Coca Cola: contro il diritto all’acqua e i diritti sindacali

di Beatriz Tostado - Dai movimenti sociali viene la denuncia. “La Coca Cola sta negando il nostro diritto fondamentale all'acqua. Mentre continua ad appropriarsi del prezioso liquido delle falde acquifere, toglie l'acqua ai bambini, alle donne e agli uomini, che restano senza questo bene indispensabile per le loro necessità di base, favorendo la perdita dei raccolti tra i contadini”. La campagna internazionale portata avanti da India Resource rivendica l'inviolabilità dei diritti umani, di quelli di giustizia ambientale e del lavoro, difendendo i diritti delle comunità sulle loro risorse naturali, il diritto  a vivere in zone che non siamo né inquinate né violente, il diritto dei lavoratori ad organizzarsi liberamente e il diritto all'acqua come diritti umani fondamentali. Le mobilitazioni degli attivisti indiani e di tutto il mondo, continuano tutt'oggi.

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Nobel alla Ostrom: per la prima volta una donna, che parla di beni comuni

Passata purtroppo in secondo piano grazie alla consegna del controverso Nobel "preventivo" alla pace ad Obama, ieri ad Oslo è stato consegnato anche il primo Nobel per l'economia ad una economista che parla di beni comuni e di beni collettivi. Per la prima volta una donna. Che cambia la prospettiva e si discosta dai "modelli ortodossi dell'homo oeconomicus", mettendo in campo un approccio multidisciplinare che ha molto condizionato negli ultimi anni sia le teorie sui beni comuni che l'economia ecologica. Una studiosa che parla delle stesse cose sulle quali ragioniamo da anni, e che troviamo ora alla base di proposte  capaci di rispondere con alternative concrete alla crisi che viviamo, come il Buen Vivir (vai al libro).

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22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua

Dal 1993, il 22 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’Acqua. Quest’anno l’ONU punta l’attenzione sulla mancanza di misure sanitarie di base che sono oggi inaccessibili a circa 2.600 milioni di persone, equivalente al 40% della popolazione mondiale. Secondo i dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), circa 1,5 milioni di bambini muoiono all’anno nel mondo come conseguenza della carenza dell’acqua potabile e condizioni igieniche scarse. Dati dell’Unicef segnalano che in America latina e nei Carabi, la seconda causa di mortalità infantile, dopo le malattie respiratorie, è la diarrea causata dalle infezioni trasmesse attraverso le mani sporche portate alla bocca.
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