Roccasecca, Compatto Il Fronte Del “no” All’ampliamento Della Discarica Di Cerreto

Roccasecca, compatto il fronte del “no” all’ampliamento della discarica di Cerreto

20150502_discarica_cerreto[Di linchiestaquotidiano.it]Si inizia: si parte con il lungo, e si prevede già tortuoso iter che stabilirà se la discarica di Cerreto di Roccasecca potrà essere ampliata. Parte, quindi oggi la fase istruttoria del VIA, quando politici, associazioni e anche cittadini potranno esprimere il loro parere rispetto alla realizzazione del quinto bacino richiesta lo scorso 22 aprile dalla società che gestisce l’impianto. Saranno presentate quindi le osservazioni che, come già annunciato da più parti, dagli amministratori così come dai comitati, movimenti e via dicendo saranno tese ad ostacolare la realizzazione dell’invaso. Sono quest’ultimi, le associazioni, i movimenti e i comitati che, senza attendere oltre, e manifestando la loro compattezza e determinazione ad opporsi al progetto, sono scesi in piazza, quella di Pontecorvo, martedì sera per spiegare ai cittadini quali saranno le azioni che metteranno in campo sin da oggi.

 

Nessuno sconto è previsto rispetto ad una richiesta che da tutti è stata definita inammissibile e che, proprio per la sua irricevibilità, ha visto partecipare alla serata nella villetta comunale in piazza Porta Pia gli attivisti locali ma anche quelli del capoluogo e della provincia in generale. Toni pacati quelli che hanno caratterizzato gli interventi degli ambientalisti mirati piuttosto ad informare i cittadini di quanto potrebbe realizzarsi da qui a breve, e soprattutto critici, al di là del quinto bacino, nei confronti di un ciclo dei rifiuti provinciale ormai sorpassato e che necessita di essere adeguato. Interventi, tra l’altro, sempre pertinenti che non hanno lasciato spazio al facile populismo ma che hanno piuttosto focalizzato l’attenzione sulle criticità rilevate sia dal rapporto Eras che da quello dell’Arpa Lazio. Documenti questi che per i comitati avvalorano senza ombra di dubbio la volontà di agire non tanto per opporsi alla realizzazione del quinto bacino, (cosa che i comitati faranno senza risparmiare energie) quanto di arrivare alle definitiva chiusura della discarica di Cerreto che, come più volte è stato ribadito durante la serata, sorta come provvisoria sta rischiando di diventare la nuova Malagrotta. «Una forte e sentita partecipazione di cittadini e di numerose rappresentanze associative locali ha caratterizzato la serata – hanno commentato le realtà presenti – durante la quale è stata evidenziata la necessità di porre uno stop alle scellerate disposizioni regionali inerenti l’ampliamento della discarica di Cerreto già oggetto in passato di numerose criticità ambientali.

 

Si è evidenziata la cronistoria puntuale ed esaustiva della discarica, da quando era una cava di estrazione ad oggi, una discarica che trovandosi a pochi passi dalla Saf di Colfelice è divenuta una vera e propria minaccia per la salute pubblica. Si sono rievocate le numerose proteste nel corso degli anni, le denunce presentate e le numerose segnalazioni di pericolo derivanti dai continui sforamenti dei parametri previsti dagli organismi a tutela dell’incolumità dei residenti e l’inadeguatezza dell’impianto di contenimento del percolato. E’ emersa la necessità di fare fronte comune nell’affrontare, su scala provinciale ed in un unico sodalizio le numerose ed allarmanti criticità inerenti lo stato della salute pubblica. Si è inoltre espressa la volontà di apporre un vero ostacolo alle politiche regionale che vorrebbero trasformare la nostra provincia in un ricettacolo di inceneritori, discariche ed impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi. Da Colleferro a San Vittore del Lazio ci sono discariche e inceneritori. Si è evinto che una responsabilità rilevante sullo stato delle cose è ascrivibile alla complicità dei sindaci dei Comuni del circondario e dell’intera provincia, sempre assenti o latitanti sulle tematiche inerenti il benessere delle collettività, che benché pienamente edotti dei drammatici effetti che si stanno ripercuotendo sulla salute dei loro amministrati, per motivi altri hanno preferito e preferiscono ignorare l’esatta informazione fornita dai movimenti di protesta sempre molto attivi in zona.

 

Infine non ci si assume la responsabilità di approntare un serio piano di sviluppo della raccolta differenziata nella Capitale e nella nostra provincia, tale da far diminuire la necessità di ricorrere alla dismissione dei rifiuti in discarica o negli inceneritori. Come per la rana bollita si è costretta la nostra provincia, con la complicità di ignavi amministratori locali e di rappresentanti istituzionali di basso ed alto rango, ad accettare le disposizioni di “Roma” in ambiti importanti e vitali della nostra quotidianità: Acqua, Sanità e Gestione Rifiuti e tutto a nostro enorme discapito. Tale realtà ha evidenziato il costituirsi di alleanze trasversali esclusivamente legate a gruppi di potere economico (vedi i casi Saf, Provincia, Cosilam, Asi, Acea), alleanze che si consolidano per il rinnovo delle maggiori amministrazioni comunali. E’ chiaro che di fronte a tali fatti scompare il ruolo dei partiti che viene sostituito dai gruppi di potere politici e finanziari. Il rinnovato coordinamento di associazioni, comitati e movimenti si impegna per trovare una strategia unitaria adeguata per controbattere questi disegni scellerati. Basti pensare che di fronte a una disoccupazione dilagante, che investe decine di migliaia di persone; ad una conclamata emergenza ambientale, sanzionata dalla U.E. e di fronte ad un apparato sanitario inadeguato ed insufficiente, non c’è traccia di alcun impegno, né delle amministrazioni locali e né della Regione, a voler mettere in piedi le doverose e non più procrastinabili strategie di inversione della rotta.

 

Le uniche iniziative in auge sono le decine di richieste orientate a far diventare questo territorio la discarica del Lazio (il caso di Patrica, Anagni, Piedimonte San Germano e la paventata ipotesi di impiantare qui da noi il deposito di scorie nucleari). L’inversione di rotta è improrogabile, i protagonisti di questa follia vanno fermati con fermezza. Ai nostri figli e a tutti coloro che verranno dopo di noi, va fatta trovare una terra accogliente ed ospitale come lo è stato per noi disposto dai nostri genitori. Si è deciso dunque di rendere tutti partecipi nel formulare le linee guida dell’azione di contrasto all’ampliamento della discarica di Cerreto e di tutte le richieste simili in atto nelle varie zone della provincia.

 

Pubblicato da linchiestaquotidiano.it il 5 Novembre 2015