Sotto sequestro la centrale a carbone di Vado Ligure. Storia di un biocidio.

[di Giovanna Borrelli per A Sud] Due i reati contestati alla Tirreno Power: disastro ambientale e omicidio colposo. L’inchiesta della Procura di Savona parla di nesso di causalità tra le emissioni della centrale a carbone e 442 morti occorse tra il 2000 e il 2007. Un’intera comunità, sul cui territorio convivono la centrale a carbone, numerosi stabilimenti industriali e un’intensa attività portuale, è esposta da decenni in maniera sistematica ad emissioni contaminanti con pesanti conseguenze sulla salute. Un Biocidio.

 

A pochi mesi dall’ufficializzazione dell’ipotesi di reato ad opera della procura di Savona, arriva il sequestro della centrale a carbone di Vado Ligure – Quiliano.

 

Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi ha deciso per il sì alla richiesta della Procura e si sono avviate le operazioni di spegnimento temporaneo del gruppo VL3 a carbone che alimentano la centrale Tirreno Power. Il sequestro non coinvolge il gruppo a ciclo combinato, che rimane in attività.

 

Dopo le verifiche effettuate dai consulenti del Ministero dell’Ambiente e della Procura è stato dimostrato il mancato rispetto di alcuni limiti imposti dall’Autorizzazione integrata ambientale, possibile a causa dello sbagliato posizionamento della centralina di monitoraggio delle emissioni, la cosiddetta “Sme” (Sistema di Monitoraggio delle Emissioni) che doveva controllare i limiti imposti dall’Aia e doveva essere collocata in un camino.

 

Nell’ordinanza di sequestro viene spiegato che gli impianti sono sempre stati usati al massimo, senza prendere i dovuti accorgimenti contro le emissioni. Il procuratore Granero parla chiaramente di nesso di causalità tra le emissioni, le morti e le patologie: i fumi della centrale avrebbero causato 442 morti tra il 2000 e il 2007.

 

Inoltre, da imputare alle emissione della centrale sarebbero anche i 1700 – 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e i 450 ricoveri di bambini per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012.

 

Sull’attività di Tirreno Power sono aperti due filoni d’inchiesta, una per disastro ambientale e una per omicidio colposo.

 

Ma le contestazioni all’attività della Tirreno Power hanno origini molto più longeve. Da anni le associazioni del territorio si battono per denunciare irregolarità sull’esercizio della centrale. Tra il mese di novembre e dicembre 2013 la redazione di LInfAlab ha raccolto testimonianze e storie della provincia savonese nel tentativo di rappresentare la complessità di questa vicenda. Proponiamo l’anteprima dell’inchiesta che racconta la vita all’ombra della centrale.

 

* * *

Il video “La zona grigia”  è stato realizzato nell’ambito dell’inchiesta di LInfAlab sulla centrale a carbone di Vado Ligure – Quiliano, la Tirreno Power, con cui i giornalisti della redazione hanno partecipato al Premio Morrione 2014.  I giornalisti di LInfAlab hanno raccolto tra il mese di novembre e dicembre 2013 testimonianze e storie della provincia savonese nel tentativo di rappresentare la complessità della vicenda che ruota attorno alla Tirreno Power. Dalle associazioni ambientaliste che si battono per il diritto alla salute e i sindacati che dinfendono il lavoro, fino alle voci dei cittadini e dell’amministrazione comunale. Ne è uscito un racconto della vita all’ombra della centrale.

 

Link originale: http://www.linfalab.it/la-zona-grigia/