SI’ All’integrazione Regionale Dei Popoli, NO All’Accordo Di Associazione

SI’ all’integrazione regionale dei popoli, NO all’Accordo di Associazione

I due giorni di dibattito hanno permesso alle diverse associazioni di individuare punti in comune e piattaforme di dialogo per proseguire la lotta contro l’AdA, in previsione dell’ultima riunione ufficiale prevista per il mese di luglio a Bruxelles. Prima di quella data è importante promuovere una campagna di sensibilizzazione – simile a quella che venne realizzata, negli anni passati, dalle reti di opposizione al TLC -, dove sia possibile discutere pubblicamente degli impatti disastrosi dell’accordo commerciale con l’Europa, facendo capire alla gente che la natura di questo trattato è marcatamente neocoloniale e che produrrà solo effetti negativi sulle economie dei paesi centroamericani, non meno che il TLC. E’ necessario costruire una rete dei paesi più marcatamente progressisti, che hanno dimostrato di volersi opporre con maggiore decisione alla stipula dell’AdA, come l’Honduras, il Nicaragua e, prossimamente il Salvador, grazie alla vittoria di Mauricio Funes ( candidato del FMLN, ndr) alle ultime elezioni presidenziali (il nuovo presidente del Salvador si insedierà al potere il prossimo 1 giugno).

Per raggiungere questi obiettivi è stata appositamente creata una commissione che si incaricherà di elaborare programmi, organizzare proposte e dare seguito alla campagna per la “non firma” dell’accordo commerciale con l’UE.

Per un’integrazione regionale dell’America Centrale

Un altro tema fondamentale affrontato nel corso del recente dibattito è stato quello dell’integrazione centroamericana. Per Rafael Alegrìa, coordinatore di Via Campesina, è necessario, prima di tutto, rafforzare il processo di integrazione regionale sulla base di piattaforme d’intesa e di dialogo comuni, riscoprendo e valorizzando il contributo dei grandi pensatori centroamericani, come Francisco Morazàn, che lottarono per la costruzione di un’America Centrale unita. “Sono i popoli che devono vegliare sugli altri popoli” ha enfatizzato Alegrìa. Alleanza Sociale Continentale sottolinea che bisogna urgentemente prendere coscienza del fatto che in America Centrale ci sono ricchezze naturali e culturali che possono favorire l’integrazione, contro l’invasione delle multinazionali europee. Mario Godines, dell’organizzazione Amici della Terra, ha evidenziato l’importanza di strutturare alleanze strategiche a livello regionale e di favorire spazi di dibattito pubblico come il Foro Sociale delle Americhe, il Vertice dei Popoli Indigeni e il Foro Sociale Mesoamericano. Tutte le associazioni hanno concordato sulla necessità di proseguire unite nella lotta, attraverso la promozione di un tessuto comune di valori condivisi come la solidarietà, il rispetto, la libertà e la sovranità popolare.

Proposta politica dei movimenti sociali

L’AdA non è diverso dal TLC e firmarlo significherebbe acutizzare la povertà, aggravare la crisi economica, proseguire nella privatizzazione dei servizi pubblici, favorire una riduzione della capacità dello stato di promuovere politiche pubbliche per lo sviluppo e il benessere collettivo. I movimenti sociali dell’America Centrale chiedono:

– la sospensione immediata delle trattative;

– un processo di negoziazioni che parta da nuove premesse, favorendo l’integrazione regionale come uno strumento per lo sviluppo dei popoli;
– la promozione di forme di aiuto che non compromettano i diritti dei lavoratori, dei contadini, dei popoli indigeni;
– di stipulare accordi commerciali che riconoscano finalmente le asimmetrie fra i diversi paesi, eliminando regole inique come quella della Nazione più Favorita o dell’Accordo Nazionale;
– di stabilire processi di dialogo multilaterale che permettano di elaborare un nuovo trattato con l’Europa, pretendendo come precondizione per le future relazioni il rispetto incondizionato degli accordi raggiunti.

 

Traduzione di Francesca Casafina