Rete Latinoamericana Contro Le Monocolture Di Alberi

Rete Latinoamericana contro le Monocolture di Alberi

Per la difesa della Terra, dei territori e dell’acqua – La RECOMA adotta una visione globale e strutturale della questione delle piantagioni. Questo porta a relazionare la lotta contro le monocolture di alberi a distinti settori sociali ma anche a altri aspetti nodali come la sovranità alimentare, la lotta per la terra e per i territori, la difesa dei boschi, della biodiversità e dell’acqua contro il commercio dell’agroindustria, gli agrocombustibili, i transgenici e le false soluzioni ai cambiamenti climatici.

 

RECOMA è contro le monocolture come sistemi di assorbimento di carbonio e la loro considerazione come soluzione al cambiamento climatico, dato che queste liberano più anidride carbonica e non possono essere sostitutive della biodiversità. Le piantagioni non sono boschi.

Nella riunione della RECOMA, svoltasi dal 31 luglio al 2 agosto in Uruguay, si è portata avanti una riflessione sulla legge per gli investimenti nelle piantagioni e sulla campagna contro le monocolture di soia e l’uso in Argentina del meccanismo REDD (Reducing Emissions from Deforestation and Degradation). In Cile il modello forestale continua ad espandersi in modo allarmante, arrivando a contare 2.5 milioni di ettari di pino e eucalipto – grazie ai sussidi governativi – e al 98% della produzione forestale dedicata al mercato internazionale. In ugual modo, in Uruguay, i sussidi governativi per le piantagioni hanno facilitato una loro espansione di 1.5 milioni di ettari, dei quali più del 50% sono in mano a poche multinazionali straniere che usano la certificazione FSC (Forest Stewardship Council).

In Brasile la legge forestale ha facilitato l’espansione delle piantagioni in più di 5.5 milioni di ettari che sono stati così inclusi nei sistemi del commercio agroindustriale. In Brasile preoccupano la questione legata agli alberi transgenici e quella legata all’inclusione delle piantagioni nel sistema di mercato del carbonio, questioni che causano una forte resistenza sociale e conflitti per la terra.

In Paraguay, grazie ai grandi sussidi governativi e al meccanismo REDD – come del resto è avvenuto anche in altri paesi – 14.000 ettari sono stati convertiti in piantagioni e 3 milioni di ettari in terreni per la coltivazione della soia. 

Nel caso del Perù le aree di foresta stanno venendo sostituite da piantagioni di palma. In Colombia si parla di più di 180.000 ettari di palma, ma se ne calcolano molte di più, sempre grazie ai sussidi governativi e progetti pilota della REDD, oltre alle 12 piantagioni giustificate con il Meccanismo di Sviluppo Pulito.

Nel caso del Messico, attraverso grandi sussidi, il governo ha incentivato, soprattutto in Chiapas, piantagioni di palma africana, con l’obiettivo di arrivare a 100.000 ettari. In Ecuador la tendenza a sviluppare piantagioni nelle praterie ha avuto conseguenze disastrose e la pressione sui boschi aumenta con l’incentivazione degli agrocombustibili. In Costarica le piantagioni di palma sono state estese nel sud del paese, aggiungendosi ai più di 60.000 ettari di monocolture di ananas.

Il governo ha promosso il programma per la forestazione e si calcola che delle aree riforestate l’80% riguardi piantagioni. A  El Salvador, tenendo in considerazione che la sua estensione è di 21.000 chilometri quadrati, le piantagioni di eucalipto e tek toccano i 29.500 ettari, impattando sulla piccola parte di boschi naturali ancora esistente nel paese. In Nicaragua preoccupa il taglio illegale di alberi, oltre al fatto che le piantagioni di tek impattano sulle altre regioni del paese.

Di fronte a questo panorama, la RECOMA vuole promuovere e appoggiare la resistenza  all’avanzare delle monocolture di alberi in America Latina. Spinta dal Movimento per i Boschi Tropicali (WRM), la rete affronta una sfida enorme. La RECOMA adotta una visione globale e strutturale della questione legata alle piantagioni.

Questo porta a relazionare la lotta contro le monocolture di alberi a distinti settori sociali ma anche a altri aspetti nodali come la sovranità alimentare, la lotta per la terra e per i territori, la difesa dei boschi, della biodiversità e dell’acqua contro il commercio dell’agroindustria, gli agrocombustibili, i transgenici e le false soluzioni ai cambiamenti climatici.

La RECOMA è contro le monocolture come sistemi di assorbimento di carbonio e la loro considerazione come soluzione al cambiamento climatico, dato che queste liberano più anidride carbonica e non possono essere sostitutive della biodiversità. Le piantagioni non sono boschi.

Le piantagioni di alberi si sommano alle piantagioni di monocolture altamente dannose per la biodiversità, l’acqua e l’ambiente. Le piantagioni di eucalipto, pino, tek, palma da olio, ananas, e agrocombustibili comportano un uso massiccio di prodotti agrochimici, impattano sulla qualità del suolo e dell’acqua, comportano lo sfollamento della popolazione locale, la perdita della biodiversità, l’aumento dei gas ad effetto serra, la distribuzione delle terre nelle mani delle grandi multinazionali, ecc. Sono i boschi, le foreste, le praterie e altri ecosistemi che vengono profondamente danneggiati.

Ma è anche per i progetti minerari, di costruzione di dighe e altri tipi di infrastrutture che la RECOMA ha di fronte a sé la sfida di legare la sua lotta con queste lotte. Non solo per bloccare la riproduzione di questo modello del commercio  agroindustriale, ma anche per costruire Alter-Natos (1).

In questo contesto la RECOMA invita a portare avanti azioni contro le monocolture, in vista, il 21 settembre, della Giornata Internazionale contro le Monocolture di Alberi, inserita nel quadro della Convezione sulla desertificazione. A seguire, dal 18 al 23 di ottobre, a Buenos Aires si realizzerà il Congresso Forestale Mondiale e con questo altre mobilitazioni sociali contro le strategie governative per la promozione delle piantagioni.

Di seguito riportiamo la dichiarazione della RECOMA, frutto dell’incontro tenutosi dal 31 luglio al 2 agosto 2009 in Uruguay.

Dichiarazione della Rete Latinoamericana contro le Monocolture di Alberi (RECOMA)

Membri della Rete Latinoamericana contro le Monocolture di Alberi (RECOMA), provenienti dall’Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costarica, Ecuador, El Salvador, Messico, Nicaragua, Paraguay, Perù e Uruguay, ci riuniamo per analizzare la situazione nella regione.

Il colpo di stato in Honduras ha impedito la presenza della delegazione proveniente da questo paese. La RECOMA esprime solidarietà ai compagni, ripudia il golpe di stato che ha portato l’Honduras ad una spirale di violenza e a una sistematica violazione dei diritti umani da parte del governo golpista. La RECOMA richiama con forza i governi ad unirsi al popolo honduregno per garantire l’immediato ritorno della democrazia.
La riunione è stata indetta in particolar modo per analizzare le ragioni della preoccupante espansione delle monocolture di alberi destinate alla produzione di carbone, cellulosa e legname, alla produzione di agrocombustibili (agrodisel, etanolo, e legno) soprattutto per l’esportazione.

In tutti i paesi della regione si può notare che l’avanzare delle monocolture è causa di un crescente processo di appropriazione di territori da parte delle imprese forestali e della coltivazione della palma. Questo determina una concentrazione di terra che danneggia i diritti e il buen vivir delle comunità locali.

L’espansione delle monocolture avviene sulla base di inganni ad opera delle grandi imprese alleate con i governi nazionali e locali, che avanzano false promesse alle comunità e ai piccoli produttori rispetto all’aumento dell’occupazione e alla promozione dello sviluppo locale. In altri casi i piccoli produttori vengono convinti ad estendere le monocolture nelle loro terre, lasciandoli così dipendenti dalle grandi imprese.

Un’altra strategia è quella di promuovere le monocolture come forma di recupero di “terre degradate”, nonostante queste terre siano di enorme utilità per le comunità che abitano questi territori.

Queste false promesse vengono volontariamente fatte senza considerare l’abbondante documentazione esistente rispetto ai gravissimi impatti ambientali, sociali e economici che gravano sulle popolazioni locali. Dal momento in cui vengono avviate le piantagioni, l’acqua, i pesci, gli animali, le piante medicinali, la legna, gli alimenti e molte altre risorse che sostenevano la vita e la cultura di queste popolazioni, scompaiono.

Questo processo si sta ancor più sviluppando per la proposta di soluzioni  al cambiamento climatico con gli agorcombustibili e i mal denominati assorbitori di carbonio, che sono in realtà nuove fonti di guadagno per le imprese multinazionali.

Tutti gli impatti descritti si aggraverebbero ancora di più nel caso in cui nelle future monocolture di alberi, venissero piantati alberi transgenici, che già sono presenti in Brasile, in Cile e in altri paesi fuori dall’America del Sud.

Questo modello ha come obiettivo principale quello di soddisfare il consumo eccessivo dei paesi industrializzate del Nord del mondo. Per raggiungerlo è necessario l’appoggio da parte delle istituzioni finanziarie internazionali, di agenzie di cooperazione, di trattati di libero commercio, di istituzioni multilaterali che si mettano al suo servizio. Queste diventano anch’esse responsabili dei danni causati.

Le comunità, i movimenti, le organizzazioni sociali che resistono e denunciano l’espansione incontrollata delle monocolture stanno vivendo persecuzioni, criminalizzazioni e usurpazione dei loro mezzi di sussistenza.

Per tutto quello che è stato detto finora, la RECOMA vuole allargare la lotta contro le monocolture di alberi, integrando altri processi sviluppati a livello regionale portati avanti da dai popoli indigeni, afrodiscendenti e contadini, dai lavoratori rurali, dai senza terra e dalle organizzazioni di donne. Consideriamo come parte della nostra lotta la difesa della sovranità alimentare, la difesa della terra e dei territori, del bosco, della biodiversità e dell’acqua.

www.ecoportal.net

Amigos de la Tierra, Argentina -FOBOMADE, Bolivia -Red Alerta contra el Deserto Verde, Brasil -OLCA, Chile -CENSAT, Colombia -COECOCEIBA, Costa Rica -Acción Ecológica, Ecuador -CESTA, El Salvador -Otros Mundos, México -FEDECAMP, Nicaragua -Sobrevivencia, Paraguay -Programa de Defensa de Derechos Indígenas, Perú – REDES, Uruguay – Movimiento Mundial por los Bosques.

Di Gustavo Castro Soto
Otros Mundos, AC/Amigos de la Tierra Messico
San Cristóbal de las Casas, Chiapas, Messico

(1) Per approfondire questo concetto si veda:

http://otrosmundoschiapas.org/analisis/movimientos_sociales_crisis_capitalismo.pdf

 

Traduzione di Maddalena Natalicchio