Sulla Discarica Resit Indagherà Cantone

Sulla discarica Resit indagherà Cantone

discarica[di Fabrizio Geremicca su Corriere del Mezzogiorno]

 

 

Dossier al commissario anticorruzione. Nella società di bonifiche c’è un indagato della «cricca» di Roma

 

 

Il dossier Resit ed appalti finirà sul tavolo di Raffaele Cantone, il magistrato per molti anni in forza alla direzione distrettuale antimafia, che proprio a Giugliano è nato e che presiede da qualche tempo l’autorità nazionale contro la corruzione. Sarà lui a verificare se, nelle procedure di affidamento dei lavori per circa otto milioni all’associazione temporanea d’imprese Treerre e ad Italrecuperi da parte di Sogesid, la società in house del ministero dell’Ambiente e delle Infrastrutture, ci siano state anomalie, incongruenze od irregolarità. Palla dunque a Cantone. Lo ha deciso ieri, accogliendo la proposta di Mario De Biase, commissario di governo alle bonifiche, la commissione del consiglio regionale presieduta da Antonio Amato. Si è riunita proprio per esaminare i recenti sviluppi della vicenda che riguarda lo sversatoio che appartenne all’avvocato Cipriano Chianese, oggi a processo al tribunale di Napoli, e nel quale sono stati interrati, come hanno rivelato le dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo, veleni di ogni sorta. Ben pochi ieri i consiglieri regionali presenti, peraltro, nonostante l’importanza dell’ordine del giorno.

 

 

Gli unici ad intervenire sono stati Amato e Corrado Gabriele. Assenti anche i rappresentanti istituzionali del comune di Giugliano, come non ha mancato di far notare Lucia De Cicco, una delle pasionaria dei comitati che hanno presidiato in piena emergenza rifiuti il sito di Taverna del re. «Cantone – ha sottolineato Amato – è l’uomo giusto per fare chiarezza.

 

 

E’ una figura di garanzia per le istituzioni e per i cittadini giuglianesi, che sono estremamente preoccupati dalla notizia che nell’inchiesta su Alemanno è indagato per associazione mafiosa Luigi Lausi, uno dei 3 consiglieri di amministrazione di Treerre (impresa peraltro estranea all’indagine romana) e che un altro degli indagati, Riccardo Mancini, ha presieduto il cda dell’impresa fino a due anni fa».

 

 

Cantone accenderà i riflettori sul bando Resit e sugli altri che riguardano l’area vasta di Giugliano, uno dei siti più inquinati in Italia, dove per anni le ecomafie hanno sistematicamente sversato rifiuti di varia natura provenienti da ogni parte d’Italia. Sogesid ha infatti assegnato anche le gare per la messa in sicurezza di Novambiente e Masseria del Pozzo.

 

 

Il primo è lo sversatoio che appartenne a Vassallo. Anche questo appalto è stato aggiudicato all’impresa Treerre, che ha vinto in virtù di una offerta pari a circa 5 milioni di euro. Per Masseria del Pozzo l’appalto da circa 10 milioni di euro è stato assegnato ad un’associazione temporanea d’imprese capeggiata da una società di Matera. Entrambi gli sversatoi, peraltro, sono anche al centro di un conflitto di attribuzione tra magistrati, relativo a stabilire a chi spetti autorizzare l’accesso del commissario e dei tecnici perché effettuino i necessari sopralluoghi. De Biase ha da tempo sollecitato una soluzione, ma al momento il nodo resta irrisolto ed entrambi i siti restano preclusi al suo accesso. Si attende martedì 9 dicembre, intanto, per conoscere il nuovo consiglio di amministrazione di Treerre. Giovedì scorso l’amministratrice Emilia Fiorani ed il presidente Chicco Testa (già al vertice di Enel, Wind e Sogin) si sono dimessi, dopo c he è trapelata la notizia dell’indagine che tocca il commercialista Lausi, per il quale va ovviamente ribadita la presunzione di innocenza. Martedì dovrebbe essere varato il nuovo organigramma. Al timone, secondo quanto trapela dalla sede della società romana, resterà ufficialmente solo Fiorani, in qualità di amministratore unico dell’impresa.

 

 

 

*Articolo pubblicato su  corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 6 dicembre 2014