramite consegna di un titolo di proprietà esecutivo al Popolo Guarani. Vincendo la resistenza ferrea dei proprietari terrieri della regione, il presidente Evo Morales ha destinato tali terre come al popolo Guarani, come incentivo per la ricostruzione del loro territorio ancestrale.

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America Latina: le nuove costituzioni di Ecuador e Bolivia in italiano

I nuovi processi costituenti latinoamericani hanno significato non solo un passo importante per i processi sociali in atto in quei paesi, ma un avanzamento nel riconoscimento dei diritti per tutta l'umanità. Riconoscendo diritti nuovi ed universali come il diritto all'acqua, definita bene comune, il carattere plurinazionale dello stato, il buon vivere (cioè vivere in armonia con la natura e il prossimo), l'esistenza di forme di economia comunitarie e solidali, queste nuove costituzionani rappresentano punti di riferimento per i movimenti social di tutto il mondo.

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Conferenza ONU sulle droghe: Morales difende la foglia di coca

Il presidente della Bolivia Evo Morales ha partecipato a Vienna alla 52° Conferenza Internazionale dell'Agenzia Antidroga e Crimine dell'Onu, chiedendo all'Organizzazione delle Nazioni Unite la depenalizzazione della foglia di coca. Il Capo di Stato boliviano ha chiesto all'ONU di penalizzare il consumo della pasta base di cocaina, ma di depenalizzare l'uso della foglia di coca, ricordandone gli usi tradizionali nei paesi andini. Per dimostrare che il suo consumo non è nocivo per la salute ne ha masticato una foglia di fronte all'assemblea, tra gli applausi di molte delle delegazioni presenti.

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Salvare il pianeta o il capitalismo?

Nel novembre 2008, il presidente della Bolivia Evo Morales ha redatto un manifesto aperto dal titolo “Cambiamento climatico: è necessario salvare il pianeta dal capitalismo”. Morales vi esprime le richieste e le preoccupazioni di molti popoli, movimenti e organizzazioni riguardo alla crisi climatica e alle decisioni che stanno prendendo coloro che si fanno chiamare “nostri leaders”. Dato che una delle principali soluzioni emerse consiste nel rafforzare il ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali (IFIs), come la Banca Mondiale, responsabili dell’elaborazione e della realizzazione di quelle politiche che sono alla radice stessa della crisi, è possibile chiedersi se l’obiettivo sia salvare il pianeta o il capitalismo.
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Telecom Italia tra le peggiori imprese dell’anno

La compagnia italiana Telecom è stata nominata come una delle peggiori imprese dell’anno per aver utilizzato il Ciadi, il tribunale interno della Banca Mondiale, come strumento del potere delle multinazionali contro il popolo boliviano ed il suo legittimo diritto alla sovranità. Si chiamano «Public Eye Award» e non sono gli equivalenti degli Oscar per le multinazionali. La Berne Declaration, ong svizzera, Greenpeace e altre organizzazioni, da un pò di anni mettono in scena una speciale «premiazione» per quelle imprese che hanno dimostrato comportamenti irresponsabili e dannosi per gli esseri umani e per l’ambiente. La campagna parte dal 1999 quando una serie di ong crearono «Public Eye» per monitorare l’incontro di Davos del World economic forum, il summit del capitalismo mondiale.

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Lettera aperta di Evo Morales all’Italia e all’Europa

"Fino alla prima metà del secolo XX, l’Europa fu un continente di emigranti. Decine di milioni di europei partirono verso le Americhe con l’intento di colonizzare, di sfuggire alla miseria, alle crisi finanziarie, alle guerre, ai totalitarismi ad alle persecuzioni inflitte alle minoranze etniche.
Oggi sto seguendo con inquietudine il processo d’approvazione della cosiddetta “direttiva rimpatrio”. Il testo, approvato lo scorso 5 giugno dai ministri degli interni dei 27 paesi membri dell’Unione Europea, dovrà essere sottoposto al voto del Parlamento europeo il 18 giugno.
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Telecom Italia non molla Entel in Bolivia

Una svolta improvvisa ma non troppo nell’affare «Telecom- Bolivia». Era infatti prevedibile, nel clima di stallo delle trattative degli ultimi mesi, che il governo di Morales decidesse di nazionalizzare l’impresa di telecomunicazioni boliviana. A due anni esatti dal 1 maggio del 2006, quando Morales firmò il decreto supremo per la nazionalizzazione degli idrocarburi, è infatti arrivata – il primo maggio scorso – la notizia della firma del decreto 29544, con il quale si dichiara ufficialmente la nazionalizzazione dell’Impresa Nazionale di Telecomunicazioni Entel, obbligando la Euro Telecom Internacional, società olandese controllata della Telecom Italia, a trasferire allo Stato tutte le sue azioni.

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Gemellaggio tra La Sapienza e l’Upea boliviana

Il primo ottobre l'università di Roma La Sapienza ha firmato un protocollo di collaborazione con la Università pubblica di El Alto, in Bolivia, nata dalle lotte di indigeni e studenti per un pieno diritto a un'istruzione rispettosa della diversità culturale del paese. Un accordo di intesa e collborazione tra due università distanti anni luce per storia, portato, significato. Un accordo come se ne firmano tanti ogni anno, ma che questa volta ha davvero dello storico. Perchè se da una parte a firmare è stato il rettore dell’ateneo romano Renato Guarini, dall’altra c’era Benecio Quispe, il preside della facoltà di sociologia della Upea, una università boliviana giovanissima, nata solo nel 2000, ma con una storia unica al mondo.
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