Speciale Napoli 16 Novembre | Fiumeinpiena #StopBiocidio

Speciale Napoli 16 novembre | Fiumeinpiena #StopBiocidio

Ieri un fiume in piena di cittadine e cittadine, comunità locali e comitati, realtà sociali e organizzazioni ambientaliste si è riversato per le strade di Napoli per dire basta all’avvelenamento sistematico di territori e comunità. Il corteo si è unito alle altre mobilitazioni che hanno animato il 16 novembre da nord a sud: da Pisa alla Val Susa a Gradisca. Il fiumeinpiena è sceso in piazza per chiedere un nuovo modello di partecipazione popolare e di trasparenza nelle decisioni pubbliche a partire dalla gestione di rifiuti, oltre il via a processi di bonifica delle terre contaminate sotto controllo popolare , alla difesa dell’agricoltura, e ad immediate risposte all’emergenza sanitaria che vive la zona. Un’emergenza tutt’altro che locale, che andando oltre i confini campani unisce come in una mappa dell’ingiustizia ambientale territori di tutto il paese. A partire dai 57 Sin, Siti di interesse nazionale per le bonifiche, che presentano livelli di contaminazione e di rischio sanitario allarmanti, confermati dallo studio epidemiologico Sentieri svolto dall’Istituto Superiore di sanità. Per questo alla manifestazione di ieri sono arrivati comitati, attivisti e realtà sociale non solo da tutta la Campania ma anche dal resto d’Italia, dal Lazio, all’Abruzzo, alla Puglia, alla Toscana, alla Basilicata, ai No Muos della Sicilia. Dal palco di piazza Plebiscito, dove la manifestazione si è conclusa, è stata letta la piattaforma in 10 punti con le richieste del campo largo di comitati e realtà territoriali in mobilitazione ormai permanente contro il Biocidio.

VIDEO Voci dal corteo. Dalla Campania al resto d’Italia #StopBiocidio

Interviste dal corteo del 16 novembre a Napoli, in piazza anche da Abruzzo, Lazio, Basilicata, Puglia.

VIDEO intervista a Leonardo Sgueglia

Comitato organizzatore #Fiumeinpiena #StopBiocidio

FOTO

La galleria di A Sud 

Le foto di Parallelo Quarantuno

Il racconto della giornata per immagini | foto di G. Matese

LA PIATTAFORMA

Come fermare il Biocidio in 10 punti. La Piattaforma di Fiumeinpiena

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Il racconto della giornata di ieri del comitato organizzatore #fiumeinpiena

Napoli. Il fiume umano invade la città

Una giornata storica contro il Biocidio

È difficile contarsi ed è difficile prendere parola immersi ancora nelle emozioni di una giornata che non abbiamo difficoltà a definire “storica” per la città e anche per il paese.  Sappiamo certamente di aver invaso le principali arterie del centro  con quell’ auspicato fiume in piena e sappiamo che quel fiume ha straripato oltre ogni piu rosea aspettativa . Sappiamo che quando il corteo stava arrivando nella piazza conclusiva la coda era appena partita.  Sappiamo di non essere stati meno di centocinquantamila e che Napoli non aveva mai vissuto una giornata come questa.  E’ chiaramente la capitalizzazione di venti anni di lotte combattute in periferia e negli angoli più remoti della provincia che hanno  portato a  questi numeri attorno a una questione così complessa come il ” biocidio”.  Un risultato straordinario se si pensa che questo termine è stato inventato e proposto dai movimenti solo qualche mese fa. Il terreno era fertile e oggi si è dimostrata inequivocabilmente l’ autorevolezza del sapere popolare prodotto sui territori.  #fiumeinpiena, la coalizione di realtà sociali segnate da una forte connotazione generazionale,  ha proposto infatti  una piattaforma precisa di rivendicazione tanto radicale quanto incisiva . Quella piattaforma ci portera’ permanentemente nelle strade fino a quando ognuno di quei dieci punti non verrà rispettato. Tutti i cittadini e le cittadine mobilitate hanno ribadito che il diritto alla salute non è piu né negoziabile né trattabile. Le istituzioni locali nella loro complicità perfetta con i poteri criminali, hanno svelato le responsabilità della politica nella strage a cui le nostre terre sono state condannate. Lo Stato d’altro canto si è imposto su ognuno dei territori, teatro della apertura di una discarica o di un inceneritore, con commissariamenti strumentali ed esercito.

Il corteo di oggi ha delegittimato ogni potere costituito e si è imposto come unica forza costituente necessaria alla ripartenza. Il 16n non è stato un approdo. Ha certamente rappresentato una vittoria dei presidi e dei comitati  sparsi attorno a quella che definiamo la metropoli diffusa .  Ma ha sottolineato pure un salto di qualità politica che generalizza l’ attacco subito dal popolo campano e che impone di affrontare il biocidio in una agenda nazionale ma anche e soprattutto europea. La stretta connessione con le altre espressioni di dissenso, che hanno caratterizzato la giornata di oggi in Val di Susa, a Gradisca, a Parma e Pisa, hanno reso la giornata di oggi una tappa fondamentale nel percoso di mobilitazioni sul tema dei Commons facendo sì che il “fiume in piena” inondasse non solo la città di Napoli con le stesse parole d’ordine e la stessa voglia di riscatto sociale contro i poteri forti. Chi parla oggi di territoti deturpati e sottratti in ogni forma alle comunità lo fa con la consapevolezza del nemico che ha di fronte: uno Stato che si fa forte proprio sulla emergenzialità che rende tutto “straordinario” ex nunc. Oggi però sono stati i cittadini, i movimenti, i comitati, i presidi permanenti a delegittimare quello stesso Stato, chiedendo conto e ragione a chi si è reso responsabile del disastro che viviamo. Come loro anche noi: ex nunc.

Oggi questo fiume è straripato rompendo tutti gli argini. Ma per noi questa inondazione è solo l’inizio. Da Piazza del Plebiscito gremita, dalle tende, dai workshop di domani che proveranno a dare continuità alla giornata di oggi, discutendo di saperi territori ed Europa, ripartiamo. Questa volta verso il mare aperto. Ci attende uno Tsunami.

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