Tace La Lorenzin Sulla Terra Dei Fuochi. Meglio Così

Tace la Lorenzin sulla Terra dei fuochi. Meglio così

rifiuti tossiciDopo la gaffe sugli stili di vita, la Meg Ryan de Roma non dà segnali.

 

[Di G. L. su Parallelo 41] Qualcuno ne ha notizia? No, perché uno può capire gli ultimi giorni, che tra lealisti, falchi, falchetti, pitonesse, alfaniani e altra fauna sparsa, la poverina deve essersi disorientata e certo lo stress non aiuta la riflessione.
Ma perbacco, pur sempre ministro della Salute è la signora Beatrice Lorenzin, 42 anni e una passione per il giornalismo soffocata come l’acne, soprannominata la Meg Ryan de Roma, cresciuta nelle giovanili di Forza Italia e proiettata su una delle poltrone più importanti dell’esecutivo per grazia ricevuta, non essendosi mai occupata, nella sua vita, neanche della composizione di una fiala per aerosol.
Ma, si sa, non abbiam bisogno di tecnici; abbiam bisogno di politici all’altezza, Lorenzin Beatrice, appunto, che però tace.

 

Incomprensibilmente, irragionevolmente, irrealisticamente tace. Tace sulla Terra dei fuochi. Sollecitata dal movimento fiumeinpiena, che ha consegnato a lei e ai suoi colleghi Orlando e De Girolamo il manifesto programmatico della manifestazione di sabato, Beatrice nostra tace. Oddio, è pur vero che quando ha parlato della Terra dei fuochi ha fatto splash e molti hanno pensato: se questo è l’inizio è meglio che non parli più. Lorenzin Beatrice nostra, come il suo predecessore Renato Balduzzi che poi almeno aveva fatto un minimo di mea culpa, aveva tirato fuori dal cilindro quei famosi stili di vita in base ai quali qui moriamo anche da bambini perché fumiamo in maniera sconsiderata e ci abboffiamo come otri. Da allora Beatrice nostra, travolta dalla piena delle critiche via web e non solo, aveva suonato la ritirata; non aveva più parlato della Terra dei fuochi se non per annunciare che l’Istituto superiore per la Sanità era pronto a fare carotaggi (a proposito, ministro, che fine hanno fatto?). Da allora un velo, un sudario su quella poltrona di ministro, almeno per quanto riguarda la Terra dei fuochi. Si è scatenato l’inferno per ogni dove, la Pomì ha messo il filo spinato dalla Padania in giù, si è aperto un dibattito su tutti i giornali per quanto riguarda veleni e affini ma Beatrice nostra è rimasta dietro le quinte.
Dobbiamo sperare che, diventata ora alfaniana di peso e qualità, possa finalmente dispiegare il suo verbo? Massì, forse è meglio non cercarla, non invocarla, non bramare il suo pensiero. Lasciamola riflettere, tanto ci stiamo abituando a fare da soli. E va molto, ma molto meglio.